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L’ombra lunga di quella serata a Viareggio, nell’aprile del 2022, torna a far discutere. Ma stavolta non per il rombo di una Ferrari o per il talento cristallino di Charles Leclerc tra i cordoli, bensì per le aule di un tribunale. Uno dei giovani coinvolti nella complessa ragnatela giudiziaria nata dopo la rapina del prezioso orologio Richard Mille, strappato dal polso del monegasco con l'inganno di un selfie, è stato assolto.
Foto copertina: ANSA
La notizia arriva dal Tribunale per i minorenni di Firenze: F.P., classe 2003, è stato assolto "per non aver commesso il fatto". Il giovane era finito sotto la lente degli inquirenti non solo per l’episodio legato al pilota della Ferrari, ma anche per una seconda, violenta rapina avvenuta a Forte dei Marmi ai danni di due turisti francesi. Sebbene le cronache lo avessero indicato come parte del commando che aveva teso la trappola a Leclerc, i giudici hanno accolto la tesi difensiva, slegando la sua posizione dai fatti contestati.
Per Charles, quella fu una notte amara. Mentre si trovava in Darsena con il suo preparatore atletico Andrea Ferrari, l'affetto dei tifosi si trasformò improvvisamente in un’imboscata. La scusa di una foto, un istante di distrazione e poi il vuoto al polso: un pezzo unico, un cronografo che per un pilota non è solo un oggetto di lusso, ma parte di quell'armatura tecnologica e sentimentale che lo accompagna nel paddock.
Mentre il gruppo principale era già stato condannato a pene pesanti (fino a 10 anni), questa assoluzione aggiunge un tassello inatteso a una vicenda che ha scosso profondamente la serenità del "Predestinato". Resta il ricordo di un inseguimento vano a bordo della sua 488 Pista e la consapevolezza che, a volte, fuori dalla pista, i riflessi più rapidi del mondo non bastano a proteggersi dalle insidie della strada.