Maniglie a scomparsa, la Cina dice basta: 4,3 milioni di auto richiamate e Tesla è la prima della lista

Maniglie a scomparsa, la Cina dice basta: 4,3 milioni di auto richiamate e Tesla è la prima della lista
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Nove costruttori coinvolti nel più grande richiamo della storia dell'auto cinese. Nel mirino le maniglie di emergenza che, dopo un incidente grave, nessuno riesce a trovare
3 settembre 2026

Per anni sono state il simbolo dell'auto elettrica moderna: superfici lisce, niente sporgenze, quel gesto quasi teatrale della maniglia che esce dalla portiera quando ti avvicini. Oggi quello stesso dettaglio di design si trasforma nel caso più imbarazzante degli ultimi anni per l'industria automobilistica. La Cina ha avviato un richiamo che coinvolge circa 4,3 milioni di veicoli e nove costruttori diversi, il più imponente mai registrato nel principale mercato automobilistico del pianeta. Il motivo è tanto semplice quanto inquietante: in caso di emergenza, aprire le portiere può diventare troppo difficile.

Tesla in testa con quasi 3 milioni di auto

Il numero più pesante porta il marchio di Tesla. La casa americana ha comunicato alla State Administration for Market Regulation il richiamo di 2,98 milioni di vetture tra Model 3, Model Y, Model S e Model X, sia importate sia prodotte negli stabilimenti cinesi. L'operazione parte il 25 settembre e riguarda un difetto che la stessa azienda ha descritto senza giri di parole: dopo una collisione severa con avaria dell'impianto elettrico, la maniglia meccanica di emergenza interna può risultare difficile da individuare, rallentando l'uscita degli occupanti o l'intervento dei soccorritori.

Il primato non stupisce, perché Tesla è il costruttore che ha reso popolare questo tipo di apertura e che ne ha vendute di più. Ma la lista è lunga. Xiaomi richiama circa 390.000 unità, Leapmotor circa 371.000, Xpeng circa 264.000, mentre anche Geely Holding ha depositato la sua campagna più ampia di sempre. Per tutti e quattro si tratta di un record aziendale. Gli altri marchi coinvolti gestiscono numeri molto più contenuti.

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Maniglie Tesla
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Il caso che ha cambiato tutto

Dietro la stretta dei regolatori c'è una vicenda che in Cina ha lasciato il segno. Lo scorso ottobre i media statali hanno raccontato la morte del conducente di una Xiaomi SU7 rimasto intrappolato dopo un incidente seguito da un incendio: i passanti accorsi non sono riusciti ad aprire le portiere per estrarlo. Da lì è partito un esame sistematico dei sistemi di apertura che dipendono dalla corrente elettrica, dal telefono, dal telecomando o da un pannello sensibile al tocco.

Il punto critico non è la maniglia esterna in sé, ma il piano B. Quasi tutte queste vetture hanno una leva di emergenza meccanica nell'abitacolo, spesso nascosta in una tasca della portiera, sotto un rivestimento o in una posizione che nessuno ha mai avuto motivo di cercare. In condizioni normali non serve. In dieci secondi di panico, con il fumo che entra, diventa invisibile.

Etichette, software e nessun intervento in officina

Ed è proprio qui che il richiamo mostra la sua natura particolare. Non ci sono componenti da sostituire in massa: i rimedi vanno dalle etichette di avvertenza applicate gratuitamente vicino alle leve di emergenza, alle marcature migliorate intorno alle maniglie, fino agli aggiornamenti software over the air che la maggior parte dei costruttori distribuirà a distanza. Leapmotor ha spiegato che nel suo caso l'intervento riguarda solo un'etichetta e il software di controllo degli alzacristalli elettrici, aggiungendo di gestire la pratica secondo la procedura di richiamo per senso di responsabilità verso i clienti.

Tesla non ha risposto alle richieste di commento, Geely e Xpeng hanno preferito non commentare, Xiaomi ha rimandato alla comunicazione ufficiale del regolatore. Sul fronte dei costi, le stime sono rassicuranti per le aziende. Secondo Sam Fiorani, vicepresidente di AutoForecast Solutions, gli aggiornamenti da remoto abbattono spese e tempi di fermo, e persino gli interventi fisici previsti restano poca cosa rispetto alle grandi campagne del passato.

Maniglie a scomparsa
Maniglie a scomparsa

Dal 2027 le maniglie a scomparsa saranno vietate

Il richiamo, però, è solo il primo atto. Pechino ha alzato l'asticella delle norme di sicurezza proprio mentre i costruttori, impegnati in una guerra dei prezzi feroce, riversano sul mercato tecnologie sempre più spinte. E ha già annunciato che dal 2027 le maniglie completamente a scomparsa saranno vietate: la Cina diventa così il primo Paese al mondo a mandare in pensione una soluzione stilistica nata per l'aerodinamica e per l'effetto scenografico, poi adottata praticamente da tutta l'industria elettrica locale.

L'onda si sta muovendo anche altrove. Il mese scorso la NHTSA, l'autorità statunitense per la sicurezza stradale, ha fatto sapere che valuterà nuovi standard contro il rischio di intrappolamento degli occupanti in caso di avaria elettrica. Per ora nessun costruttore ha notificato all'agenzia americana l'intenzione di replicare il richiamo cinese sul mercato USA. La domanda, a questo punto, è quanto potrà durare questa asimmetria: milioni di automobilisti hanno appena scoperto che la loro auto ha una maniglia che non sanno di avere.

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