Formula 1

F1: Mazepin può davvero essere licenziato dalla Haas?

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Nikita Mazepin ha fatto parlare moltissimo di sé ancora prima di debuttare in F1, per i motivi sbagliati. E attività sospette sui social fanno pensare che la Haas possa licenziarlo ancora prima che la sua avventura in F1 inizi. Ma è davvero così?

F1: Mazepin può davvero essere licenziato dalla Haas?

La telenovela dei pasticciacci brutti di Nikita Mazepin prosegue con una nuova puntata, ancora una volta in salsa social. Le sentinelle di Twitter, sempre pronte a notare cambiamenti nelle bio, segnalano attività sospette sui profili di Mazepin e di Pietro Fittipaldi, alternativa low-cost nel caso di defenestrazione da parte della Haas del luciferino Nikita. Ma qui si va ben oltre il maquillage delle bio. L’attività su Twitter di Mazepin è stata completamente cancellata. Spariti tutti i cinguettii del nostro, da un momento all’altro. Cosa si potrebbe celare dietro l’insano gesto? In molti pensano che il benservito sia dietro l’angolo.

A ben vedere i presupposti per un licenziamento, a livello di immagine, ci sarebbero tutti. Giusto per fare una carrellata delle malefatte di Mazepin, il russo ha, in ordine sparso, palpeggiato una ragazza in una storia su Instagram, augurato buon compleanno al COVID-19, alluso neanche poi così velatamente alla presunta omosessualità di George Russell e malmenato Callum Ilott qualche anno fa. Questo fuori dalla pista. E al volante non è certo un'educanda, anzi. Gli episodi al limite di cui si è reso protagonista si sprecano. 

Ma l'epurazione dell'account Twitter di Mazepin va letta diversamente. È partita l’operazione della Haas per ripulirgli l’immagine. Il team americano farebbe bene a cacciarlo? In una F1 attentissima ad una certa tipologia di valori, sicuramente sì. È nelle condizioni di farlo? No. Perché i soldi di papà Dmitry sono fondamentali. La Haas arranca finanziariamente da prima dell’inizio della stagione 2020, e non si può prescindere dagli sponsor Uralchem e Uralkali, aziende di casa Mazepin. Günther Steiner lo ha ammesso con la sua solita franchezza, la scelta dei piloti per il 2021 è dovuta a ragioni economiche. 

Per sperare di risalire la china in ottica 2022, servono soldi. Costi quel che costi in termini di gestione interna dei piloti. Dallara è un'ottima alleata del team americano, ma senza la liquidità necessaria ad aver accesso agli sviluppi non si va da nessuna parte. E allora che si fa? Si cerca di riabilitare la figura di un pilota difficile da gestire, che rischia di far sembrare i bizzosi Romain Grosjean e Kevin Magnussen due agnellini. Hanno una bella gatta da pelare, in casa Haas. La sensazione è che cancellare lo storico di Mazepin servirà a ben poco. Perché, con un caratterino così, tenerlo a bada sarà una vera impresa. 

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