GP Canada 2019

F1, GP Canada 2019: Vettel, i commissari hanno sbagliato?

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I commissari del Gran Premio del Canada di Formula 1 hanno commesso un errore penalizzando Sebastian Vettel? Il nostro inviato F1 spiega cos'è successo

MONTREAL - Alla fine resta solo l'amaro in bocca per come è finita. Perché episodi simili, in passato, non hanno avuto lo stesso risultato. Ovvero dare 5 secondi di penalità a Vettel per aver chiuso Hamilton ha stravolto l'esito di una gara in cui la Ferrari aveva dominato fin dalle prove e avrebbe meritato il successo. Il regolamento cita all'articolo 38.1 che un pilota che esce di pista non deve causare problemi a chi segue. In questo caso, tecnicamente, ripetiamo: tecnicamente, la manovra di Vettel non ha rispettato la norma. Ovvero, finendo fuori in sovrasterzo, è rientrato e ha chiuso Hamilton che è stato costretto a frenare.

Tanto basta per infliggere non solo 5 secondi ma anche 2 punti sulla patente a Vettel perché la manovra è ritenuta pericolosa e punita. Sempre in base al regolamento la Ferrari potrebbe anche fare appello, ma a quanto pare non si rientra nel caso specifico, anzi è sembrato quasi che la squadra abbia preso atto, seppure con rammarico, la decisione dei giudici. Nel collegio dei commissari c'era Emanuele Pirro, Gerd Ennser, Mathieu Remmerie e Mike Kaerne. Conoscendo l'esperienza e la validità di Pirro, è probabile che il giudizio non sia stato unanime visto che come pilota avrà portato la sua esperienza.

Resta il fatto che la FIA è intervenuta in maniera decisa: "Le immagini TV e i dati in nostro possesso hanno detto chiaramente che Vettel non ha rispettato le regole e andava penalizzato in base alle norme. Comprendiamo che i tifosi e gli appassionati abbiano una visione diversa delle cose, ma le norme sono state applicate in maniera corretta". Si può obiettare che in passato siano state prese decisioni diverse e che spesso i commissari non seguano sempre una linea unica di giudizio. Specie nei confronti dei piloti che lottano per il mondiale o per la vittoria, come nel caso Vettel ed Hamilton.

Di sicuro mancano due elementi fondamentali: è morto Charlie Whiting, quindi il direttore di gara che aveva negli anni imposto un modo di interpretare le regole, e manca Bernie Ecclestone che, al contrario di Liberty Media, sapeva come e dove intervenire. Per il bene del mondiale una vittoria della Ferrari ci voleva e la Ferrari aveva fatto per bene tutto quello che poteva. Per come vanno le cose invece di sette vittorie di fila della Mercedes (la 5 di Hamilton...) una rossa vincente avrebbe dato slancio e interesse. Un peccato, perché Vettel avrebbe meritato e la Ferrari anche. Purtroppo c’è stato un piccolo errore di Seb che ha avuto un grande risalto e questo alla fine è quello che resta negli annali.

  • Rogas

    No, i commissari NON hanno sbagliato. L'errore, pericoloso, è di Vettel. È nervoso, poco sicuro di sé stesso e della macchina rossa che anche quest'anno è perdente, alla faccia dei razzisti italiani che odiano un campione nero, come ai tempi di Hitler durante le Olimpiadi di Berlino nel 1936, vero Signor Matteo? Hitler aveva i baffetti, lei porta il barbone, ma il razzismo non
    cambia.
  • zubi, Concesio (BS)

    Scusate , ma perché nessuno si rende conto che Vettel ha fatto l’unica cosa che a 170 all’ora si può fare ovvero rientrare senza schiantare a muro l’auto coinvolgendo quel furbacchione che invece di infilarlo a sinistra a ben pensato di andare a destra, frenare e subito lamentarsi......che pena..... persino il suo capo intervistato era in evidente imbarazzo...... e ha fatto bene Vettel a non presentare l’auto sotto il podio. Forse in Ferrari sarebbe il caso di mettere qualcuno con gli attributi che si faccia valere, se di politica di deve parlare perché di sport con queste decisioni non se ne parla.
    P.s. Un velo lo stendo su Pirro, che delusione.
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