Nuovo autovelox con intelligenza artificiale: ecco come funziona SafeDrive

Nuovo autovelox con intelligenza artificiale: ecco come funziona SafeDrive
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Sulla Firenze-Pisa-Livorno (Fi-Pi-Li) è iniziata la sperimentazione di Autovelox SafeDrive, il nuovo sistema sviluppato da Sodi Scientifica che utilizza intelligenza artificiale e telecamere ad alta risoluzione per individuare alcune delle principali infrazioni alla guida. Per ora il dispositivo non genera multe: il test durerà fino a 90 giorni e servirà a verificare l'affidabilità della tecnologia in condizioni di traffico reale
24 luglio 2026

Gli autovelox si preparano a cambiare volto. Sulla Fi-Pi-Li, una delle arterie stradali più trafficate della Toscana, è infatti entrato nella fase operativa il test di Autovelox SafeDrive, un sistema di controllo basato sull'intelligenza artificialecapace di analizzare ciò che accade all'interno dell'abitacolo e di riconoscere comportamenti potenzialmente pericolosi. Il progetto, autorizzato dalla Città metropolitana di Firenze, rappresenta un'evoluzione rispetto ai tradizionali dispositivi destinati esclusivamente al controllo della velocità. La sperimentazione si svolge nel territorio di Lastra a Signa, in un punto strategico della superstrada che consente di monitorare entrambe le direzioni di marcia, verso Firenze e verso Pisa-Livorno. Il sistema è progettato per individuare soprattutto l'uso dello smartphone alla guida e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, ma può effettuare anche altri controlli attraverso la lettura automatica delle targhe. La fase di test, tuttavia, non comporterà per ora alcuna sanzione automatica per gli automobilisti.

La sperimentazione di Autovelox SafeDrive nasce dall'esigenza di verificare sul campo le capacità di un sistema che porta l'IA nel controllo del traffico. Il dispositivo, sviluppato dall'italiana Sodi Scientifica, utilizza telecamere ad alta risoluzione e illuminatori a LED infrarossi, una combinazione che permette di acquisire immagini nitide sia di giorno sia di notte e in differenti condizioni di illuminazione. Gli algoritmi possono analizzare contemporaneamente più corsie e veicoli in movimento, rendendo il sistema adatto a una strada caratterizzata da flussi di traffico particolarmente intensi. Il test attualmente in corso durerà al massimo 90 giorni, con la possibilità di un rinnovo una sola volta. La scelta della Fi-Pi-Li non è casuale: l'elevato numero di automobili e mezzi pesanti che percorrono quotidianamente la superstrada offre un banco di prova significativo per valutare la precisione del riconoscimento automatico in situazioni di traffico reale. Il sistema era già stato oggetto di precedenti sperimentazioni in Toscana, ma il passaggio a una strada a scorrimento veloce consente di raccogliere dati in uno scenario molto più complesso.

 

Smartphone e cinture di sicurezza: cosa può rilevare SafeDrive

Il principale obiettivo di SafeDrive è contrastare la distrazione alla guida, considerata uno dei comportamenti più rischiosi per la sicurezza stradale. Grazie alla visione artificiale, il sistema è in grado di riconoscere il conducente che utilizza manualmente il telefono cellulare durante la marcia, ad esempio per telefonare senza vivavoce o per interagire con applicazioni di messaggistica e social network. La tecnologia può inoltre verificare il corretto utilizzo della cintura di sicurezza da parte del conducente e dell'eventuale passeggero seduto sul sedile anteriore. Le funzionalità non si fermano però all'abitacolo. Attraverso il riconoscimento automatico della targa, il sistema può verificare anche la presenza della RC Auto e la regolarità della revisione del veicolo. Si tratta quindi di un apparato che, nelle sue potenzialità, va ben oltre il tradizionale autovelox per la velocità: l'obiettivo è costruire un sistema di monitoraggio capace di individuare diverse situazioni di irregolarità e di contribuire alla prevenzione degli incidenti.

C'è però un aspetto fondamentale da chiarire: durante questa sperimentazione non arriveranno multe. Il dispositivo è infatti utilizzato per raccogliere dati e verificare l'efficacia degli algoritmi, senza inviare segnalazioni alle forze dell'ordine per procedere con le sanzioni. Inoltre, l'attuale quadro normativo italiano pone alcuni limiti all'automatizzazione dei controlli relativi all'uso del cellulare e alle cinture di sicurezza, per i quali è prevista la contestazione immediata.

In prospettiva, se il test dovesse dare risultati positivi, il funzionamento potrebbe evolvere. Una possibile configurazione prevederebbe che SafeDrive rilevi una potenziale infrazione e trasmetta l'informazione a una pattuglia posizionata nelle vicinanze, consentendo agli agenti di fermare il veicolo e procedere alla contestazione. Un ulteriore scenario, più lontano e subordinato a eventuali modifiche legislative, sarebbe quello di consentire una gestione completamente automatizzata delle violazioni, sul modello di quanto già avviene per alcune infrazioni rilevate dagli autovelox tradizionali.

Resta infine centrale il tema della privacy. Secondo le informazioni disponibili, il sistema integra procedure per proteggere i dati personali e oscurare automaticamente i volti degli occupanti prima della conservazione delle immagini. La sperimentazione sulla Fi-Pi-Li diventa così un passaggio importante per capire se l'intelligenza artificiale applicata alla sicurezza stradale possa trasformarsi in uno strumento concreto per contrastare distrazione, mancato uso delle cinture e altre irregolarità, sempre nel rispetto delle norme e delle garanzie sulla privacy.

 

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