La Svizzera riapre alle corse dopo 70 anni: cosa cambia e perché era tutto bloccato

La Svizzera riapre alle corse dopo 70 anni: cosa cambia e perché era tutto bloccato
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Un provvedimento del Consiglio federale svizzero riapre alle corse: ecco perché erano bandite dal 1955
14 maggio 2026

Dopo oltre 70 anni di divieto, la Svizzera apre nuovamente le porte alle corse in circuito. Merito di una modifica alla legge sulla circolazione stradale approvata recentemente dal Consiglio federale svizzero. Grazie a questo provvedimento, i cantoni potranno rilasciare le autorizzazioni per le singole manifestazioni sportive, nel caso in cui sussistano le condizioni di sicurezza e il rispetto dei requisiti a livello di ecosostenibilità.

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La Svizzera decise di bandire le corse automobilistiche sul proprio territorio nel 1955, in seguito all’incidente più cruento dell’intera storia del motorsport. Alla 24 Ore di Le Mans di quell’anno, dopo una manovra improvvisa da parte di Mike Hawthorn, Pierre Levegh impattò contro Lance Macklin, e si schiantò contro le barriere con la sua Mercedes-Benz 300 SLR. Un urto talmente forte da far prendere fuoco alla monoposto, con parti che finirono come proiettili contro il pubblico.

Dall’inferno di Le Mans 1955 non fecero più ritorno 83 persone, tra cui lo stesso Levegh. E si contarono ben 120 feriti. Fu un incidente devastante, dalle conseguenze pesantissime. Mercedes decise di ritirarsi dalle corse per rispetto delle vittime. Non sarebbe tornata in veste ufficiale per trent’anni. E tra le riflessioni sul motorsport nel mondo, in Svizzera si decise per la chiusura totale, cancellando non solo il GP in programma quell’anno, ma bandendo completamente le corse.

Che potesse arrivare un’apertura lo si era capito in tempi relativamente recenti, quando la Formula E ricevette la deroga per organizzare l’ePrix di Zurigo nel 2018 e l’ePrix di Berna l’anno successivo. Ma il provvedimento approvato dal Consiglio Federale svizzero apre alla possibilità di costruire dei circuiti permanenti, un’eventualità impossibile con la normativa in essere da oltre settant’anni.

Dal 1955 a oggi di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima. Il motorsport resta pericoloso, come viene ricordato anche ai giornalisti nei documenti di conferma degli accrediti. Ma le corse automobilistiche negli ultimi settant’anni hanno compiuto passi da gigante in termini di sicurezza. L’inferno di Le Mans 1955 è un dolorosissimo, ma ormai lontano ricordo. E ora la Svizzera riapre le porte alle corse, mondo in cui alcuni suoi figli si sono comunque distinti.

L’attuale team ufficiale di Audi in Formula 1 affonda le sue radici proprio in Svizzera, a Hinwil, dove ha ancora sede. Merito della visione di Peter Sauber, che forte di un’esperienza decennale nelle corse nel 1993 riuscì a compiere il grande salto nel Circus, arrivando all’epoca del sodalizio con BMW a cogliere il secondo posto nel mondiale Costruttori nel 2007. Ma dalla Svizzera arriva anche Sébastien Buemi, che dopo una breve parentesi in Formula 1 con la Toro Rosso è stato capace di costruirsi una carriera di successo tra WEC e Formula E.

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