F1, GP Canada 2022: le pagelle di Montréal

F1, GP Canada 2022: le pagelle di Montréal
Giovanni Bregant
  • di Giovanni Bregant
I promossi e i bocciati di Montréal nelle pagelle del Gran Premio del Canada 2022 di Formula 1
  • Giovanni Bregant
  • di Giovanni Bregant
20 giugno 2022

Senza un avversario diretto nei paraggi, Verstappen doveva solo non sbagliare per dare un ulteriore strappo in classifica: l’olandese - che è nato pronto - figurarsi se si faceva scappare l’occasione. E pazienza se nel finale la Ferrari di Sainz era un po’ più veloce: non gli offre mai una reale possibilità di sorpasso, dopo avere dato spettacolo in qualifica su pista bagnata. Voto 10: velocissimo e spietato, come i grandissimi. 

Alle sue spalle voto 8 a Sainz, bravo in qualifica ma non abbastanza per prendersi almeno la prima fila, veloce in gara ma non abbastanza per tentare quanto meno un attacco su Verstappen, dopo che la safety car lo riporta a tiro e nonostante il vantaggio delle gomme più fresche. Va bene, la Red Bull sul dritto ti mette le ali, ma in Canada lo spagnolo porta a casa l’ennesima gara da numero 2, per quanto di altissimo livello stavolta.

Torna sul podio Hamilton, e non accadeva dal Bahrein: in Canada l’inglese vince la sfida interna con Russell e anche quella con Alonso, quanto basta per festeggiare in una stagione con più ombre che luci. Voto 8, la pensione è rimandata.

Quarto Russell, che si complica la vita al sabato azzardando le slick quando la pista è ancora troppo bagnata: a quel punto perde l’opportunità di migliorare il proprio tempo e quando parti 8° con questa Mercedes è dura recuperare. Voto 7, ora che è in un top team certi azzardi non gli servono più.

Gran 5° posto di Leclerc, che a tratti dà l’impressione di faticare più del previsto a rimontare, complici i trenini di auto davanti a lui che concedono anche ai suoi avversari il DRS e le Alpine che sembrano imprendibili sul dritto. Così il monegasco s’inventa due sorpassi al tornantino come non si vedono più da quando hanno inventato il DRS: voto 9, fa sempre la differenza.

A proposito di Alpine, voto 7 a Ocon, buon 6° su una pista che giova alle monoposto francesi, però in questo caso la classifica è bugiarda perché il suo rendimento è inferiore a quello del compagno di squadra. Ah i giovani di oggi…

Ancora una volta a punti Bottas, autore dell’ennesima prova solida, anche se il compagno di squadra inizia a essere un riferimento molto più veloce rispetto alle previsioni. Voto 7,5.

Ecco, Zhou: tocca dare 8 al pilota cinese con la valigia, che per la seconda volta consecutiva riesce a partire davanti al ben più esperto Bottas (che è sempre stato fortissimo in qualifica, tra l’altro). In gara finisce dietro al compagno di squadra, ma per tutta la gara lotta in zona punti in mezzo a piloti ben più esperti e titolati, senza strafare e senza commettere errori: arrivato in F1 con pochissimo credito, Zhou sta crescendo gara dopo gara. Sorpresa del campionato.

Solo 9°, ma voto 9 per Alonso: il risultato finale rappresenta un’autentica beffa dopo la splendida prima fila conquistata sabato su pista bagnata. Domenica però la strategia del muretto gli distrugge di fatto la gara, tenendolo in pista troppo a lungo (chi troppo vuole…) ed infine lo spagnolo ci mette del suo beccandosi una penalità per avere zigzagato nel tentativo di difendersi da Bottas. Resta però l’impresa del sabato e lo spettacolo di vederlo controllare di traverso una F1 sul bagnato a pochi centimetri dai muretti con la rabbia che solo i giovani talenti hanno. Eterna giovinezza.

In casa prende un punticino anche Stroll, bravo a risalire dopo una qualifica difficile. Il canadese ci ha già mostrato il meglio e il peggio del suo repertorio e con l’auto di quest’anno c’è poco da inventarsi, ma è bravo a centrare l’obiettivo minimo di giornata. Voto 7.

Fuori dai punti Ricciardo, che pure era riuscito a entrare in Q3, ma come spesso gli capita da quando è in McLaren, anche se la qualifica è andata benino in gara l’australiano ha il passo dei gamberi. Voto 5,5, il calvario continua.

Voto 7 invece ad Albon, che dopo un bella qualifica in gara resiste finché può in zona punti: è solo questione di tempo naturalmente, ma lui ci prova portando la monoposto ben oltre il suo potenziale.

Voto 5 a Magnussen, che sciupa un’ottima qualifica con una partenza un po’ troppo all’arrembaggio per uno con la sua esperienza che dovrebbe soprattutto portare punti al team. Ma sempre per la suddetta esperienza, questa non è una novità per il danese…

Voto 7 di incoraggiamento invece a Schumacher, molto bravo in qualifica, ma azzoppato dall’affidabilità: sarebbe stato interessante - e importante per lui e per il team - verificare la sua resa sulla distanza di gara. In ogni caso un segnale di riscatto.

Voto 4 invece a Tsunoda, autore di un errore madornale come però è capitato a tutti i piloti almeno una volta nella vita (Hamilton ha buttato un mondiale sbagliando in ingresso ai box, ricordate?). Per cui l’insufficienza ci sta tutta, ma senza infierire troppo.

 

Voto 5 a Perez, autore di un dritto il sabato che un pilota della sua esperienza dovrebbe evitare. Domenica era pronto per una gara di rimonta, ma stavolta è l’affidabilità a metterlo fuori gioco. 

A proposito di affidabilità, resta discutibile la regola sul contingentamento dei motori, e non lo diciamo perché la regola stavolta ha penalizzato la Ferrari: non è bello perdere un protagonista annunciato prima ancora che la gara inizi solo perché si è dovuto ritirare nel gran premio precedente. Detta così fa capire che c’è qualcosa di strano in questa F1 che s’inventa regole complicate capaci solo di mortificare se stessa. In fondo la F1 non è una gara di affidabilità: c’è da avere nostalgia di quando i motori duravano come i kleenex… È la stessa logica discutibile (i presunti risparmi) per i piloti non possono più toccare le monoposto tra il sabato e la domenica se cambiano le condizioni della pista e non dispongono più del muletto. E i team non provano in pista. Però correre in F1 continua a costare uno sproposito, quindi? Anzi, visto che ora c’è il budget cap, perché non togliere il contingentamento dei motori e lasciare che siano i team a decidere se spendere in 50 motori l’anno piuttosto che in 50 alettoni diversi? Nel dubbio voto 5 a questa F1 sempre un po’ vittima di se stessa.

GP Canada 2022, le pagelle

Verstappen 10

Leclerc 9

Alonso 9

Sainz 8

Hamilton 8 

Zhou 8

Bottas 7,5

Russell 7

Ocon 7 

Albon 7

Stroll 7

Albon 7

Schumacher 7

Ricciardo 5,5

Magnussen 5

Perez 5

F1 5

Tsunoda 4

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