BMW Group, i conti 2025 reggono nonostante dazi e Cina in difficoltà: 4 auto su 10 vendute erano elettrificate

BMW Group, i conti 2025 reggono nonostante dazi e Cina in difficoltà: 4 auto su 10 vendute erano elettrificate
Pubblicità
Ricavi in calo del 6,3% ma margini stabili, Mini cresce del 18%, BMW M segna il 14° record consecutivo. E in Europa, 4 auto su 10 vendute dal gruppo erano già elettrificate.
12 marzo 2026

Il BMW Group chiude il 2025 con un risultato che, considerato il contesto, può essere letto come una prova di tenuta più che come un trionfo. I ricavi scendono a 133,5 miliardi di euro (-6,3% rispetto ai 142,4 miliardi del 2024), ma l'utile ante imposte si mantiene sopra la soglia psicologica dei 10 miliardi - attestandosi a 10,236 miliardi - e il margine EBT rimane stabile al 7,7%, identico a quello dell'anno precedente.

L'utile netto si ferma a 7,45 miliardi di euro, in calo del 3% rispetto ai 7,68 miliardi del 2024, ma sufficiente a sostenere un dividendo proposto in linea con l'anno scorso: 4,40 euro per azione ordinaria e 4,42 per quella privilegiata.

A pesare sui conti sono stati due fattori strutturali che il gruppo non ha potuto controllare: la Cina, dove le vendite sono crollate del 12,5% in un mercato sempre più dominato dai costruttori locali, e l'effetto cambio negativo - soprattutto dollaro americano, won coreano e renminbi cinese - che ha eroso circa 2,4 punti percentuali di ricavi. I dazi, altra variabile esogena, hanno inciso sul margine EBIT del segmento automotive di circa 1,5 punti percentuali nel corso dell'anno.

Costi tagliati di 2,5 miliardi: la disciplina che ha salvato i margini

Il dato che più colpisce, al di là dei numeri assoluti, è la capacità del gruppo di compensare le pressioni esterne con una gestione dei costi particolarmente rigorosa. Rispetto al 2024, il BMW Group ha ridotto la propria struttura di spesa complessiva di 2,5 miliardi di euro, agendo su più fronti in parallelo: le spese di ricerca e sviluppo sono scese da 9,078 a 8,319 miliardi (-8,4%), gli investimenti in conto capitale sono calati ancora più nettamente da 9,056 a 7,237 miliardi (-20,1%) e le spese di vendita e amministrative si sono ridotte del 6,1% a 10,606 miliardi. Il rapporto R&D sui ricavi è passato dal 6,4% al 6,2%, mentre il capex ratio si è attestato al 5,4%.

Il margine EBIT del segmento automotive si è fermato al 5,3% (dal 6,3% del 2024), restando all'interno del range obiettivo comunicato a marzo 2025 tra il 5 e il 7%. Escludendo gli ammortamenti legati all'acquisizione di BBA, il margine salirebbe al 6,4%. Il free cash flow del segmento automotive per l'intero anno è stato di 3,24 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,85 miliardi del 2024, ma il gruppo stima un rimbalzo sopra i 4,5 miliardi nel 2026.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Vendite globali: la Cina pesa, ma Europa e Americhe compensano

Sul fronte commerciale, il BMW Group ha consegnato 2.463.681 vetture nel 2025, in crescita dello 0,5% rispetto alle 2.450.854 del 2024. Un risultato apparentemente modesto, ma ottenuto nonostante il crollo cinese: il gruppo è riuscito a compensare il -12,5% nel suo mercato più grande grazie a una crescita solida in Europa (+7,3%) e nelle Americhe (+5,6%). Per la prima volta dal periodo pre-Covid, le consegne in Europa hanno superato il milione di unità.

Il brand BMW ha chiuso l'anno a 2.169.739 unità (-1,4%), con una domanda particolarmente forte per Serie 5 (+25%), X2 (+33%) e i modelli elettrici i5, iX2 e iX1. La divisione BMW M ha invece scritto l'ennesima pagina della sua storia commerciale: 213.449 vetture consegnate, il 14° record annuale consecutivo, con M2 Coupé e famiglia M3 come modelli più venduti. Per la prima volta, una BMW su dieci era un modello M.

Mini ha vissuto un anno decisamente positivo, con 288.278 consegne (+17,7% rispetto alle 244.925 del 2024), trascinate principalmente dal Countryman, che da solo ha rappresentato oltre il 32% del volume totale del brand. Rolls-Royce si è mantenuta sui livelli dell'anno precedente con 5.664 vetture consegnate (-0,8%), con Cullinan e Spectre come modelli più richiesti. BMW Motorrad ha consegnato 202.563 moto (-3,7%), quarto anno consecutivo sopra le 200.000 unità nonostante un mercato globale in contrazione.

Elettrificazione: in Europa 4 auto su 10 erano già elettrificate

Il capitolo elettrico è probabilmente quello più rilevante dal punto di vista strategico. A livello globale, il BMW Group ha venduto 442.056 veicoli 100% elettrici nel 2025, con una crescita del 3,6% rispetto all'anno precedente, circa una vettura su sei dell'intera produzione del gruppo. Se si aggiungono i plug-in hybrid, il totale dei veicoli elettrificati sale a 642.071 unità, pari a circa il 26% delle vendite globali.

Il dato europeo è ancora più significativo: nel Vecchio Continente, il 40% delle vetture vendute dal BMW Group era già elettrificato, tra BEV e PHEV. Un risultato che il gruppo ha ottenuto senza ricorrere a meccanismi di pooling con altri costruttori o a distribuzioni temporali delle emissioni su più anni — elementi che molti competitor hanno invece utilizzato per rispettare i target UE. Le emissioni medie della flotta europea si sono attestate a 90 grammi di CO₂ per chilometro, al di sotto dei limiti regolamentari.

Particolarmente significativo il percorso di Mini verso l'elettrico: il brand ha consegnato per la prima volta nella sua storia oltre 100.000 vetture completamente elettriche in un singolo anno, con i modelli a zero emissioni che hanno rappresentato oltre il 36% delle vendite totali.

Nel corso del 2025, il BMW Group ha raggiunto due traguardi simbolici: a giugno la consegna del milionesimo e mezzo veicolo 100% elettrico dalla nascita del brand i, ad agosto la consegna del tre milionesimo veicolo elettrificato complessivo (BEV + PHEV). Il prossimo traguardo: il due milionesimo BEV in assoluto, è atteso nel 2026.

Dividendo stabile e riacquisto azioni: i segnali agli azionisti

Il consiglio di amministrazione proporrà all'assemblea generale del 13 maggio 2026 un dividendo di 4,40 euro per azione ordinaria (contro i 4,30 del 2024) e di 4,42 euro per azione privilegiata (contro i 4,32), con un payout ratio del 36,6% (nella parte alta del range obiettivo del 30-40%). Nello stesso giorno, il board proporrà anche la conversione 1:1 di tutte le azioni privilegiate in azioni ordinarie con diritto di voto, senza oneri aggiuntivi per gli azionisti.

Sul fronte del riacquisto titoli, l'assemblea del 2025 aveva già autorizzato il board ad acquistare fino al 10% del capitale nell'arco di cinque anni. A dicembre 2025 era già stata completata la prima tranche da 750 milioni di euro, nell'ambito di un programma complessivo fino a 2 miliardi da completarsi entro aprile 2027.

Le prospettive per il 2026: dazi ancora in agguato, ma la Neue Klasse è già in moto

Per il 2026, il BMW Group si aspetta un anno di consolidamento piuttosto che di crescita. Le consegne globali sono previste in linea con il 2025, con potenziale di crescita in Europa e negli Stati Uniti e stabilità in Cina. Il margine EBIT del segmento automotive è atteso tra il 4 e il 6%, penalizzato da circa 1,25 punti percentuali di impatto tariffario aggiuntivo rispetto al 2025, a cui si aggiungono effetti negativi da valute, materie prime e ammortamenti crescenti. L'utile ante imposte del gruppo è previsto in moderato calo rispetto al 2026.

Sul fronte prodotti, la grande novità dell'anno è già in corso: la BMW iX3, primo modello della piattaforma Neue Klasse, è entrata in produzione nello stabilimento di Debrecen (Ungheria) con una domanda che, secondo il CEO Oliver Zipse, sta superando significativamente le aspettative iniziali, al punto che la fabbrica ungherese sta già lavorando su due turni. La prossima settimana sarà svelata la BMW i3, prima variante della nuova generazione della Serie 3 e, entro fine 2026, il portafoglio BEV del gruppo raggiungerà i 20 modelli complessivi su tutti i brand.

Argomenti

Ultime da News

Pubblicità