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Il futuro della produzione automobilistica passa sempre più dall’intelligenza artificiale integrata con robotica avanzata. BMW Group ha appena annunciato infatti il debutto in Europa di Aeon, un robot umanoide sviluppato in collaborazione con la svizzera Hexagon Robotics che punta ad affiancare gli operatori nello stabilimento di Lipsia (Germania).
Aeon raggiunge 1,65 metri di altezza, pesa circa 60 kg e si muove su ruote con grande autonomia. Grazie a sensori avanzati, telecamere e sistemi di riconoscimento ambientale, è in grado di orientarsi nello spazio e di interagire con componenti e attrezzature industriali. Può essere equipaggiato con diverse “mani” o utensili e ha la capacità di leggere codici a barre e QR per lavorare in modo automatizzato anche senza supervisione.
Più che un semplice braccio meccanico, Aeon si integra in un ecosistema di Physical AI, in cui algoritmi intelligenti dialogano con il mondo fisico, imparano dai processi e si adattano alle situazioni quotidiane di produzione. Questo approccio consente operazioni flessibili e dinamiche, superando i limiti dei robot tradizionali.
BMW non affronta questa transizione da sola. Il progetto pilota è parte di un più ampio piano di digitalizzazione e innovazione: dalla prima sperimentazione negli Stati Uniti, dove robot umanoidi hanno già supportato la produzione di oltre 30.000 vetture, alla creazione di un “Centre of Competence for Physical AI” dedicato a standardizzare l’uso di IA e robotica in tutto il network produttivo.
Le applicazioni iniziali di Aeon includono la produzione di batterie ad alto voltaggio e la lavorazione di componenti, attività che richiedono precisione e resistenza fisica. BMW enfatizza che l’obiettivo non è eliminare posti di lavoro, ma alleggerire compiti onerosi e migliorare la sicurezza degli operatori umani. In questo senso, la robotica umanoide diventa complemento dell’automazione esistente, contribuendo a mantenere elevati standard qualitativi e competitivi.
L’introduzione di Aeon rappresenta un’anticipazione di ciò che molte case automobilistiche stanno esplorando nel mondo: l’uso di robot antropomorfi capaci di adattarsi a compiti variabili senza bisogno di infrastrutture altamente specializzate. Sebbene l’investimento sia ancora significativo (si parla di costi a sei cifre per unità), la prospettiva è quella di ottenere vantaggi in termini di efficienza, qualità e sostenibilità del lavoro.
In un mercato globale sempre più competitivo e con esigenze di innovazione costante, progetti come quello di BMW possono diventare punti di riferimento per uno che combina tecnologia all’avanguardia e responsabilità sociale, mantenendo l’uomo al centro dei processi.