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Con l’Epoque, concept car appena presentata, i due atelier italiani propongono una visione alternativa di mobilità di lusso: non velocità, non prestazioni ostentate, ma presenza scenica, artigianalità e continuità dell’esperienza. Un manifesto culturale prima ancora che automobilistico, capace di riportare l’auto nel territorio dell’emozione e dell’opera d’arte.
L’Epoque nasce come reinterpretazione contemporanea delle grandi vetture chauffeur-driven e dei coupé da parata degli anni Venti e Trenta. Non si tratta di un esercizio nostalgico, ma di una vera e propria “traduzione culturale” del linguaggio Art Déco e del coachbuilding classico all’interno di un progetto tecnologicamente attuale. Le proporzioni sono volutamente fuori scala: circa otto metri di lunghezza, cofano infinito, cabina arretrata e una coda boat-tail che richiama il mondo nautico e le gran turismo d’epoca.
Il design esterno, curato da CAMAL Studio, utilizza superfici architettoniche, volumi pieni e una forte verticalità per restituire quella sensazione di monumentalità oggi quasi scomparsa dal panorama automotive.
All’interno, l’Epoque rompe definitivamente gli schemi tradizionali. Non esistono sedili nel senso classico del termine, ma arredi, pensati per trasformare l’abitacolo in una vera lounge dinamica. La configurazione è 2+2+2, con un grande divano posteriore come fulcro dell’esperienza e due strapuntini a scomparsa che emergono solo quando necessario.
Materiali naturali, legni lavorati a mano, pelli e tessuti ispirati agli interni di palazzi storici italiani definiscono un ambiente che privilegia la tattilità e la qualità percepita rispetto all’esibizione tecnologica. Il mobile centrale, una sorta di “credenza tecnica”, può ospitare minibar refrigerati, vani sigari climatizzati, alloggiamenti per orologi automatici e accessori completamente personalizzabili.
Se all’interno domina la calma, dietro le quinte lavora una tecnologia sofisticata. L’Epoque adotta un ecosistema governato da un assistente basato su intelligenza artificiale, capace di gestire microclima, illuminazione, profumazione e atmosfera tramite comandi vocali naturali. L’obiettivo non è stupire con schermi oversize, ma far scomparire la tecnologia, rendendola invisibile finché non serve.
Le sospensioni adattive, i sistemi di assistenza alla guida e l’insonorizzazione attiva concorrono a mantenere l’abitacolo isolato dal mondo esterno, trasformando ogni spostamento in un’esperienza di rigenerazione.
Sotto la carrozzeria, l’Epoque nasconde una soluzione tecnica di altissimo livello: quattro motori elettrici, uno per ruota, per una potenza complessiva superiore ai 1000 CV, supportati da una batteria da 100 kWh. A garantire autonomia e versatilità interviene un range extender V6, che alimenta il sistema quando necessario.
Il telaio a longheroni, coerente con le dimensioni del veicolo, permette l’adozione di sospensioni attive con livellamento automatico, ideali per mantenere l’assetto perfettamente orizzontale anche su pavé, rampe portuali o superfici irregolari.
Presentata come studio di stile con fattibilità teorica, l’Epoque non è però un semplice esercizio digitale. AZNOM Automotive porta in dote l’esperienza maturata con la Palladium, la prima hyper-limousine all-terrain al mondo, già omologata e prodotta in esemplari ultra-limitati. Una base tecnica che rende credibile l’ipotesi di una realizzazione one-off o di una serie estremamente limitata, dedicata a collezionisti disposti a investire in un progetto unico. Con l’Epoque, AZNOM e CAMAL dimostrano che il vero lusso, oggi, non è scegliere da un catalogo, ma immaginare ciò che ancora non esiste.