Autovelox, il borgo più “costoso” d’Italia: migliaia di euro di multe in un paese di appena 350 abitanti

Autovelox, il borgo più “costoso” d’Italia: migliaia di euro di multe in un paese di appena 350 abitanti
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Nel cuore delle Dolomiti c’è un piccolo comune che detiene un primato singolare: quello degli incassi da autovelox in rapporto al numero di residenti. Ecco dove si trova e perché è diventato uno dei casi più discussi d’Italia
16 giugno 2026

Quando si parla di autovelox e multe stradali, spesso l’attenzione si concentra sulle grandi città. Eppure il record più sorprendente arriva da un piccolo borgo montano di poco più di 350 abitanti. Si tratta di Colle Santa Lucia, in provincia di Belluno, che negli ultimi anni è finito al centro del dibattito nazionale per gli elevati introiti derivanti dal controllo elettronico della velocità. Una situazione che ha alimentato polemiche e acceso il confronto tra esigenze di sicurezza stradale e accuse di utilizzo degli autovelox come strumenti per fare cassa.

Situato tra le Dolomiti bellunesi e attraversato ogni anno da migliaia di automobilisti diretti verso le principali località turistiche, Colle Santa Lucia rappresenta uno dei casi più particolari in Italia. Secondo le analisi sui dati del Ministero dell’Interno elaborate da Assoutenti, il comune ha raccolto oltre 1,2 milioni di euro nel triennio 2021-2023 grazie a un unico dispositivo di rilevazione della velocità. Rapportando la cifra alla popolazione residente, si arriva a una media superiore ai 3.600 euro per abitante, un dato che ha fatto guadagnare al borgo il titolo di comune con l’autovelox più redditizio del Paese. Il fenomeno si spiega soprattutto con il grande flusso di turisti e motociclisti che percorrono le strade dolomitiche durante tutto l’anno, aumentando inevitabilmente il numero delle infrazioni registrate.

Il caso di Colle Santa Lucia è diventato emblematico anche nel dibattito politico e normativo sugli autovelox. Negli ultimi mesi il Governo è intervenuto per limitare l’installazione indiscriminata dei dispositivi e garantire che vengano utilizzati esclusivamente nei tratti considerati realmente pericolosi. L’obiettivo dichiarato è evitare che i sistemi di controllo della velocità siano percepiti dagli automobilisti come una semplice fonte di entrate per le amministrazioni locali. Nonostante le polemiche, resta fondamentale ricordare che il rispetto dei limiti di velocità rappresenta uno degli strumenti più efficaci per aumentare la sicurezza stradale e ridurre il rischio di incidenti. Per chi si mette in viaggio verso le Dolomiti o altre mete turistiche italiane, mantenere una guida prudente resta il modo migliore per evitare sanzioni e viaggiare in sicurezza.

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