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Da una catena di montaggio di auto a un reparto che produce sistemi antiaerei. È il percorso che potrebbero fare alcuni dipendenti Audi dello stabilimento di Ingolstadt, coinvolti in un progetto pilota che li porta, per un periodo limitato e solo se lo vorranno, a lavorare per le aziende della difesa. L'iniziativa è ancora agli inizi, ma secondo quanto riportato dall'emittente pubblica bavarese Bayerischer Rundfunk l'interesse interno sarebbe già alto.
Lo strumento scelto è un accordo di cessione di manodopera. In pratica Audi mette a disposizione parte del proprio personale presso aziende esterne, senza che il rapporto di lavoro si interrompa. Chi partecipa resta a tutti gli effetti un dipendente di Audi AG, continua a ricevere la retribuzione prevista dal contratto e in più percepisce un supplemento.
La durata massima è fissata in 24 mesi. Alla scadenza è previsto il diritto al rientro in azienda. L'adesione è esclusivamente su base volontaria.
Sul fronte industriale Audi lavora con quattro nomi di peso del settore: MBDA, Diehl, KNDS e Airbus. Al progetto partecipano anche i ministeri dell'Economia della Baviera e del governo federale.
I profili interessati sono quelli dell'area sviluppo tecnico e del controllo qualità: ingegneri, addetti alla qualità, project manager e personale delle officine. Competenze che l'industria della difesa, impegnata ad aumentare i volumi, fatica a trovare sul mercato.
Il contesto è quello di un gruppo Volkswagen impegnato in un ampio piano di riduzione dei costi, che a livello globale potrebbe tradursi in oltre 100.000 posti di lavoro in meno. Tra le ipotesi circolate c'è anche la chiusura di alcuni impianti: tre stabilimenti del marchio VW e, nelle indiscrezioni più ricorrenti, quello Audi di Neckarsulm.
Audi da parte sua ha già messo in calendario la riduzione di 7.500 posti entro il 2029, da gestire con strumenti come il prepensionamento. Resta valida una garanzia occupazionale fino al 2033, ma i due siti tedeschi non lavorano a pieno ritmo. Ingolstadt può produrre 450.000 auto l'anno, mentre per il 2026 i volumi si fermerebbero poco sopra quota 300.000.
Sui conti pesano più fattori. Audi non dispone di uno stabilimento negli Stati Uniti e subisce quindi per intero l'effetto dei dazi americani su veicoli e componenti. In Cina, intanto, deve misurarsi con la concorrenza sui prezzi di marchi come BYD e MG.
Nella difesa la situazione è opposta. La domanda cresce, sostenuta anche dagli accordi annunciati dal cancelliere Friedrich Merz durante la recente visita a Kiev, con priorità per difesa antiaerea e sistemi senza pilota. Una parte rilevante di queste forniture potrebbe arrivare proprio da aziende con sede in Baviera.
Il caso più evidente è quello di MBDA, che a Schrobenhausen, a pochi chilometri da Ingolstadt, ha il suo principale polo tedesco. Il gruppo punta a raddoppiare la produzione di missili e gli investimenti entro il 2030, con 2.800 nuove assunzioni in Europa. In Germania conta oggi circa 2.500 addetti, circa 2.000 dei quali a Schrobenhausen, e cerca ingegneri di sistema e di sviluppo, operatori di produzione, specialisti IT e figure con formazione economica.
L'iniziativa di Audi non è l'unico punto di contatto tra il gruppo Volkswagen e la difesa. Lo stabilimento VW di Osnabrück, dove la produzione di automobili terminerà nell'estate del 2027, verrà riconvertito per realizzare componenti del sistema di difesa aerea Iron Dome, in collaborazione con l'israeliana Rafael Advanced Defense Systems.
Il progetto ha il sostegno di Jörg Schlagbauer, presidente del consiglio di fabbrica di Audi. Secondo il rappresentante dei lavoratori, il distacco permette di evitare il ricorso al lavoro a orario ridotto e le relative perdite di reddito, in linea con l'obiettivo di tutelare l'occupazione e mantenere il valore industriale sul territorio.
Il consiglio di fabbrica fissa però alcune condizioni: volontarietà, rispetto delle tutele contrattuali, coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, garanzie su retribuzione e condizioni di lavoro, oltre al diritto al rientro e a concrete prospettive di carriera.
Diversi aspetti sono ancora aperti. Audi parla di un'adesione molto elevata, ma non ha comunicato quanti dipendenti potranno partecipare. Non è chiaro nemmeno se un'iniziativa simile verrà estesa a Neckarsulm. Anche Airbus, pur confermando il proprio sostegno, ha fatto sapere che i dettagli operativi sono ancora in fase di definizione.
Audi
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