Formula 1, le cinque prestazioni top della stagione 2021

Formula 1, le cinque prestazioni top della stagione 2021
Diletta Colombo
Quali sono stati i guizzi più esaltanti del campionato che ci lasciamo alle spalle? Ecco le nostre cinque prestazioni top della stagione 2021 di Formula 1
31 dicembre 2021

La stagione 2021 di Formula 1 è stata talmente ricca di colpi di scena e di avvenimenti inusuali da rendere difficile scegliere cosa raccontare, per chiudere idealmente un anno indimenticabile per gli appassionati di uno sport tanto controverso quanto affascinante. A poche ore dalla fine del 2021, vi sveliamo quali sono a nostro avviso le cinque prestazioni top del campionato, tra qualifiche e gara, e in ordine sparso.        

Max Verstappen, GP d'Olanda

Max Verstappen, meritevole campione del mondo, ha disputato una stagione fatta di tante prestazioni da incorniciare, a cominciare dalla vittoria in Messico, che pareva quasi aver già definito le sorti del mondiale a diverse gare dal termine. Ma se dovessimo scegliere una performance, opteremmo per il successo di Max a Zandvoort. Stretto nel caloroso abbraccio di quel popolo oranje disposto a seguirlo in capo al mondo, Verstappen si è prodotto in un weekend perfetto, a cominciare dalla pole di sabato. 

Era solo l'inizio di un dominio schiacciante, che la Mercedes ha cercato in tutti i modi di contrastare con la strategia, senza riuscirvi. Alla fine Verstappen ha vinto la corsa con oltre 20 secondi di vantaggio sul rivale per il titolo, Lewis Hamilton, ridotto a un comprimario nella narrazione di un GP che gli olandesi attendevano da 36 anni. Così come aspettavano, ma in questo caso da sempre, un pilota in grado di fregiare le insegne olandesi dell'iride. Spinto dal poderoso boato della folla, Max ha dato vita a una festa incredibile, ma sul podio non si è scomposto. Dopotutto, aveva ancora un compito arduo da portare a termine, prima di sciogliersi in un pianto liberatorio. 

Lewis Hamilton, GP del Brasile

Nel momento in cui non aveva più nulla da perdere, ritrovandosi in fondo allo schieramento della sprint qualifying di Interlagos per via di una squalifica tecnica, Lewis Hamilton ha riscoperto una parte di sé che non mostrava da tempo. Non aveva avuto bisogno del suo lato famelico per sbrigare le formalità dei precedenti, scontatissimi mondiali. E invece in Brasile, patria del suo idolo, Ayrton Senna, Hamilton ha disputato uno dei weekend migliori della sua carriera, perfezionando non una, ma due rimonte. La prima, il sabato, per la squalifica e l'altra, la domenica, per la penalità per la sostituzione del motore endotermico, che lo ha spinto verso un successo pesante.

Si dirà, giustamente, che proprio il motorone made in Brixworth, con una mappatura estremamente aggressiva, ha spinto Hamilton verso questo risultato. Ma la classe dell'inglese, soprattutto nel duello con Verstappen la domenica, è stata indiscutibile. E la sua prestazione, quasi catartica, nel weekend di Interlagos non solo gli ha consentito di portare avanti le sue speranze mondiali, ma è destinata ad entrare nella storia. Non aveva bisogno di dimostrare nulla, ma Lewis, con questa performance, ha ribadito agli scettici di che pasta è fatto davvero, al netto degli indiscutibili meriti della Mercedes.

George Russell, qualifiche GP del Belgio

Uno degli spettacoli migliori in Formula 1 è assistere a un giro da qualifica fuori dal comune. Poche cose possono battere l'adrenalina che trasmette un pilota in grado di superare i limiti della propria macchina e di dipanare le curve, trasformandole in un rettilineo immaginario. E quando tutto questo accade sul bagnato, il rischio di interrompere la magia con un errore è ancora più elevato, così come lo è la soddisfazione, per converso, di essere riusciti in un'impresa a limiti dell'impossibile. 

È il caso di George Russell, autore di una prestazione maiuscola in qualifica a Spa. La Williams, è bene specificarlo, era tutt'altro che lenta sul bagnato di Spa. Ma un conto è approdare alla Q3, un altro riuscire a intrufolarsi tra i due contendenti per il mondiale. Russell si è messo alle spalle il futuro compagno di squadra, Lewis Hamilton, titillando l'immaginazione di chi si configurava già lotte intestine in Mercedes. Ma, a prescindere da quanto succederà il prossimo anno, il giro di Russell a Spa non è una promessa di successi futuri, ma la concreta manifestazione di un talento capace di prendersi la scena. 

Fernando Alonso, GP d'Ungheria

Fernando Alonso è una belva. E, dopo essere stato costretto a una cattività lontano dalla F1 per scappare dalla McLaren, l'asturiano è tornato per lasciare il segno. Lo ha fatto a Silverstone, diventando il mattatore di una sprint qualifying cui ha dato lustro, e senso. E a Losail, cogliendo, dopo sette anni di digiuno, un podio che sapeva di potenzialità inespresse, e non pareva affatto l'ultimo ruggito di un vecchio leone. Ma Fernando finisce nella nostra classifica per un altro motivo, la splendida difesa su Lewis Hamilton all'Hungaroring che ha contribuito fattivamente alla vittoria del suo compagno di squadra, Esteban Ocon. 

Che Alonso sia un cliente scomodo in fase di sorpasso è cosa nota. Che abbia ancora il dente avvelenato con quel ragazzino rampante che nel 2007 gli diede filo da torcere in McLaren, pure. E ora che Lewis e Fernando sono due piloti maturi, ma ancora indomiti, vederli lottare è un piacere per gli occhi. La difesa - aggressiva, ma mai eccessiva - di Alonso su Hamilton è una masterclass che i giovani talenti delle categorie minori, ma anche qualche pilota di F1, dovrebbero guardare attentamente. Anche Perez con Hamilton ha usato una mano forte, ma mai oltre il limite, a Yas Marina. Ma aveva per le mani una Red Bull, non un'Alpine.

Charles Leclerc, GP di Gran Bretagna

Charles Leclerc è capace di prestazioni sublimi, nella giornata giusta. Una di queste è indubbiamente il secondo posto colto in quel di Silverstone. Dopo il botto della discordia tra Lewis Hamilton e Max Verstappen - destinato ad essere fonte di polemiche ancora oggi, a campionato concluso - Leclerc è stato in grado di tenersi alle spalle l'inglese, solleticando l'appetito dei tifosi della Ferrari, da tempo costretti a digiuno di successi. Ma gli amanti della Rossa erano destinati a restare con l'acquolina in bocca, così come il loro idolo.

A impreziosire una prestazione che pareva una risurrezione dopo le ambasce della Francia c'è un dettaglio da non sottovalutare. Nel corso del GP a Silverstone, Leclerc si è espresso a livelli altissimi pur accusando dei tagli alla potenza del motore, che lo hanno tormentato a intermittenza nel corso della gara. Il secondo posto ottenuto a Silverstone resta il miglior risultato del 2021 per Charles. E, soprattutto, dimostra le qualità per cui Leclerc è entrato dritto nel cuore dei tifosi della Ferrari. Bagliori di luce che fanno perdonare anche qualche eccesso di foga a chi resta affascinato da un pilota che ricorda, per emotività e slancio, i cavalieri del rischio di una volta.

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