Formula 1

Formula 1: Charles Leclerc, il bravo ragazzo con l'istinto killer

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Ragazzo per bene con l'istinto killer e senza limiti, Charles Leclerc sta per iniziare una stagione con la Ferrari che puòessere decisiva per il prosieguo della sua carriera. Ecco perché

Formula 1: Charles Leclerc, il bravo ragazzo con l'istinto killer

La faccia pulita da ragazzo per bene di buona famiglia, educato e rispettoso, attira subito la simpatia. Poi Charles Leclerc lo guardi bene negli occhi e scopri quell'istinto killer, come lo ha definito lui stesso, che ne fa un pilota d'attacco. Dopo la prima stagione in Ferrari, per il giovane monegasco è la prova più importante: confermare quanto di buono fatto nel 2019 e migliorare. Difficile che possa sbagliare. Ha intrapreso quella strada che fa crescere i talenti fino a farli diventare un campione.

Le pole e le vittorie dell'anno scorso, le comunicazioni via radio e l'atteggiamento mentale, oltre che fisico, ne fanno un potenziale campione del mondo. Se la macchina lo assiste e se nel processo di crescita tutti i tasselli andranno al loro posto. La rivalità con Vettel è un aspetto da considerare. Lasciate perdere i proclami e le dichiarazioni al miele: "Con Vettel e Leclerc la squadra cresce" firmato Mattia Binotto. "Ho molto ancora da imparare da Vettel" firmato Leclerc. In realtà Charles è uno che va al sodo. Non gliene frega niente di Sebastian.

Leclerc vuole vincere e per farlo ha quell'istinto egoistico in cui il primeggiare viene come priorità assoluta. Anche a scapito dei rapporti personali e di squadra. Su questo un piccolo particolare che fa capire il personaggio. In inverno, fra una scappata a Pitti Uomo e a manifestazioni canore, Charles si è lanciato col paracadute. Una emozione forte per chi, pilota di F.1, di emozioni vive. La Ferrari non era stata informata (le attività pericolose sono vietate per contratto) e lui ha risposto candidamente: "Se fosse andato male il lancio non credo che mi avrebbero potuto dire niente...". Ovvero, se mi sento di fare una cosa, la faccio.

Beata gioventù o spirito di ribellione, è un segnale che da Charles oltre certi limiti non ci si può aspettare nulla. E' un cavallo di razza e come tale ha bisogno di avere delle redini corte, di qualcuno che sappia gestire e tirare al momento buono. Il problema è se alla Ferrari c'è chi sa tirare le redini di un purosangue come lui. Perché il talento c'è, lo sguardo assassino, carico di odio in alcuni frangenti, che ne fanno un vincente, sono evidenti. Ma senza una guida forte, il suo potenziale potrebbe essere sprecato. E' un processo lungo e delicato.

Da Charles oltre certi limiti non ci si può aspettare nulla. E' un cavallo di razza e come tale ha bisogno di avere delle redini corte, di qualcuno che sappia gestire e tirare al momento buono. Il problema è se alla Ferrari c'è chi sa tirare le redini di un purosangue come lui

Un esempio? Michael Schumacher. Aveva trovato in Willi Weber e Flavio Briatore due elementi in grado di tenere le redini nella strada giusta. Il fratello Ralf, che a detta degli stessi manager e di Michael, aveva un talento forse maggiore, non aveva la stessa dedizione e non c'era nessuno in grado di gestirlo. Di Michael si ricordano i titoli, di Ralf si sono perse le tracce. Non accadrà per Leclerc, perché al suo fianco c'è gente esperta, che di corse ne capisce, ma la gioventù e l'istinto anarchico di fronte alla vittoria, potrebbero fargli perdere qualche occasione. E per questo, il prossimo 11 febbraio, sarà il giorno in cui partirà finalmente la caccia a quel titolo che Leclerc può fare suo. A dispetto di tutti i Vettel Hamilton e Verstappen in circolazione.

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