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Alex Hitzinger, Volkswagen: "Il futuro dell'industria automotive? Sarà un affare per pochi"

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La previsione di una nuova ondata di consolidamento è del manager che sta a capo ad Artemis, la nuova unità Volkswagen che lavora all'ideazione di nuovi modelli di sviluppo per tutti i brand del gruppo

Alex Hitzinger, Volkswagen: Il futuro dell'industria automotive? Sarà un affare per pochi

Ne resteranno in pochi, è in definitiva la tesi di uno dei visionari dell’automotive, quell'Alex Hitzinger che dallo scorso maggio è a capo dell’unità del Gruppo Volkswagen che si occupa di innovazione, tecnologie, nuovi modelli di sviluppo.

In uno degli speech che sono stati al centro del summit Future of the Car del Financial Times, Hitzinger ha parlato dunque di una nuova era di consolidamento aziendale in vista, la quale, giocoforza, porterà a una riduzione dei soggetti coinvolti nell’apparato produttivo, a causa della complessità via via sempre maggiore nella costruzione dei veicoli.

Non tanto nella quantità dell’hardware meccanico - considerato anche che il numero dei componenti di una vettura elettrica è molto inferiore - quanto nella qualità di questi ultimi e del software che permette al tutto di funzionare, dalle feature per la guida altamente automatizzate a quello che ha a che fare con la connessione della vettura all’interno di un ecosistema tecnologico molto articolato: la cosiddetta digital transformation, insomma.


Non tutti potranno permettersi piattaforme così complesse - ha argomentato il manager - e pertanto vedremo emergere un numero inferiore di attori molto grandi che guideranno questa trasformazione”.

Del resto, questa stessa complessità sta già oggi costringendo le case a portare al proprio interno la costruzione di quell’insieme eterogeneo che include motori e batterie ad alto tasso di tecnologia, sensori, software, sistemi operativi di nuova generazione che permettano al tutto di funzionare, piuttosto che affidarsi a un metodo di produzione parcellizzato nel quale i fornitori esterni svolgono un ruolo primario, come avviene perlopiù oggi nelle auto a propulsione endotermica e con infrastrutture digitali di tipo basico.

Tutto ciò, invece, conclude Hitzinger, comporta investimenti dall’entità importante che non potrà che favorire i player più grandi. A maggior ragione in un contesto di transizione molto delicato, nel quale si incastra anche il calo delle vendite dovuto agli effetti della pandemia, che rende ancora più difficile per le Case più piccole destinare il capitale necessario a star dietro a una tale avanguardia.

In questa stessa linea di pensiero, peraltro, può essere inclusa la recentissima dichiarazione di Elon Musk sulla possibilità che Tesla possa essere soggetta a una qualche operazione di fusione con altre Case, che raccontiamo in dettaglio in questo articolo
 

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