Auto elettriche usate, l'interesse cresce ma la salute delle batterie spaventa: l'analisi di CarVertical

Auto elettriche usate, l'interesse cresce ma la salute delle batterie spaventa: l'analisi di CarVertical
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Le vendite di veicoli a zero emissioni di seconda mano registrano un balzo del 30,9% nei primi otto mesi dell'anno. Prezzi d'accesso e bassi costi di manutenzione attraggono i clienti, ma per i concessionari la mancanza di trasparenza sullo stato degli accumulatori frena le trattative, che spesso durano oltre sei mesi. Tesla è il marchio più ricercato.
2 novembre 2026

Il mercato italiano dell'auto inizia a fare i conti con un parco circolante elettrico in lenta ma costante espansione, e gli effetti cominciano a vedersi in modo netto sul fronte dell'usato. Con l'aumento delle nuove immatricolazioni a zero emissioni, l'offerta di vetture elettriche di seconda mano si fa sempre più ricca, ma il passaggio sconta ancora un forte pregiudizio tecnico: lo stato di usura dell'accumulatore.

L'intero quadro, basato sull'analisi storica dei veicoli e su un sondaggio condotto a settembre su un campione di circa 50 concessionari italiani, emerge dal nuovo report diffuso da CarVertical, società specializzata nella raccolta di dati e nello storico delle auto usate.

La crescita della domanda e il primato di Tesla

La quota di verifiche della storia del veicolo per i modelli a batteria è balzata dello 0,89% tra gennaio e agosto 2026, segnando un incremento del 30,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un dato che colloca l'Italia a metà della classifica europea per tasso di crescita, appaiata a colossi come Germania (+28,3%) e Francia (+27,6%), seppur lontana dai boom registrati nei Paesi dell'Est (Slovacchia a +121,9%).

Il podio delle vetture più ricercate e controllate (nel triennio 2024-2026) parla chiaro: Tesla domina incontrastata,coprendo da sola il 38,4% delle ricerche totali, seguita a grande distanza da Audi (11,8%) e Smart (8,2%).

I motivi di questo interesse, confermato dal 55,1% dei rivenditori interpellati, sono puramente economici. Come spiega Matas Buzelis, esperto automobilistico di CarVertical, "nei primi anni di vita, le auto elettriche tendono a svalutarsi più rapidamente rispetto a quelle con motore a combustione, rendendo disponibili sul mercato dell'usato modelli relativamente recenti a prezzi molto accessibili". A fare da traino, secondo quasi il 60% dei concessionari, sono anche i recenti rincari del prezzo della benzina e del gasolio.

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Lo scoglio della batteria e i tempi di vendita

Se l'interesse c'è, a frenare la firma dei contratti è quasi sempre la batteria. Rappresentando il componente di gran lunga più costoso di un'elettrica, il suo stato di salute (State of Health - SOH) rappresenta l'incognita maggiore per chi acquista.

Il sondaggio rivela che il 75,5% dei concessionari indica la preoccupazione per la durata e i costi della batteria come l'ostacolo principale per il cliente, seguita a ruota dai dubbi sull'autonomia effettiva (71,4%). Un timore condiviso dagli stessi venditori: per il 67,3% degli operatori, l'impossibilità di valutare scientificamente la reale capacità residua della batteria rappresenta la principale fonte di incertezza. Paradossalmente, il 79,6% dei rivenditori ammette di non utilizzare alcuno strumento specifico per testare l'efficienza degli accumulatori delle auto che ritira e rivende.

Questa asimmetria informativa e la conseguente diffidenza dilatano a dismisura i tempi di giacenza nei piazzali. Per vendere un'auto elettrica usata occorrono, nel 51% dei casi, più di tre mesi, e per oltre un terzo dei concessionari l'attesa supera addirittura il semestre. Solo il 18,4% riesce a chiudere l'affare entro trenta giorni.

C'è un ultimo fattore da non sottovalutare. Sebbene per le auto a zero emissioni il chilometraggio possa sembrare meno rilevante rispetto ai motori termici, esso rimane il principale indicatore di quanti cicli di ricarica abbia sopportato la batteria. I dati di carVertical sfatano in parte il mito dell'impenetrabilità digitale delle EV: lo 0,99% delle auto elettriche controllate in Italia negli ultimi tre anni ha presentato un contachilometri manomesso (i cosiddetti "schilometraggi"). Sebbene sia una percentuale molto inferiore rispetto a quella riscontrata sui modelli diesel (3,22%) e benzina (2,40%), la pratica dimostra che anche per le elettriche di seconda mano le cautele non sono mai troppe.

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