BMW può bloccare la portiera se arriva un ciclista: la nuova tecnologia che evita il “dooring”

BMW può bloccare la portiera se arriva un ciclista: la nuova tecnologia che evita il “dooring”
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La nuova generazione di sistemi di sicurezza BMW introduce una funzione capace di ritardare fisicamente l'apertura della portiera in caso di rischio di collisione. Ma la vera novità è il BMW Symbiotic Drive, che prova a capire le intenzioni del guidatore anche attraverso lo sguardo. E questa volta non siamo davanti a una semplice indiscrezione: le tecnologie sono state annunciate ufficialmente da BMW
1 settembre 2026

Una BMW del futuro potrebbe impedirvi di aprire la portiera proprio quando state per farlo. E, allo stesso tempo, potrebbe essere molto meno incline a correggervi il volante quando state guidando volontariamente in una determinata direzione. È il curioso paradosso alla base della nuova generazione di sistemi di assistenza alla guida BMW, sviluppata per la Neue Klasse e introdotta a partire dalla nuova BMW iX3. La notizia riportata dalla stampa francese non nasce però da una semplice interpretazione giornalistica. BMW ha annunciato ufficialmente queste funzioni con un comunicato stampa diffuso il 27 agosto 2026, nel quale descrive sia il nuovo sistema di protezione contro il dooring sia la filosofia BMW Symbiotic Drive.

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La BMW che può impedire di aprire la portiera

La funzione più curiosa è anche quella più facile da comprendere. Quando la vettura è parcheggiata, i radar lateralicontrollano continuamente ciò che accade attorno all'auto. Se viene rilevato un veicolo, un ciclista o un altro utente della strada che si sta avvicinando e viene calcolato un rischio di collisione, la serratura elettronica può ritardare l'apertura della portiera. Non si tratta quindi soltanto del tradizionale avviso luminoso nello specchietto o di un segnale acustico. In presenza di un pericolo, la macchina può intervenire direttamente sull'azione del conducente o del passeggero, mantenendo la portiera chiusa fino a quando il rischio non è passato. È una soluzione pensata soprattutto per prevenire i cosiddetti incidenti da dooring, particolarmente pericolosi per chi viaggia in bicicletta.

Nel comunicato BMW viene citato un dato del GDV, l'associazione tedesca degli assicuratori: a Berlino nel 2024 sono stati registrati 392 incidenti legati all'apertura delle portiere, pari a circa l'8% degli incidenti che hanno coinvolto ciclisti nella capitale tedesca. La nuova funzione di Exit Warning della Neue Klasse rappresenta quindi un passaggio importante: l'assistenza non si limita più a dire al conducente che esiste un pericolo, ma può intervenire materialmente per evitare che una decisione apparentemente banale provochi una collisione. La parte più interessante della strategia BMW, però, riguarda ciò che accade mentre si guida. Il costruttore ha chiamato questa filosofia BMW Symbiotic Drive e l'obiettivo è apparentemente contraddittorio: rendere le assistenze più efficaci quando servono e meno invasive quando non servono. Per riuscirci, la vettura non osserva soltanto la strada.

Cerca anche di interpretare le intenzioni del conducente. BMW spiega che il sistema considera diversi elementi: l'azione sul volante, l'utilizzo dell'indicatore di direzione e perfino la direzione dello sguardo. Un esempio riguarda il Lane Keeping Assistant. Immaginiamo che il conducente attraversi leggermente la linea di corsia senza utilizzare la freccia. Un sistema tradizionale potrebbe interpretare il comportamento come un errore e reagire con un avviso o con una correzione dello sterzo. La nuova logica BMW cerca invece di capire se quella manovra sia stata intenzionale. Se il guidatore sta controllando l'angolo cieco con uno sguardo sopra la spalla, ha effettuato un movimento volontario del volante e non esiste un rischio concreto di collisione o di uscita di strada, l'assistenza può decidere di rimanere in secondo piano. BMW descrive dunque un sistema che cerca di distinguere meglio tra errore umano e manovra deliberata.

Non è solo marketing: il problema delle ADAS troppo invasive esiste davvero

Qui entra in gioco un secondo elemento, che non proviene direttamente da BMW ma che aiuta a capire perché il costruttore stia investendo su questa filosofia. Negli ultimi anni le ADAS sono diventate sempre più numerose, anche per effetto della normativa europea GSR2, che ha reso obbligatori diversi sistemi di assistenza sulle nuove automobili. Il problema è che un sistema di sicurezza è utile soltanto se il conducente si fida di lui. Se invece gli avvisi sono troppo frequenti, oppure il sistema interpreta male una situazione, il rischio è che l'automobilista inizi a ignorarli o, quando possibile, scelga di disattivare la funzione.

Un'indagine condotta da Thatcham Research nel 2026 sui sistemi di Intelligent Speed Assistance ha evidenziato proprio questo problema. L'organizzazione britannica ha confrontato tre vetture e ha utilizzato un metodo di valutazione basato sui singoli cambi di limite di velocità, anziché soltanto sulla distanza complessivamente percorsa. Con questo approccio, la precisione risultava sensibilmente inferiore rispetto a quella richiesta dalle procedure di omologazione europee: la MG ZS, per esempio, arrivava al 74,3% di accuratezza, mentre la BMW i5 raggiungeva il 90,3%. Il dato è interessante perché spiega uno dei problemi centrali delle moderne assistenze alla guida: non basta che la tecnologia sia capace di intervenire. Deve anche sapere quando non intervenire.

C'è però un'altra ricerca che completa il quadro. Lo studio 2026 Future Vehicle Planner di AutoPacific, condotto su oltre 19.000 automobilisti intenzionati ad acquistare una nuova vettura nei tre anni successivi, mostra che gli utenti non sono affatto contrari alle tecnologie di assistenza. Anzi, tra coloro che utilizzano già sistemi avanzati, il 91% dichiara di essere soddisfatto della facilità d'uso e l'89% della loro affidabilità. Il problema, quindi, non sembra essere l'esistenza delle ADAS, ma la loro capacità di comportarsi in modo coerente con ciò che il conducente sta facendo. Ed è proprio qui che la strategia BMW diventa interessante. La Neue Klasse non punta semplicemente ad aggiungere altre funzioni, ma a modificare il modo in cui l'auto decide di utilizzarle. La vettura può essere molto più autoritaria davanti a un pericolo evidente, come un ciclista che sta per essere colpito dalla portiera, e contemporaneamente molto più discreta quando riconosce una manovra volontaria.

Dalla portiera al volante: quando l'auto interviene davvero

Il blocco della portiera è soltanto uno degli esempi della nuova filosofia. BMW dichiara infatti che la generazione di sistemi di sicurezza attiva della Neue Klasse comprende anche funzioni capaci di sterzare automaticamente attorno a un ostacolo, effettuare una frenata d'emergenza o arrestare la vettura quando il sistema rileva che il conducente non è più in condizioni di guidare. C'è anche una funzione pensata per gli errori tra acceleratore e freno: a velocità inferiori a 2 km/h, se viene rilevato un ostacolo a meno di un metro e il pedale dell'acceleratore viene premuto con una rapidità e una forza anomale, la vettura può intervenire frenando fino all'arresto.

La nuova BMW iX3 è stata inoltre una delle prime vetture a essere sottoposta ai protocolli Euro NCAP profondamente aggiornati nel 2026 e ha ottenuto cinque stelle nei test di sicurezza. BMW prevede poi di estendere progressivamente queste tecnologie ad altri modelli della Neue Klasse, tra cui BMW i3, X5 e Serie 7. Il messaggio, insomma, è abbastanza chiaro. Le nuove assistenze BMW non vogliono necessariamente fare di più in ogni momento: vogliono intervenire meglio. Una differenza importante, perché la prossima evoluzione degli ADAS potrebbe non essere rappresentata dal numero di funzioni disponibili, ma dalla capacità dell'auto di capire quando il suo intervento è davvero necessario.

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