La crescita, la concorrenza locale, il crollo: perché i problemi di Volkswagen dipendono dalla Cina

La crescita, la concorrenza locale, il crollo: perché i problemi di Volkswagen dipendono dalla Cina
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Per anni la Cina è stata il motore della crescita di Volkswagen. Oggi il Paese asiatico è diventato la sua sfida più difficile. La concorrenza dei marchi locali di auto elettriche ha infatti cambiato gli equilibri del mercato e costretto il colosso tedesco è stato costretto a reinventare la propria strategia. Con problemi e ricadute non da poco. Ecco cosa sta succedendo alle auto Volkswagen in Cina
1 agosto 2026

La Cina è stata per decenni il grande motore della crescita di Volkswagen. Il costruttore tedesco è arrivato nel Paese negli anni Ottanta ed è diventato ben presto uno dei marchi automobilistici più forti del mercato d'oltre Muraglia, tanto da trasformare la Cina nella sua principale fonte di profitti.

Oggi, però, quello stesso mercato è diventato il più grande problema per il gruppo. La crescita dei produttori locali di auto elettriche, la trasformazione delle preferenze dei consumatori e la velocità con cui le aziende cinesi sviluppano nuove tecnologie hanno ridotto il vantaggio storico di Volkswagen. La quota di mercato del marchio in Cina è così scesa da circa il 20% del 2019 a poco più del 16%, secondo i dati Jato Dynamics, mentre i clienti più giovani si stanno spostando verso modelli cinesi più digitali, con sistemi avanzati di assistenza alla guida, intelligenza artificiale e servizi connessi.

Il cambiamento è particolarmente evidente nel settore delle auto elettriche, dove Volkswagen ha accumulato un ritardo rispetto a concorrenti come BYD, Nio, Xpeng e agli stessi modelli Tesla. Un tempo erano i costruttori occidentali a portare tecnologia in Cina; adesso il flusso si è invertito e sono spesso le aziende cinesi a fornire soluzioni software ed elettroniche ai marchi europei.

La nuova strategia di Volkswagen in Cina

Per cercare di recuperare terreno Volkswagen ha deciso di cambiare completamente approccio, investendo miliardi nello sviluppo di nuove auto progettate direttamente per il mercato cinese. Come ha spiegato il Wall Street Journal, il gruppo tedesco ha puntato sulla strategia "in China, for China", con l'obiettivo di ridurre i tempi di sviluppo e creare veicoli più vicini ai gusti dei clienti locali.

Il centro tecnologico Volkswagen di Hefei, nella provincia dell'Anhui, rappresenta il simbolo di questa nuova fase: la struttura, grande quanto 18 campi da calcio, è stata realizzata con un investimento di circa 3,5 miliardi di dollari e permette al gruppo di progettare e testare nuove vetture direttamente sul territorio cinese. La casa tedesca ha inoltre stretto accordi con aziende tecnologiche locali e nel 2023 ha acquisito circa il 5% di Xpeng, uno dei principali produttori cinesi di auto elettriche, per accelerare lo sviluppo di software e sistemi di guida assistita.

La nuova generazione di modelli, a partire dalla Volkswagen ID. Unyx 07, punta proprio a colmare il divario tecnologico con i rivali cinesi. Il problema è che il mercato non aspetta: nel primo trimestre le vendite di auto elettriche in Cina hanno rallentato dopo la fine degli incentivi, mentre la competizione sui prezzi è diventata sempre più aggressiva. Volkswagen si trova quindi davanti a una doppia sfida: recuperare clienti in Cina e difendere i margini in un mercato dove i costruttori locali hanno ormai un vantaggio competitivo.

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Una scommessa da rivedere

Il peso della Cina nei conti di Volkswagen rende la situazione ancora più delicata. Dieci anni fa le attività cinesi del gruppo generavano circa 5 miliardi di euro di profitto, mentre per quest'anno la società prevede un risultato inferiore ai 500 milioni. Un crollo legato non solo alla perdita di quote di mercato, ma anche agli enormi investimenti necessari per inseguire la rivoluzione delle auto elettriche.

La sfida non riguarda soltanto Volkswagen: molti marchi europei stanno affrontando lo stesso problema, perché il modello tradizionale basato su tecnologia occidentale e produzione globale sta entrando in crisi. In Cina, infatti, aziende come BYD hanno dimostrato di poter competere non solo sul prezzo, ma anche su batterie, software e velocità di sviluppo. Tesla resta un altro punto di riferimento per il mercato cinese delle auto elettriche, soprattutto per immagine tecnologica e capacità di innovazione.

Per questo Volkswagen sta accelerando il lancio di nuovi modelli: il gruppo prevede di introdurre oltre 20 nuove auto in Cina nel corso dell’anno, puntando anche a esportare alcune tecnologie sviluppate localmente verso altri mercati emergenti come Sud-est asiatico, Medio Oriente e Sud America. Il futuro del marchio tedesco dipenderà  però da una domanda fondamentale: i consumatori cinesi torneranno a scegliere Volkswagen o considereranno ormai i marchi locali più moderni e innovativi? La risposta determinerà il ruolo del gruppo nel più importante mercato automobilistico del mondo.

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