F1. “Non ci sono più le gare sul bagnato di una volta”: Lewis Hamilton rivendica il coraggio sotto la pioggia. E di Singapore dice...

F1. “Non ci sono più le gare sul bagnato di una volta”: Lewis Hamilton rivendica il coraggio sotto la pioggia. E di Singapore dice...
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Un nostalgico Lewis Hamilton ricorda le sue prodezze sul bagnato in una Formula 1 più coraggiosa di quella di oggi. E della gara notturna a Singapore dice...
8 ottobre 2026

“Mi sono divertito molto. Mi ha ricordato i tempi in cui correvo con un kart di quinta mano, tutto rovinato. Scattavo dal fondo della griglia e dovevo sempre rimontare”: mentre risaliva la china a Sepang, Lewis Hamilton si sentiva come se stesse viaggiando nel tempo, tornando alle radici del percorso che l’avrebbe portato in Formula 1. “Trovarmi in pista con le slick sul bagnato è una sfida che amo. È la vera essenza delle corse, correre al limite. È in quei casi che puoi fare davvero la differenza. E così è stato”, ha raccontato ai media presenti a Singapore.

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“Non vedevo l’ora di disputare una gara sul bagnato quando ha cominciato a piovere – ha spiegato il sette volte campione del mondo di F1 -. Mi sono detto che sarebbe stato divertente. Con il ritardo dell’inizio della corsa non ho avuto modo di vivere la battaglia che speravo con Max e Kimi, ma non ce l’ho con la FIA. Penso che abbiano svolto il miglior lavoro possibile per salvaguardare la nostra sicurezza. Il problema al software era imprevisto, e credo che l’abbiano gestito al meglio”.

“Sicuramente non ci sono più le gare sotto la pioggia di una volta. Nel 2008 ne vissi di fantastiche. Ma ai tempi c’erano più test. E avevamo gomme per il bagnato migliori. Mi piace correre sotto la pioggia, e penso che ci sia la tendenza a essere sempre più accorti. D’altronde i ragazzi che arrivano in F1 sono molto più cauti di noi. Noi piloti vecchia scuola vorremmo correre, mentre loro non vorrebbero. Io in condizioni estreme non ho problemi a scendere in pista”.

Il meteo potrebbe regalare qualche sorpresa anche a Singapore, stando alle previsioni meteo. Ma Hamilton si dice scettico. “È prevista pioggia ogni giorno qui. Non vuol dire nulla, è solo l’umidità. È così ogni anno, e raramente piove. Ma se succede è intenso, e con una sola sessione di libere non sarebbe semplice. Non credo nessuno abbia avuto modo di lavorare al simulatore. Siamo tutti arrivati direttamente qui dall’ultima gara, e dovremo affrontare una pista diversa, scivolosa, con un bilanciamento differente. Siamo tutti sulla stessa barca, però”.

In ogni caso, Singapore resta speciale. “Mi piacciono le gare notturne. Ricordo ancora i test al simulatore in preparazione alla prima edizione di questa corsa, quando ero in McLaren. Mi viene in mente un test in Bahrain, in una giornata caldissima, con le gomme e la macchina che quasi si scioglievano, in cui pensai che sarebbe stato epico correre su questa pista di notte. E dieci anni dopo, è successo davvero. L’ho pensato anche di Madrid. Avere l’opzione di fare gare notturne su altre piste alternandosi potrebbe essere un’idea interessante”. Per ora, i riflettori si accendono su una Singapore avvolta da una coltre di foschia.

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