Mercedes sdoppia la W17 nella FP1 a Singapore: tra Antonelli e Russell è sfida di pacchetti, ma la Ferrari può sperare

Mercedes sdoppia la W17 nella FP1 a Singapore: tra Antonelli e Russell è sfida di pacchetti, ma la Ferrari può sperare
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Tensione nel box Mercedes nelle FP1 di Singapore: Antonelli e Russell girano con due specifiche differenti per sciogliere il nodo aerodinamico della W17, mentre la Ferrari sfrutta la meccanica della SF-26 per portarsi subito a ridosso dei primi
9 ottobre 2026

La Formula 1 ha squarciato il velo di foschia che ha avvolto la magica cornice di Marina Bay, uno dei tracciati cittadini storici che ospitano il Circus dal 2008. Questo Gran Premio di Singapore ha però un’importante novità, perché per la prima volta ospiterà il format Sprint. Ciò significa una sola sessione di prove libere da 60 minuti a disposizione per trovare il set-up perfetto prima delle qualifiche di questo pomeriggio, in vista della mini-gara da 100 km. Una vera e propria corsa contro il tempo per prendere le misure su una pista così ostica e probante per il fisico dei piloti, considerati il caldo e l’alto tasso di umidità, a cui quest’anno si è aggiunta anche una qualità dell’aria bassissima. Il cielo sarà pur plumbeo, ma nella città-stato è stato l’argento Mercedes a predominare.

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Il box della Stella è un vero e proprio cantiere aperto perché questo weekend verranno tutti i nodi al pettine. La scorsa settimana ha debuttato un nuovo pacchetto, il primo di grande portata per la Mercedes dal mese di maggio, portato in occasione dell’appuntamento in Canada. Un grande cambiamento aerodinamico per la W17 che non ha dato tutte le risposte sperate per via delle asperità del tracciato di Sepang. In particolare, uno scompenso aerodinamico nelle curve a bassa e media velocità è frutto di novità che non hanno ancora iniziato a lavorare in sintonia con l’ala anteriore. E per vederci chiaro il team di Brackley ha voluto svolgere, nonostante il poco tempo a disposizione, una prova comparativa in FP1: Kimi Antonelli ha girato con la nuova specifica e George Russell con la vecchia.

Nonostante le lamentele per una monoposto troppo rigida sia all’anteriore sia al posteriore, il britannico ha chiuso la prima e unica sessione di prove libere in testa alla classifica dei tempi, fermando il cronometro sull’1:32.274. Tuttavia, Russell dovrà comunque partire dal fondo della griglia nella gara di domenica per la sostituzione del quinto elemento del motore endotermico, del quinto turbo, della quarta MGU-H, della quarta centralina e del quarto pacco batterie. In poche parole, una power unit completamente nuova per lui, che sperava di poter rimandare questa penalità — che avrebbe dovuto scontare già a Baku — ad Austin, dove la Mercedes dovrebbe portare un nuovo turbocompressore sviluppato utilizzando il primo gettone di ADUO.

Il vecchio pacchetto ha dimostrato di avere un minore livello di drag, che si traduce in una maggiore velocità sul rettilineo, mentre Andrea Kimi Antonelli ha sofferto di più nella parte finale del tracciato per via del minore carico offerto da questa nuova W17. La Mercedes ora analizzerà le informazioni raccolte, ma non potrà intervenire perché i piloti resteranno con le rispettive scelte tecniche. Potranno, però, lavorare per ricercare il miglior grip meccanico e l’assetto aerodinamico per essere il più precisi possibile in ingresso di curva e fare la differenza sul tracciato cittadino di Singapore. Perché, anche se Antonelli si trova molto a suo agio con il set-up utilizzato finora, si è visto rifilare un secondo e due decimi e mezzo dal compagno di squadra. Bisogna comunque sottolineare la differenza di mescola, visto che Kimi era su gomma media mentre Russell su quella rossa, e soprattutto che il bolognese non è riuscito a migliorarsi nel finale di FP1 per via di un lungo in curva 17, proprio mentre stava spingendo per la simulazione del passo qualifica.

Menzione per le gomme scelte dai piloti per questa prima e unica sessione di prove libere. Visto che nelle qualifiche per la Sprint dovranno utilizzare le medie in SQ1 e SQ2, hanno lavorato principalmente sulle hard, anche per garantire una maggiore stabilità della copertura e raccogliere dati affidabili sul comportamento delle vetture su una pista sconnessa come quella di Marina Bay. Secondo tempo per Charles Leclerc che, a parità di mescola, ha chiuso la sessione con due decimi di ritardo su Russell, ma davanti alla McLaren. Al box di Woking si lavora ancora per comprendere il pacchetto di novità introdotto a Baku, ma a fare la differenza sono state le modifiche ai parametri e le nuove componenti dell'iniezione di benzina sulla MCL40 di Lando Norris, che soffriva particolarmente negli allunghi. Il campione in carica è terzo a 273 millesimi dalla Mercedes.

La Ferrari non porta novità, rimandando al prossimo appuntamento gli sviluppi che dovrebbero rivoluzionare le prestazioni delle pance, del fondo e dell’ala anteriore, cercando di recuperare ciò che si perde a livello di motore. Marina Bay non è però una pista che dipende molto dalla power unit, quanto piuttosto dalla meccanica della monoposto, ed è qui che la SF-26 riesce ad esprimere il suo meglio. Lo conferma anche il quarto tempo in 1:32.773, a cinque decimi da Russell, di Lewis Hamilton. Quinto Piastri, che precede Max Verstappen, il quale ha saltato parte della FP1 per alcune modifiche alla zona del sedile della sua RB22. Settimo Antonelli davanti a Isack Hadjar, che ha lamentato molto la rigidità della vettura sui numerosi bump della pista di Singapore: come ogni cittadino che si rispetti, presenta infatti diversi avvallamenti, punto debole della monoposto Red Bull che non riesce ad assorbirli a dovere. Chiudono la top 10 Pierre Gasly e Liam Lawson. Undicesimo Bearman, che precede Lindblad, Ocon, Alonso, Sainz, Bortoleto, Albon, Hülkenberg — che ha avuto un problema al cambio della sua Audi —, Colapinto, Stroll, Pérez e Bottas.

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