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Formula 1, Hamilton-Mercedes, i perché del rinnovo

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Lewis Hamilton e la Mercedes rinnovano il sodalizio per il 2021. E dalle parole di Toto Wolff si capisce perché il sette volte campione del mondo sia così fondamentale per la Mercedes

Formula 1, Hamilton-Mercedes, i perché del rinnovo

Dopo mesi di continue indiscrezioni al rialzo sulle presunte richieste di Lewis Hamilton, la telenovela del rinnovo del contratto con la Mercedes è giunta al termine. Il sette volte campione del mondo ha siglato un accordo annuale con la Mercedes, mettendo una seria ipoteca sull'ottava iride ancora prima di scendere in pista. Si parla - ma sono solo indiscrezioni - di un'opzione a favore di Hamilton per il 2022. Come a dire, in soldoni, che un eventuale futuro in Formula 1 dell'inglese sarà scelta sua, e non della Mercedes. La parola fine alla sua carriera con tutta probabilità la metterà lui, nei modi che ritiene più opportuni. 

Nel comunicato che annuncia la lieta novella del rinnovo del contratto, in ogni caso, ci sono dei punti molto interessanti, che fanno capire le motivazioni dell'accordo, al di là degli - indubbi, è sempre meglio precisarlo - meriti sportivi di Hamilton. Toto Wolff, parlando di Lewis, lo definisce «un testimonial di grandissimo valore per i nostri brand e i nostri partner». Chi pensava che Hamilton fosse facilmente rimpiazzabile, con considerevole risparmio economico, con George Russell, non ha fatto i conti con la spendibilità di Lewis come veicolatore di messaggi fondamentali per Mercedes, anzi, Daimler, nel contesto attuale.

La responsabilità sociale è un punto cruciale della strategia comunicativa e di posizionamento delle aziende, al giorno d'oggi. E avere a disposizione il pilota di Formula 1 più conosciuto a livello mondiale come testimonial dell'impegno nell'inclusività di un gruppo automoblistico del peso di Daimler è oro colato per i vertici di Stoccarda. Che hanno accettato di buon grado la creazione di una fondazione congiunta con Hamilton per promuovere un valore che, alla luce degli episodi di cronaca dello scorso anno, appare sempre più rilevante. In quest'ottica, il costo del cartellino di Hamilton - si parla di 35-40 milioni di euro per un anno - viene ammortizzato dalla copertura mediatica garantita dalla presenza in certe comunicazioni cruciali.

Così come - e veniamo in questo modo all'altro nodo saliente - la presenza di Lewis diventa strategica per veicolare efficacemente il processo di elettrificazione della gamma promulgato da Daimler. Che, come tutti i costruttori, per via delle stringenti normative sulle emissioni a livello europeo, deve vendere l'elettrico puro della famiglia EQ per poter garantire un futuro all'endotermico ad alte prestazioni che fa sognare i puristi dell'auto. Modelli come la neonata EQA, SUV compatto nato dal pianale di GLA e Classe A che in Italia rientra negli incentivi previsti dal governo, sono essenziali per una gamma abbastanza bilanciata da evitare multe, pesanti sia dal punto di vista economico che da quello d'immagine. 

E così come, tanti anni fa, Michael Schumacher si metteva al volante della Multipla, tra qualche tempo Hamilton potrebbe sedersi di buon grado sulla futura, lussuosissima EQS. Il che farebbe gioco anche alla sua, d'ìmmagine. Visto quanto è diventato attento, negli ultimi anni, alla sostenibilità, abbracciando il veganesimo e vendendo il jet privato con cui si spostava in giro per il mondo. C'è comunione d'intenti tra la Mercedes e Hamilton, visto che entrambi sono proiettati verso un futuro eco-friendly. Allora conviene accontentarlo, Lewis. Perché potrebbe continuare a essere un asso nella manica per Daimler anche dopo la fine della sua carriera in Formula 1. In quanto uomo immagine, ancor prima che pilota dei record. 

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