Autovelox Bologna, 29 multe all’ora: è polemica per il nuovo velox di viale Sabena

Autovelox Bologna, 29 multe all’ora: è polemica per il nuovo velox di viale Sabena
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10 settembre 2026

A Bologna è nuovamente polemica attorno agli autovelox. A far discutere è soprattutto il nuovo dispositivo installato in viale Vittorio Sabena, entrato in funzione all’inizio di marzo 2026. Nei primi mesi di attività il rilevatore ha registrato un numero particolarmente elevato di violazioni, al punto da diventare uno dei principali protagonisti del sistema di controllo della velocità del capoluogo emiliano. Il dato più impressionante è quello della media: circa 29 multe ogni ora, ovvero oltre 700 sanzioni al giorno.

Il nuovo velox di viale Sabena ha rilevato 15.410 infrazioni soltanto nel mese di marzo, mentre tra marzo e giugno le sanzioni attribuite al dispositivo sono arrivate a 45.241. Numeri che hanno contribuito in maniera significativa all'aumento complessivo delle multe per eccesso di velocità registrate a Bologna nel primo semestre dell’anno. Nei primi sei mesi del 2026 gli autovelox cittadini hanno prodotto complessivamente 126.626 sanzioni, contro le 107.117 dello stesso periodo del 2025. Il nuovo impianto di viale Sabena pesa in maniera determinante sul confronto: considerando soltanto i sei dispositivi già presenti in precedenza, il numero scende infatti a 81.385 multe, pari a circa 455 al giorno.

Limite di 50 km/h e caratteristiche della strada al centro della polemica

Il tratto interessato dal controllo ha un limite di velocità di 50 km/h. Il sistema applica la tolleranza prevista dalla normativa e, secondo le indicazioni fornite dal Comune, la misurazione considera una riduzione del 5%, con un minimo di 5 km/h. Per questo, in condizioni ordinarie, una velocità rilevata di 56 km/h può comportare la contestazione dell’infrazione. A far discutere non è però soltanto il numero delle multe. Alcuni automobilisti contestano soprattutto le caratteristiche di viale Sabena, una strada ampia, con due corsie per senso di marcia e priva di incroci nel tratto interessato dal rilevamento. La conformazione può indurre alcuni conducenti a percepire la strada come più scorrevole rispetto a un normale viale urbano, aumentando il rischio di superare il limite senza rendersene conto. Il Comune, dal canto suo, ha motivato l'installazione del dispositivo con esigenze di sicurezza stradale: nel tratto interessato nel 2025 erano stati registrati sette incidenti riconducibili alla velocità non adeguata. Prima dell'attivazione sono stati inoltre installati cartelli di preavviso, pannelli luminosi con il limite di 50 km/h e indicazioni per invitare gli automobilisti a rallentare.

Il caso di viale Sabena riaccende un dibattito che a Bologna va avanti da anni: quale debba essere il giusto equilibrio tra controllo della velocità, prevenzione degli incidenti e percezione degli automobilisti. La città dispone oggi di sette tratti stradali sottoposti a controllo fisso della velocità, con gli ultimi dispositivi entrati in funzione proprio in viale Sabena. Il dato delle 29 multe all'ora è destinato a far discutere, ma il numero delle sanzioni non dimostra di per sé che l'autovelox sia illegittimo o che il limite sia inadeguato. Indica piuttosto quanto frequentemente il limite venga superato dagli automobilisti. La questione centrale resta quindi quella della sicurezza: se l'obiettivo dei controlli è ridurre la velocità e gli incidenti, sarà soprattutto l'andamento degli incidenti nel tempo a consentire di valutare l'efficacia del provvedimento. Nel frattempo, il nuovo autovelox di Bologna è diventato uno dei più discussi in città. Il confronto tra multe, velocità rilevate e incidentalità potrebbe offrire nei prossimi mesi elementi più concreti per capire se il dispositivo di viale Sabena rappresenti soprattutto uno strumento di prevenzione oppure il simbolo di una gestione dei limiti di velocità che continua a dividere gli automobilisti.

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