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Nel panorama delle berline elettriche di segmento D, la versione d’accesso della rinnovata Model 3 rappresenta un caso interessante. La Standard, infatti (nome col quale era stata inizialmente annunciata ma che poi non è stato usato ufficialmente sulle versione definitiva), nasce per contenere il prezzo ma non tradisce, né fuori né su strada, l’identità tecnica del progetto.
Dal punto di vista estetico è di fatto indistinguibile dalle varianti superiori. Il recente aggiornamento ha portato un frontale più affilato, gruppi ottici sottili e una pulizia formale ancora più marcata. Elementi che ritroviamo integralmente anche sulla Standard: a parte i copricerchi specifici “base”, nessun dettaglio semplificato, nessuna firma luminosa differente. Una scelta precisa, che evita di creare gerarchie visive all’interno della gamma e rafforza la percezione di valore del modello d’ingresso.
Le differenze si concentrano nell’abitacolo. Qui il cambiamento più evidente riguarda i rivestimenti: al posto della pelle vegana Sky, sulle sedute troviamo il tessuto. Una soluzione meno ricercata sotto il profilo tattile e visivo, ma coerente con il posizionamento e comunque ben realizzata. L’impostazione resta quella minimalista tipica del marchio, con plancia essenziale e totale centralità del display da 15 pollici, attraverso il quale si gestiscono praticamente tutte le funzioni dell’auto.
Proprio sul fronte software si registra una delle novità più interessanti: l’integrazione di Grok, assistente basato su intelligenza artificiale che amplia le possibilità di interazione vocale e accesso alle informazioni. L’esperienza digitale si arricchisce ulteriormente, confermando uno dei punti di forza storici di Tesla: un ecosistema aggiornabile over-the-air e in continua evoluzione.
Sul piano tecnico, la Standard adotta sospensioni con ammortizzatori tradizionali, prive di controllo elettronico. Una scelta che sulla carta potrebbe far pensare a un downgrade rispetto alle versioni più accessoriate. In realtà, la messa a punto convince per equilibrio e coerenza. L’assorbimento delle asperità è efficace, senza risultare cedevole, mentre il controllo del rollio e dei trasferimenti di carico rimane sempre ben gestito. Ne deriva una dinamica di guida precisa e comunicativa, con uno sterzo diretto e un avantreno puntuale nell’inserimento in curva. Per qualità complessiva del comportamento stradale, il riferimento può tranquillamente essere quello di marchi tradizionalmente votati al piacere di guida come BMW.
Altro capitolo rilevante è la ricarica. La curva si dimostra particolarmente valida: la potenza viene mantenuta su livelli elevati per una parte significativa del processo, consentendo soste relativamente brevi anche nei viaggi più impegnativi. Un aspetto fondamentale nell’utilizzo reale, dove la rapidità e la costanza della ricarica incidono più dei picchi dichiarati.
Con un prezzo che si colloca sui 37.000 euro, che scendono a 34.000 con lo sconto Tesla in promozione, la Model 3 Standard riesce a offrire contenuti tecnologici avanzati, un comportamento dinamico di riferimento e un’efficienza complessiva convincente. Considerando l’equilibrio tra qualità costruttiva, software evoluto e piacere di guida, la versione base non appare come una scelta di compromesso, ma come una delle proposte più razionali e complete oggi disponibili nel mercato delle elettriche di questa fascia.
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