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Il calore asfissiante che ha avvolto il Santerno, con la pista salita fino a toccare picchi di 49°C, non ha fermato il lavoro promozionale e di sviluppo della Pirelli in vista della prossima stagione. Nell'autodromo intitolato ad Enzo e Dino Ferrari si è chiusa la seconda e ultima giornata della sessione di test dedicati alle coperture del futuro, dopo un martedì che aveva visto protagonisti Charles Leclerc e Lewis Hamilton. A raccogliere il testimone dei due titolari del Cavallino Rampante sono stati il neo-vincitore del Mondiale Endurance Antonio Giovinazzi, chiamato a macinare chilometri sulla SF-24, e la coppia targata Racing Bulls formata da Liam Lawson e Arvid Lindblad.
Per Giovinazzi si è trattato di una vera e propria maratona estiva. Il pilota pugliese è stato senza dubbio lo stakanovista di giornata, completando un programma particolarmente inteso e dedicato esclusivamente alla mescola C3. Antonio ha lavorato su ogni tipo di scenario, alternando aggressivi run di qualifica a simulazioni sulla lunga distanza per valutare la degradazione delle gomme con il caldo torrido di Imola. Alla fine il tabellino segna ben 135 giri complessivi, pari a 663 chilometri – praticamente più di due Gran Premi messi insieme – con un riferimento cronometrico fermatosi sull'1:19.894.
Sull'altra sponda del garage, Racing Bulls ha equamente suddiviso il lavoro tra le due sessioni quotidiane. Al mattino è toccato a Liam Lawson, reduce dalle recenti tre uscite con la casa madre Red Bull: il neozelandese ha prima testato le performance pure sui compound C3 e C4, per poi passare a una serie di long run volti alla gestione del passo con la C4. Per lui 65 tornate portate a termine, 319 chilometri e un best-lap di 1:18.471. Nel pomeriggio il volante della monoposto di Faenza è passato nelle mani del giovane Lindblad. Il britannico ha impressionato per regolarità e velocità, concentrandosi sulla gomma C3 e sulla più morbida C5: ben 73 i giri accumulati per 358 chilometri percorsi, conditi anche dal miglior tempo di giornata in 1:18.454.
Il bilancio finale della due giorni sul tracciato emiliano parla chiaro: ben 400 giri mandati a referto tra martedì e mercoledì per un totale di ben 1.963 chilometri di dati preziosissimi immagazzinati dai tecnici della Pirelli. Ora il lavoro di analisi si sposterà nei laboratori di Milano, prima di tornare operativi sul campo a metà ottobre sul tracciato francese di Magny-Cours, dove le monoposto cercheranno la pioggia artificiale grazie all'impianto di irrigazione del circuito per mettere alla frusta le nuove soluzioni da bagnato.