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In un momento in cui il caro carburanti pesa sui bilanci di famiglie, pendolari e imprese, c’è un piccolo Comune italiano dove fare rifornimento costa sensibilmente meno. Si tratta di Valle Castellana, poco più di 800 abitanti in provincia di Teramo, dove il distributore è stato rilevato e viene gestito direttamente dall’amministrazione comunale. La formula è semplice: il Comune acquista il carburante e lo rivende praticamente a prezzo di costo, rinunciando al normale margine del gestore privato. Il risultato è un prezzo alla pompa che, secondo le fonti consultate, può essere 10-20 centesimi al litro più basso rispetto a un normale self-service privato.
Il caso è tornato al centro dell’attenzione dopo l’intervista pubblicata il 24 agosto da Il Resto del Carlino, firmata da Valerio Rosa. Nell’intervista, il sindaco Camillo D’Angelo, che è anche presidente della Provincia di Teramo, ha spiegato le ragioni che hanno portato il Comune a trasformarsi, di fatto, in gestore della stazione di servizio. “È nato tutto per una esigenza reale, e ora è diventata una opportunità”, ha raccontato il primo cittadino, spiegando che altri Comuni, tra cui Castelli, si sono già interessati all’iter per replicare l’esperienza.
La storia nasce da un problema molto concreto: dopo il terremoto e lo spopolamento delle aree interne, l’unico distributore presente sul territorio non era più economicamente conveniente e rischiava di chiudere. “Abbiamo così pensato di rilevarlo come amministrazione comunale”, ha spiegato D’Angelo a Il Resto del Carlino. La stazione, attiva dal 2022 nella gestione comunale, è diventata così un vero e proprio servizio pubblico, pensato per evitare che residenti, agricoltori, pendolari e imprese fossero costretti a percorrere decine di chilometri per fare rifornimento.
Oggi i prezzi indicati per il distributore di Valle Castellana sono 1,75 euro al litro per la benzina e 1,89 euro per il gasolio. I valori risultano confermati anche dai dati di rilevazione del distributore del 24 agosto. La peculiarità non sta in un particolare sconto fiscale, ma nella scelta di rinunciare al margine commerciale. Il Comune compra direttamente il carburante e lo distribuisce senza perseguire un guadagno sulla vendita. “Senza guadagno naturalmente”, ha sintetizzato il sindaco nell’intervista a Il Resto del Carlino. La stazione funziona inoltre in modalità self-service, quindi non necessita della presenza continuativa di personale; tra gli oneri per l’amministrazione ci sono invece energia elettrica, manutenzione e videosorveglianza.
Il vantaggio non è soltanto per gli 800 residenti. A fare rifornimento arrivano pendolari, lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma e turisti diretti verso le montagne del territorio. La collocazione di Valle Castellana, a ridosso del confine con le Marche e all’interno dell'area del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, rende infatti la stazione utile anche a chi attraversa la zona per turismo o attività lavorative.
La scommessa, almeno sul piano dei volumi, sembra aver funzionato. Secondo quanto riferito da D’Angelo, le entrate del distributore sono passate dai 75.000 euro del 2024 a circa 500.000 euro nel 2025, mentre le prospettive per il 2026 vengono indicate come ancora migliori grazie alla crescita dei flussi turistici, compresa la presenza di visitatori stranieri. Il dato va letto insieme alla funzione originaria dell’impianto: non si trattava semplicemente di creare un distributore “low cost”, ma di salvare un servizio essenziale in un territorio montano e frammentato. Il Fatto Quotidiano, già a luglio, aveva inserito Valle Castellana nel fenomeno dei distributori comunali nati nelle aree remote dopo l’uscita dei privati. Secondo la ricostruzione della testata, il Comune aveva valutato diverse possibilità, scegliendo infine la gestione diretta dopo aver rilevato la licenza e ammodernato la struttura.
La “benzina del sindaco”, come è stata ribattezzata sui social, potrebbe quindi diventare qualcosa di più di una curiosità. D’Angelo ha spiegato che avrebbe voluto introdurre anche una card per calmierare ulteriormente i prezzi per i residenti, ma che questa soluzione non è stata possibile. L’amministrazione ha così pensato, insieme ai servizi sociali, a carte prepagate da 500 e 1.000 euro destinate alle famiglie in difficoltà, da utilizzare per acquistare carburante presso il distributore comunale. La vicenda di Valle Castellana riporta così al centro un tema che riguarda molti piccoli Comuni italiani: quando un servizio essenziale rischia di scomparire, la gestione pubblica può diventare uno strumento per contrastare lo spopolamento, mantenere viva la comunità e, allo stesso tempo, offrire un aiuto concreto agli automobilisti. Non a caso altri municipi stanno già guardando all’esperimento abruzzese. Il caso, partito da un piccolo distributore di montagna, è diventato una delle storie più curiose dell’attuale dibattito sul prezzo della benzina in Italia.