"La vecchia configurazione non è male": il paradosso Mercedes a Singapore che spiazza Antonelli e Russell

'La vecchia configurazione non è male': il paradosso Mercedes a Singapore che spiazza Antonelli e Russell
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Le novità tecniche della W17 non funzionano come previsto a Marina Bay. Tra la penalità di George Russell, tornato alla vecchia specifica, e le difficoltà di Kimi Antonelli con il nuovo pacchetto, in casa Mercedes scatta l'allarme dopo le qualifiche Sprint.
9 ottobre 2026

Un paradosso lungo 4,9 chilometri tra le luci di Singapore al termine delle Qualifiche Sprint. La W17, la monoposto che ha dominato e spaventato la prima metà della stagione, si ritrova improvvisamente a dover fare i conti con se stessa proprio nel momento in cui avrebbe dovuto fare il definitivo salto quantico. Il massiccio pacchetto di aggiornamenti portato a Marina Bay doveva trasformare le Frecce d’Argento in un’arma imprendibile nella corsa all'iridata. Sulla carta, una sentenza per la concorrenza, in pista, un rebus che sta mettendo a dura prova gli ingegneri di Brackley.

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 Il verdetto delle qualifiche Sprint parla chiaro: da un lato George Russell con la vecchia specifica con cui ha trionfato a Baku si piazza in seconda posizione; dall’altro Andrea Kimi Antonelli, che porta al limite la W17 evoluta,  la stessa con cui aveva trovato un buon feeling a Sepang, scivola invece in settima casella. Un venerdì di sofferenza e nodi da sciogliere per la scuderia tedesca, tradotto senza peli sulla lingua dai due protagonisti a fine giornata.

Per il giovane talento bolognese la sessione sul tracciato cittadino si è rivelata più ostica del previsto. Il pacchetto evolutivo, anziché regalare quel plus di carico e bilanciamento sperato, sta richiedendo un extra lavoro d'adattamento tra i muri e l'umidità di Singapore. “Finora è stato un weekend davvero in salita, sicuramente stiamo ancora facendo fatica con questo nuovo pacchetto, quindi sì, peccato, però cercheremo di trovare una soluzione per domani”, ha ammesso candidamente Antonelli a caldo.

In casa Mercedes le strade si sono temporaneamente divise per raccogliere dati comparativi. Russell, tornato alla configurazione "classica", ritrova stabilità e aderenza, ma la sua gara si preannuncia comunque in salita: la rottura della Power Unit a cinque giri dal termine a Sepang lo costringerà a scattare dal fondo della griglia. In merito alle sensazioni al volante e al dilemma dell'aggiornamento, l'inglese non ha fatto troppi dadi: “Posso assolutamente confermare che la vecchia configurazione non è male. Vediamo come andrà domani con Kimi che porta gli aggiornamenti come team. Non c'è nulla che ci dica che non funzioni, però tutto viene determinato alla fine dal cronometro e il cronometro non sta andando alla grande per gli aggiornamenti finora. Vediamo, magari domani sarà diverso”.

In un mondiale in cui la gestione delle novità tecniche può fare la differenza tra il gradino più alto del podio e un weekend anonimo, Marina Bay si conferma un banco di prova spietato. Mercedes si ritrova con due monoposto speculari, una penalità da scontare con Russell e la necessità impellente di far funzionare la nuova specifica sulla vettura di Antonelli prima che i punti in palio pesino davvero.

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