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Ogni campione per brillare in pista ha bisogno di un avversario di livello con cui confrontarsi. E Max Verstappen, che di rivalità sanguigne ne sa qualcosa, alla Nordschleife ha trovato un avversario formidabile. È Christopher Haase, tedesco alfiere di casa Audi. Con la sua R8 LMS GT3 Evo n. 16 scatterà dalla terza posizione in griglia, proprio vicino alla Mercedes-AMG GT3 Evo dell’equipaggio di Verstappen. E i due, nelle gare propedeutiche alla 24 Ore del Nürburgring 2026, sono stati protagonisti di battaglie serratissime.
Haase, con un buono spirito machiavellico, cerca di esercitare pressione sul rivale facendo leva sulla sua esperienza nelle corse di durate alla Nordschliefe. “Se oserà? Non bisogna dimenticarsi che domani prenderà il via una gara di 24 ore, molto diversa da una di tre”, si lascia scappare sibillino. “Forse serve un cambio di mentalità in termini di gestione del rischio, specialmente all’inizio della gara e durante la notte. Questo non vuol dire che si debba rallentare troppo. Significa semplicemente che si può essere meno aggressivi nella guida rispetto a una gara NLS”.
Haase all’inferno verde del Nürburgring ne ha vissute di tutti i colori. E sa bene che una buona posizione di partenza vuol dire ben poco. “È una bella sensazione, ma in tutta onestà non ha importanza. Dà una spinta a livello mentale, ma ho corso qui così tante volte. Sono partito molto indietro in passato e sono comunque riuscito a fare bene”. “È probabile che sia io a partire – confida - anche se non lo abbiamo ancora deciso”.
Non è dato sapere nemmeno se sarà Verstappen a prendere il via della 24 Ore del Nürburgring sulla sua Mercedes-AMG GT3 Evo. Quello che è certo, secondo Haase, è che il ruolo di “rookie” di Max non lo svantaggerà più di tanto. “L’esperienza è un valore aggiunto. Ma penso che il livello della competizione tra le macchine di punta sia talmente elevato che la mancanza di esperienza viene compensata dall’aiuto di persone competenti a supporto, soprattutto nella gestione del rischio. Credo che Max abbia intorno a sé un sistema di sostegno efficace”.
È indubbio che Verstappen sia già stato capace di lasciare il segno del GT, e la naturalezza con cui esprime la sua velocità non è il vero punto focale della questione. Max è riuscito in tempi relativamente brevi a raggiungere una certa sofisticazione nei duelli in pista, trovando un trucco che gli consente di minimizzare il disturbo dell’aria sporca seguendo ruota a ruota l’avversario. E non ci stupiremmo se domani Max ingaggiasse una nuova lotta con Christopher Haase, formidabile avversario che impreziosisce il suo tempo in questo mondo così genuino.