Ora le auto elettriche non possono più barare: la Cina impone il limite del 5% sulla salute della batteria

Ora le auto elettriche non possono più barare: la Cina impone il limite del 5% sulla salute della batteria
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Il nuovo standard GB/T 46991.1-2025 stabilisce quanto può sbagliare il cruscotto quando dichiara lo stato di salute dell'accumulatore, introduce il concetto di chilometraggio virtuale e fissa soglie minime di degrado fino a dieci anni di vita
3 agosto 2026

Quel numero che compare sul display quando controlliamo quanta capacità è rimasta alla batteria della nostra elettrica ha sempre avuto un piccolo problema di credibilità. Nessuno, fino a oggi, aveva stabilito quanto quel valore dovesse essere fedele alla realtà misurata in laboratorio. La Cina ha deciso di colmare il vuoto e lo ha fatto con un documento tecnico che rischia di avere conseguenze ben oltre i suoi confini.

Il 2 agosto la CCTV ha diffuso i dettagli attuativi dello standard GB/T 46991.1-2025, sviluppato sotto la supervisione del Ministero dell'Industria e dell'Information Technology e della Standardisation Administration of China, con il contributo tecnico di un gruppo di esperti guidato da Yu Yang. Si applica alle vetture elettriche leggere per il trasporto passeggeri ed è classificato come standard nazionale raccomandato, non come regolamento obbligatorio di sicurezza.

Batteria auto elettrica
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Il margine di errore scende al 5%

Il cuore della norma riguarda un parametro chiamato SOCE, acronimo di State of Available Energy. Da non confondere con il più familiare SOC, che indica semplicemente quanta carica resta in quel momento: il SOCE misura il rapporto fra l'energia disponibile oggi e quella che la batteria offriva da nuova. È il vero indicatore dell'invecchiamento, quello che dice se la vettura ha perso il dieci, il venti o il trenta per cento della sua capacità originaria.

La regola è netta. Lo scostamento relativo fra il valore di SOCE mostrato dal veicolo e quello rilevato con misurazione fisica non può superare il 5%. Tradotto: se il cruscotto dichiara una salute residua dell'ottanta per cento, la realtà non può allontanarsi oltre quella forbice. Per la prima volta esiste un riferimento condiviso per verificare se il dato comunicato al guidatore corrisponde a quanto la batteria è realmente in grado di erogare.

Batteria
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Il chilometraggio virtuale, la voce che nessuno considerava

La seconda novità è forse la più originale. Lo standard affronta il consumo energetico che avviene fuori dalla guida vera e propria: la vettura ferma che alimenta la climatizzazione, i sistemi di bordo attivi a sosta, gli accessori utilizzati a motore spento. Tutta quell'energia va convertita in una distanza equivalente, il cosiddetto Virtual Mileage, calcolata sulla base del consumo specifico del veicolo.

Anche in questo caso esiste una tolleranza, ancora più stretta: il valore visualizzato deve rimanere entro il 3% di scostamento rispetto al risultato misurato. Il documento diffuso pubblicamente non entra però nel dettaglio delle condizioni di prova per i singoli scenari, dai diversi carichi accessori ai consumi a veicolo in sosta.

Xpeng in ricarica
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Quanto deve durare una batteria secondo Pechino

La parte più concreta per chi acquista riguarda le soglie minime di degrado. Lo standard fissa livelli di riferimento incrociando anni di vita e chilometri percorsi. Dopo cinque anni e centomila chilometri la batteria deve conservare almeno l'82% dell'energia disponibile originaria. A otto anni e centosessantamila chilometri la soglia scende al 75%. A dieci anni e duecentomila chilometri il minimo si attesta al 70%.

Un esempio rende l'idea: un pacco da 100 kWh nominali deve garantire almeno 82 kWh utili al traguardo dei cinque anni. Le indicazioni valgono per le vetture leggere e non chiariscono se soglie analoghe si estenderanno a veicoli commerciali, autobus, camion o due ruote.

Cosa cambia davvero per il mercato dell'usato

Il documento si inserisce in un percorso normativo più ampio che Pechino sta costruendo attorno a qualità, riciclo, sicurezza e gestione del ciclo di vita degli accumulatori. Va tenuto distinto dal GB 38031-2025, che invece impone requisiti obbligatori di sicurezza, comprese le prescrizioni sul thermal runaway. Trattandosi di uno standard raccomandato, il GB/T 46991.1-2025 definisce criteri di valutazione ma non prevede sanzioni amministrative, richiami obbligatori o azioni coercitive pubblicamente dichiarate per chi supera i limiti di scostamento.

Resta il fatto che lo stato di salute della batteria è ormai il fattore che orienta le trattative di garanzia, le perizie sull'usato e le decisioni di acquisto a lungo termine. I dubbi su quanto la ricarica ultrarapida acceleri l'invecchiamento hanno alzato ulteriormente l'attenzione. Avere un metodo condiviso per misurare e dichiarare quel dato è il primo passo verso un mercato dell'elettrico usato meno opaco. Quanto peserà davvero sui prezzi e sulle controversie dipenderà da come costruttori, enti di collaudo e operatori applicheranno le nuove regole nei prossimi anni.

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