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La stagione 2026 di Formula 1 ha portato con sé una ventata d’aria fresca. Il nuovo regolamento tecnico ha stravolto gli equilibri del Circus, azzerando ogni precedente gerarchia. Una rivoluzione che serviva a Frédéric Vasseur per poter prendere finalmente, dopo tre anni dal suo arrivo a Maranello, le redini del Cavallino Rampante. Infatti, quando ha iniziato il suo lavoro come Team Principal della Ferrari nel 2023, il manager francese ha ereditato il lavoro della precedente gestione e un’era tecnica – quella a effetto suolo – già ampiamente avviata. Ora, invece, si trova dinanzi a un foglio bianco su cui poter dipingere secondo le proprie regole e plasmare il futuro della Scuderia.
Foto copertina: ANSA
Un primo chiaro segno del cambiamento a Maranello risiede nell'approccio a questo nuovo ciclo tecnico. Dopo anni passati a inseguire sul piano dell’innovazione, finalmente la Rossa ha invertito il paradigma, diventando fonte d’ispirazione per le altre squadre. È una dimostrazione di forza al resto della griglia: la Ferrari è pronta a dettare il passo, anche se, per il momento, questa filosofia non sta premiando pienamente in pista. La tanto chiacchierata "ala Macarena", il flap posizionato sullo scarico e le alette alla base dell’halo sono solo alcune delle soluzioni messe a punto per la SF-26, spingendo al limite il reparto tecnico. Manca ancora, d’altro canto, una risposta effettiva in termini di performance al deficit di potenza del motore endotermico; tuttavia, la nota positiva resta. Vasseur è finalmente riuscito a scardinare la mentalità rigida e conservatrice che vigeva a Maranello fino al suo effettivo insediamento con l’avvento della nuova era tecnica.
Tante piccole innovazioni in ogni area che hanno messo definitivamente da parte i tempi del conservatorismo e della paura di esporsi per timore del fallimento. Oggi la Ferrari segue il nuovo approccio innovativo di Loic Serra, Direttore Tecnico dal 2024, che ha lavorato sin dal "giorno zero" su questo progetto. “Non è che ci fosse una cultura della paura o della colpa, ma forse eravamo un po' in difficoltà”, ha ammesso con onestà Vasseur ai colleghi di The Race. “La prima cosa che mi ha scioccato quando sono entrato a far parte del gruppo è stata la distanza che avevamo su ogni singolo argomento, semplicemente perché non volevamo esporci. Sto cercando con tutte le mie forze di convincere tutti che questa mentalità è fondamentale per il successo del progetto. È anche la mentalità di Loic”.
Questa nuova filosofia prevede l'impegno di ogni membro nel superare i propri limiti, ideando soluzioni estreme per esplorare sentieri ancora ignoti alla concorrenza. “In termini di innovazione, il messaggio è spingere tutto al massimo, tutto il giorno, senza avere paura”, ha proseguito il Team Principal. “Se avete qualcosa da proporre, siate aperti. Non biasimiamo mai nessuno se una proposta non funziona. Avete visto alcuni esempi nell'auto e ne arriveranno altri. Hanno questa mentalità, sono spinti a innovare, e questo è di grande aiuto”.
L’aver scalfito la rigidità del "camminare sul sicuro", però, deve ora andare di pari passo con i risultati cronometrici. “A volte si ha un'innovazione visibile, a volte un'innovazione che non si vedrà mai perché riguarda aspetti non aerodinamici”, ha sottolineato Vasseur. “Inoltre, l'obiettivo non è innovare tanto per farlo. L'obiettivo è vincere. L'innovazione ha senso solo se funziona. Non voglio che le ali facciano cose – ha aggiunto imitando il movimento d’apertura e chiusura dell’ala Macarena – se non portano risultati. Sono soddisfatto del lavoro svolto e dell'approccio, perché ho la sensazione che si sentano più liberi. Come team di gara si potrebbe pensare che sia ovvio, ma non lo è mai. L'unico KPI [indicatore chiave di prestazione] deve essere il tempo sul giro. Troppo spesso l'indicatore è il carico aerodinamico per gli aerodinamici o la potenza per i motoristi, senza curarsi di peso o raffreddamento. Sto cercando di far passare il messaggio che, collettivamente, l'unico KPI è il tempo sul giro. L'innovazione segue la stessa logica”.
“Dobbiamo avere la consapevolezza, in questa stagione, che abbiamo margini di miglioramento in ogni ambito”, ha ribadito Vasseur suonando la carica. La Ferrari scesa in pista è innovativa e solida nelle prestazioni, ma manca ancora la competitività necessaria per lottare stabilmente per la vittoria. “Onestamente, non so per gli altri, ma noi porteremo degli aggiornamenti che, se l'anno scorso ci hanno fatto guadagnare centesimi di secondo, quest'anno ci faranno guadagnare decimi. Per me il rapporto è di uno a dieci. Quindi, più che la situazione contingente, conterà la capacità del team di crescere, di capire dove migliorare e perché gli altri stiano facendo un lavoro migliore. Bisogna essere aperti mentalmente”.
Per riuscire nel piano, la mentalità è la condizione necessaria, ma non l'unica. “Per sviluppare servono le idee e la capacità produttiva. Il tempo di immissione sul mercato (time to market) sarà fondamentale”. Finalmente, però, la Ferrari non ha più paura di mettersi in gioco e di sfruttare ogni intuizione che possa tradursi in un vantaggio in pista.