BYD, la guida assistita taglia gli incidenti gravi a un sesto: i numeri di 3 milioni di auto

BYD, la guida assistita taglia gli incidenti gravi a un sesto: i numeri di 3 milioni di auto
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Sul palco della Intelligent Connected Vehicle Conference di Shanghai, BYD apre la cassaforte dei dati raccolti dalla flotta dotata di God's Eye. E il 28 maggio prepara l'evento che potrebbe ridisegnare la mappa della guida intelligente in Cina.
25 maggio 2026

C'è un numero, uno solo, che vale tutta la conferenza. Un sesto. È la quota a cui scendono gli incidenti gravi registrati dalle auto BYD quando la guida assistita è attiva, rispetto alla media degli stessi modelli condotti dal solo guidatore umano. Il metro di misura è quello che pesa davvero, perché conta gli incidenti con apertura degli airbag ogni dieci milioni di chilometri percorsi. Non un dato di marketing, ma il termometro con cui il settore misura la sicurezza reale di una flotta.

A snocciolare la cifra è stato Yang Dongsheng, vicepresidente del colosso di Shenzhen e direttore dell'Automotive New Technology Research Institute, sul palco della tredicesima edizione della Intelligent Connected Vehicle Technology Annual Conference andata in scena a Shanghai il 21 maggio. Il contesto non è casuale. Nel giro di pochi giorni, il 28 maggio, BYD ospiterà un evento dedicato proprio alla strategia sulla guida intelligente, attorno al quale si stanno moltiplicando le indiscrezioni su un nuovo capitolo del sistema God's Eye e sulla sua estensione a un parco vetture ancora più ampio.

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La scala dei numeri: 60 modelli, quasi 3 milioni di auto

La forza dei dati presentati a Shanghai sta nella scala. Quasi tre milioni di vetture in strada, distribuite su oltre sessanta modelli, hanno alimentato il dataset che porta a quel famoso un sesto. BYD ha avviato il piano di estensione dei sistemi di assistenza alla guida di livello 2 all'inizio del 2025, dichiarando di averli portati a bordo di quasi tutta la gamma destinata ai clienti privati. Un'operazione che ha generato due statistiche di utilizzo significative: il navigation assisted driving viene attivato in oltre il cinquanta per cento dei viaggi, mentre l'assistenza al parcheggio sale a un'adozione vicina all'ottantasei per cento. Tradotto, significa che gli automobilisti cinesi non temono più di delegare al software l'incastro tra due paletti o l'uscita da un garage stretto. Il programma di garanzia introdotto a luglio 2025 sul sistema di parcheggio ha probabilmente contribuito a sciogliere le ultime diffidenze, perché BYD copre direttamente i rischi residui. E i risultati sembrano confortare la scelta: i graffi e gli urti minori durante le manovre, sempre secondo i dati interni, scendono a circa un cinquantesimo rispetto al parcheggio gestito interamente dall'uomo.

Tecnologia al servizio della sicurezza alla guida
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Xuanji, il sistema nervoso che tiene tutto insieme

Cuore tecnico dell'operazione è l'architettura Xuanji, la piattaforma che fonde in un unico organismo l'elettronica di bordo e il powertrain. Non un dettaglio per addetti ai lavori, perché è proprio questa integrazione a permettere ai motori elettrici e al telaio di reagire come un'unica entità. Yang ha citato la capacità del sistema di stabilizzare il veicolo in 200 millisecondi, una finestra temporale impercettibile per il guidatore ma sufficiente al software per orchestrare la risposta di motori e sospensioni in caso di emergenza. Sul piano dello sviluppo, BYD sostiene di iterare gli algoritmi ogni tre giorni, alimentando il proprio cloud con circa 190 milioni di chilometri di guida al giorno generati dalla flotta. Su questa montagna di dati lavorano modelli del mondo simulati e tecniche di reinforcement learning pensate per addestrare le auto a riconoscere gli scenari rari, quelli che statisticamente capitano una volta su un milione e che in autostrada possono fare la differenza tra un viaggio normale e un titolo di cronaca.

BYD Atto 2 DM-i
BYD Atto 2 DM-i BYD

Test estremi e occhi che vedono il vuoto

Nella presentazione hanno trovato spazio anche le prove al limite. Scoppi di pneumatico ad alta velocità, fondi viscidi, neve, pioggia battente: la dotazione di AI fisica a bordo si occupa della guida predittiva e delle contromisure difensive, lavorando in tandem con la rete di sensori. BYD afferma di aver superato gli stress test sullo scoppio gomma oltre i 200 km/h, con il veicolo mantenuto in traiettoria attraverso il coordinamento istantaneo di motori e telaio. Sul fronte del parcheggio, il sistema combina la visual occupancy network con il rilevamento da lidar, una doppia mappatura che serve a riconoscere anche gli ostacoli sospesi o le cavità del terreno, classici punti ciechi dei radar tradizionali. Il tutto viene messo alla prova in piste di collaudo dedicate, dove convivono simulazione digitale e crash test reali.

Il prodotto che arriva: Atto 3 e Seal 08 con la nuova grammatica

I dati di Shanghai non restano sospesi nel laboratorio. Si traducono in fretta in lamiera e listini. La BYD Atto 3 aggiornata, lanciata in Cina proprio in questi giorni, porta in dote 120 km di autonomia in più secondo il ciclo CLTC e l'innesco della Flash Charging, con un prezzo di partenza intorno ai sedicimila e seicento dollari. Subito dietro c'è la Seal 08, l'attesa berlina ammiraglia in arrivo nel secondo trimestre, che metterà in pista lo sterzo posteriore abbinato alla ricarica fulminea. Sul fronte commerciale, ad aprile 2026 BYD ha consegnato 314.100 vetture elettrificate nel mondo, con un rimbalzo del 6,2 per cento rispetto a marzo ma una flessione del 15,7 per cento sul confronto annuale. Numeri che fotografano un'azienda chiamata a difendere la quota globale proprio mentre prova a riscrivere lo standard della guida intelligente cinese. L'evento del 28 maggio dirà quanto in alto BYD ha deciso di posizionare l'asticella.

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