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La Formula 1, spesso e volentieri, si trasforma in una nuova puntata della celebre serie televisiva americana Suits. Diritto societario, clausole e contratti che diventano un vespaio con milioni di postille da rispettare. Il paddock non è lo studio di Harvey Specter, né c'è alcun Mike Ross pronto al soccorso, ma la realtà spesso non si allontana dalle sceneggiature. Tuttavia, come per tutti i migliori prodotti cinematografici, deve esserci un colpo di scena inaspettato, esattamente come il licenziamento a sorpresa di Christian Horner dalla Red Bull. Ora, dieci mesi dopo, l’ex Team Principal ha esaurito la sua clausola di non concorrenza — meglio detta “gardening leave” — ed è pronto a tornare alla carica nel suo habitat naturale.
Tolta la citazione di Suits, parliamo di fatti. Sembra passata una vita, ma solamente dieci mesi fa, tre giorni dopo il Gran Premio di Gran Bretagna e il clamoroso fallimento davanti al pubblico di casa a Spielberg, in Austria, il 9 luglio 2025 la Red Bull ha sconvolto il paddock. Vent’anni di collaborazione che hanno scritto la storia della scuderia nel Circus e della Formula 1 stessa, con il dominio prima di Sebastian Vettel e poi di Max Verstappen, sono stati spazzati via da un solo annuncio. Christian Horner non era più il Team Principal della Red Bull. Al suo posto è stato subito promosso Laurent Mekies, che oggi dirige in maniera eccelsa con l’appoggio di tutti a Milton Keynes, piloti compresi, traghettando la squadra verso quello che era il sogno di Horner e del defunto Dietrich Mateschitz: trasformare un team di "bibitari" in un costruttore di Power Unit con il supporto — non solo di facciata per il marketing, ma reale — di un colosso dell’automotive e del motorsport come Ford.
Tornando ad Horner, con il suo licenziamento è crollato un impero. Solo che l’impero stava già cedendo sotto i suoi piedi dal 2024. In quell’anno, infatti, un duro colpo è stato sferrato al manager con un’accusa pesantissima nei suoi confronti — molestie sul luogo di lavoro — da parte di un’ormai ex dipendente. Da quelle accuse Horner è stato scagionato, ma la sua credibilità è stata profondamente scalfita, rendendo il suo regno a Milton Keynes più instabile che mai. Il clima interno alla squadra si è inevitabilmente incrinato e la scarsa competitività — culminata con la vittoria del titolo Costruttori della McLaren proprio in quella funesta stagione — è stata il colpo di grazia per un dream team che sembrava inarrestabile fino a pochi mesi prima.
Le 22 vittorie su 23 Gran Premi disputati nel 2023 sono diventate solamente un lontano e sbiadito ricordo in casa Red Bull, perché oltre ai problemi in pista si sono aggiunti anche i clamorosi addii. Il primo a varcare per l’ultima volta le porte di Milton Keynes è stato Adrian Newey, il più grande progettista della Formula 1 moderna, passato all’Aston Martin dove ora non sta vivendo un periodo brillante; poi Jonathan Wheatley ha lasciato il suo ruolo di Direttore Sportivo per accettare l’offerta di Audi come nuovo Team Principal, anche se da un mese si è dimesso ed è alla ricerca di una nuova occupazione. In tutto questo, Max Verstappen, non avendo una vettura all’altezza, si è trovato nella posizione di poter esercitare la clausola rescissoria che lo avrebbe potuto liberare dal contratto in scadenza nel 2028, ma ha voluto dare ancora fiducia al team che l’ha scoperto, cresciuto e reso un quattro volte campione del mondo.
Dunque, la Red Bull si è sciolta come un ghiacciolo al sole nel giro di pochi mesi e l’unico modo per ritrovare la retta via era tagliare la testa al re: Christian Horner. Così è maturata la decisione definitiva di chiudere per sempre l’era di Horner a Milton Keynes. Da allora, le speculazioni sul suo possibile ritorno in Formula 1 hanno iniziato a prendere piede e ora stanno per subire una brusca accelerata. Come in tutti i contratti dei grandi manager, anche in quello di Horner era presente una clausola che non gli avrebbe consentito di entrare a far parte di un’altra squadra del Circus prima di un determinato periodo. Ora, secondo quanto appreso da Ian Parkes di Racingnews365, quel periodo di "gardening leave" si è concluso lo scorso 8 maggio.
Dopo dieci mesi passati nell’ombra, Horner è pronto a varcare nuovamente le porte del paddock di Formula 1. Ad aver dato il suo benestare è stato anche uno storico rivale, Zak Brown: “Le grandi personalità vanno e vengono, ma credo che sarebbe fantastico riavere Christian in questo sport, il suo curriculum parla da solo. Uno come lui non può restare a guardare i Gran Premi dal divano di casa per troppo tempo”. Sono le parole che il CEO della McLaren ci aveva rilasciato solo qualche settimana fa, ma lo scorso weekend a Miami anche il Presidente della FIA si è sbilanciato. “Se me lo chiedete, ci manca in questo sport, e a me manca davvero. Rimango in contatto con lui. È stato un bene per la squadra, un bene per lo sport. Lo riaccoglieremmo a braccia aperte, e una persona come lui troverà sempre il modo di tornare. E lui vuole tornare. Come ho detto, gli parlo regolarmente e ho la sensazione che tornerà. Quando tornerà, sarà come se fosse andato in vacanza”, ha commentato Ben Sulayem durante il Gran Premio parlando con la stampa, come riporta Racingnews365.
Ma dove potremmo rivederlo? Negli ultimi mesi ha preso quota la possibilità di una posizione di comando in Alpine. Horner è sempre stato in competizione con Toto Wolff perché il Team Principal della Mercedes possiede qualcosa che Horner brama da anni: le quote del team che dirige. Motivo per cui, l’ingresso di Horner in Alpine potrebbe avvenire tramite l’acquisizione del 24% detenuto da Otro Capital, per un valore minimo di 600 milioni di dollari, che la società di private equity sta cercando di piazzare sul mercato già dallo scorso ottobre, come confermato anche da Flavio Briatore. Tuttavia, anche la Mercedes sarebbe intenzionata a rilevare quel 24%, e una decisione finale verrà presa solamente verso metà anno.
Un'altra opzione per Horner sarebbe l'Aston Martin, ma il team principal si è già opposto a questo scenario. Parliamo di Adrian Newey che, pur non essendo il principale volto comunicativo del team — alle media session si presenta ancora Mike Krack — non intende tornare a condividere la squadra con Horner. Paradossale vederlo in Ferrari, opzione ampiamente smentita e accantonata; forse un altro paddock, questa volta a due ruote, potrebbe accoglierlo: ovvero la MotoGP — dove era ospite di Gresini al GP di Jerez lo scorso 26 aprile— in qualità di CEO. Non ci resta che attendere la prossima mossa di Christian Horner che proprio a Jerez ha commentato a Sky: "Ci sono sempre delle congetture che circondano la Formula 1. Per il momento sono ancora in pausa, se dovesse finire, vediamo. Comunque non ho fretta. Per il momento mi diverto a guardare altri sport".