Carburanti ancora in salita, il governo prepara una nuova proroga del taglio accise

Carburanti ancora in salita, il governo prepara una nuova proroga del taglio accise
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Benzina e diesel continuano ad aumentare mentre si avvicina la scadenza dello sconto fiscale prevista per il 22 maggio. L’esecutivo lavora a una nuova proroga per contenere i rincari ed evitare tensioni con il settore dell’autotrasporto, ma resta il nodo delle coperture economiche.
20 maggio 2026

I prezzi dei carburanti continuano a salire e il governo si prepara a intervenire ancora una volta sul fronte delle accise. A pochi giorni dalla scadenza dell’attuale sconto fiscale, fissata al 22 maggio, l’esecutivo starebbe lavorando a una nuova proroga della misura per limitare l’impatto dei rincari su famiglie, imprese e trasporti.

Secondo la rilevazione del 20 maggio di Staffetta Quotidiana, la benzina self service sulla rete ordinaria ha raggiunto quota 1,961 euro al litro, in aumento di un centesimo rispetto al giorno precedente, mentre il gasolio è salito a 1,980 euro al litro. Anche in autostrada i prezzi restano elevati: la verde self supera i 2,04 euro al litro, mentre il diesel viaggia attorno a 2,07 euro.

Sul fronte dei listini, Eni e Tamoil hanno aumentato di 2 centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina, mentre Q8 ha ridotto di un centesimo il diesel. Nel dettaglio, le medie nazionali elaborate sulla base dei dati comunicati al Mimit indicano la benzina self a 1,953 euro/litro e il diesel self a 1,980 euro/litro. Al servito, invece, la benzina raggiunge i 2,088 euro/litro e il gasolio i 2,119 euro/litro.

Tra i principali marchi, Eni propone la benzina self a 1,965 euro/litro e il diesel a 1,987 euro, IP rispettivamente a 1,960 e 1,998 euro, Q8 a 1,955 e 1,979 euro, mentre Tamoil si attesta a 1,954 euro per la verde e 1,968 euro per il diesel.

In questo contesto, il tema della proroga del taglio delle accise è tornato centrale. Attualmente lo sconto in vigore vale circa 6,1 centesimi al litro sulla benzina e 24,4 centesimi sul gasolio considerando anche l’Iva. Senza un nuovo intervento, i prezzi rischierebbero di superare rapidamente la soglia psicologica dei 2 euro al litro per la benzina e dei 2,20 euro per il diesel.

Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore, il Consiglio dei Ministri previsto per venerdì dovrebbe affrontare proprio il rinnovo della misura. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che il governo sta lavorando alle coperture finanziarie necessarie, definendo probabile una proroga dello sconto. Sulla stessa linea anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha parlato apertamente della necessità di proseguire con il taglio delle accise contro il caro carburante.

Uno degli obiettivi sarebbe anche quello di evitare lo sciopero degli autotrasportatori annunciato per la prossima settimana. Tuttavia, il principale ostacolo resta economico: trovare le risorse necessarie per sostenere una misura che, secondo il Codacons, è già costata circa 1,3 miliardi di euro dal 18 marzo a oggi, pari a circa 20 milioni di euro al giorno.

L’associazione dei consumatori ha stimato che una proroga fino al 12 giugno richiederebbe ulteriori 340 milioni di euro. In assenza di rinnovo, secondo il Codacons, un pieno di diesel potrebbe costare oltre 12 euro in più rispetto ai prezzi attuali, mentre per la benzina l’aggravio sarebbe di circa 3 euro a rifornimento.

La sensazione è che il taglio delle accise, nato come misura straordinaria legata alla crisi energetica e alle tensioni internazionali, stia diventando ormai uno strumento strutturale per contenere i prezzi alla pompa. Resta però aperto il dibattito sulla sostenibilità economica di un intervento che continua a pesare in modo significativo sui conti pubblici.

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