F1: la Mercedes è la vera perdente dell’operazione Ferrari-Hamilton

F1: la Mercedes è la vera perdente dell’operazione Ferrari-Hamilton
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A prescindere da come andrà a finire la storia tra Lewis Hamilton e la Ferrari, la vera perdente dell'operazione che porterà Hamilton a Maranello a partire dalla stagione 2025 di Formula 1 è la Mercedes
4 febbraio 2024

Lewis Hamilton sarà un pilota della Ferrari a partire dalla stagione 2025 di Formula 1, e una cosa è certa: la vera perdente in questa operazione è la Mercedes. In questi giorni non si fa altro che discutere di quanto la Ferrari ci guadagni davvero da questa bomba di mercato. Ma vale la pena di ribaltare la prospettiva, andando ad analizzare l’impatto del passaggio di Hamilton a Maranello sulla scuderia con la quale l’inglese ha scritto una pagina incredibile della storia della F1.

Nell’incontro con i media organizzato in fretta e furia dalla Mercedes cui ha partecipato Automoto.it, Toto Wolff ha rivelato alcuni dettagli interessanti. Innanzitutto, la scelta di siglare un contratto di breve durata lo scorso anno è stata presa di comune accordo da entrambe le parti, in modo tale da non precludere alcuna possibilità sia ad Hamilton che alla stessa Mercedes. Quello che era stato presentato come un accordo biennale era di fatto un’intesa 1+1, con un’opzione di uscita dopo il primo anno per entrambi.

“Sapevamo che sarebbe finita prima o poi, entro il 2025”, ha spiegato Wolff, chiarendo come lato Mercedes non ci fosse la volontà di continuare con Hamilton oltre quella data, a prescindere dalle intenzioni dello stesso Lewis. Lewis rappresenta il passato glorioso della Mercedes, ma non il suo futuro. E per il 2026 l’intenzione era quella di puntare su qualcun altro. Quando si è visto offrire un contratto pluriennale – a cifre, dicono i ben informati, astronomiche – da parte della Ferrari, Hamilton non ha avuto dubbi.

Lewis, in fondo, non ha assolutamente nulla da perdere. Se dovesse vincere con la Ferrari, consoliderebbe ancora di più il suo posto nella storia della F1. Ma se non dovesse accadere, si toglierebbe comunque la soddisfazione di vestire i colori che il suo idolo, Ayrton Senna, non ebbe modo di indossare, senza intaccare la sua reputazione. Ma le tempistiche della sua scelta hanno già causato problemi alla Mercedes.

Per quanto Wolff si sia sperticato in lodi nei confronti di George Russell, definito “pilota intelligente, talentuoso, concentrato”, nonché il futuro del team, il buon Toto ha poi rivelato un dettaglio che contraddice il suo punto di vista. Dicendosi “sorpreso dalle tempistiche” della decisione di Hamilton, Wolff si è lamentato del fatto che la Mercedes non abbia potuto operare sul mercato “prima che venissero firmati alcuni contratti perfezionati in tempi recenti”.

Non è difficile intuire che Wolff si riferisca a Lando Norris e a Charles Leclerc, blindati dalla McLaren e dalla Ferrari, rispettivamente, con contratti pluriennali. La mancata comunicazione dell’esatta scadenza di questi accordi fa pensare a una via di uscita per i piloti a medio termine. Ma alla Mercedes serve qualcuno già nel 2025. Insomma, la scuderia di Brackley si è tirata la zappa sui piedi, non potendo nemmeno trattare talenti che, nonostante il presunto status di primo pilota di Russell, evidentemente facevano gola.

Ma non è solo troppo tardi per Norris e Leclerc, è pure troppo presto per Kimi Antonelli. Il talentuosissimo giovane del vivaio della Mercedes ad agosto compirà 18 anni, smarcando così il limite imposto dopo il debutto di Max Verstappen in F1 da minorenne. Ma passare dalla Freca ala F1 in due anni potrebbe essere troppo anche per una stella nascente come lui. A domanda in merito ad Antonelli, Wolff ha specificato che preferirebbe “che non ci fossero voci sul suo passaggio in F1 in questo momento della sua carriera”.

Quello che dice Wolff è più che comprensibile: Antonelli deve concentrarsi sul suo impegno n Formula 2, senza la pressione di un passaggio in un top team di F1 dopo un solo anno nella categoria cadetta. Se Hamilton fosse rimasto fino al termine della stagione 2025, Antonelli avrebbe potuto rappresentare un azzardo per il 2026, ma non così grande come sarebbe il debutto già il prossimo anno. Toccherà trovare una soluzione ad interim, se queste sono le tempistiche per l’approdo di Kimi in F1.

Le alternative ad Hamilton alla Mercedes non mancano, ma prima la scuderia di Brackley, come ha ammesso lo stesso Wolff, deve riflettere bene su quello che vuole davvero. Solo allora si potrà scremare una lista che, viene da pensare, possa includere Fernando Alonso, Alexander Albon, Esteban Ocon e pure lo stesso Carlos Sainz. La fretta è sempre cattiva consigliera, a maggior ragione quando bisogna rimpiazzare un pilota del calibro di Hamilton, guida della scuderia per autorevolezza ed esperienza. 

Ma per la Mercedes l’addio di Hamilton è anche un danno di immagine, e non solo perché in questo modo perde un pilota dall’impatto mediatico incredibile. Hamilton ha deciso di lasciare la Mercedes ancora prima di provare la W15. Una scelta, questa, che sicuramente ha radici ben più profonde della sola sfiducia nelle potenzialità tecniche del team, ma che inevitabilmente scalfisce il potenziale percepito del team. Se non ci crede nemmeno lui, perché dovrebbero farlo gli altri? Ecco perché, comunque vada la storia tra Hamilton e la Ferrari, la Mercedes ha già perso.

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