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La Formula 1 sbarca in Nord America prima che abbia inizio la tournée europea, ma dimenticatevi il caldo asfissiante e il sole splendente della tradizionale collocazione di giugno. Il Gran Premio del Canada 2026 apre i battenti con una veste totalmente rinnovata, a partire dal calendario. Anticipata a maggio per esigenze di logistica e sostenibilità, la tappa di Montreal si presenta come una delle sfide più ambiziose mai affrontate dagli organizzatori di Bell GPCanada. Una corsa contro il tempo e contro gli elementi, raccontata con orgoglio e un pizzico di sollievo dal CEO Jean-Philippe Paradis e dalla COO Sandrine Garneau.
Il primo, vero avversario del weekend non è stato il cronometro, ma l’inverno canadese. Spostare la gara di tre settimane indietro dalla tradizionale allocazione a metà giugno ha significato lavorare in condizioni nordeuropee, con temperature polari e tempeste di ghiaccio che si sono protratte fino a inizio maggio. "È stato un inverno lunghissimo e freddo in Canada, e le nostre squadre hanno lavorato instancabilmente per riuscire a completare le strutture", ha ammesso Sandrine Garneau. Per dare un'idea della complessità logistica, la manager ha rivelato un retroscena incredibile: "C'erano persone con i cannelli termici per riuscire a sciogliere il ghiaccio e permettere il fissaggio delle strutture per le hospitality dei team e per il paddock". Un lavoro titanico, iniziato già in autunno per anticipare il montaggio delle impalcature, che ha permesso di consegnare un circuito perfettamente ottimizzato a pochi giorni dal via. Oggi l'isola di Notre-Dame respira l'aria della primavera, con gli alberi da frutto in fiore, pronta a accogliere il pubblico delle grandi occasioni.
Dal punto di vista sportivo, il palinsesto del fine settimana è il più ricco di sempre. La grande novità è il debutto assoluto del format Sprint a Montreal. Un inseguimento iniziato nel lontano 2020, quando il Circuit Gilles Villeneuve avrebbe dovuto battezzare la primissima storica gara breve della Formula 1, prima che la pandemia cancellasse l'evento. Sei anni dopo, la promessa è mantenuta. "I tifosi a Montreal vogliono vedere di più i migliori piloti del mondo", ha spiegato Jean-Philippe Paradis. "In pratica prendi una sessione di prove libere e la trasformi in due grandi momenti competitivi, ovvero la qualifica per la Sprint e la Sprint stessa. Questo crea un enorme fermento nella nostra città, perché mette in mostra il meglio del meglio". Il sabato diventa così una giornata d'azione totale, arricchita dalla F1 Academy e dal debutto a sorpresa della Formula 2, inserita all'ultimo minuto in calendario dopo le cancellazioni dei round del Bahrain e dell’Arabia Saudita per la crisi in Medio Oriente.
L’espansione della Formula 1 negli Stati Uniti, guidata dai palcoscenici scintillanti di Las Vegas e Miami, ha inevitabilmente spostato i parametri di riferimento per i circuiti storici. Liberty Media spinge per eventi che siano intrattenimento a 360 gradi, e Montreal ha risposto alzando l'asticella, pur mantenendo la propria identità culturale e geografica. "La Formula 1 ci ha messo molta pressione per assicurarci di rimanere un evento di primo livello", ha confermato Garneau. "Quando si parla di Las Vegas, dell'intrattenimento e delle cose che fanno laggiù, è evidente che Vegas sia uno spettacolo gigantesco. Anche Miami fa un lavoro straordinario. Ma noi a Montreal abbiamo il vantaggio di essere vicini alla città e di essere una gara storica”. La risposta canadese si materializza in una gigantesca piattaforma da 80.000 piedi quadrati costruita sul lago per ospitare concerti di talenti locali del calibro di Simple Plan e Bryan Adams, utile anche a scaglionare il deflusso del pubblico verso l'unica linea della metropolitana. Parallelamente, le storiche Elite Suites sul rettilineo di partenza sono diventate strutture a due piani con pareti rigide e climatizzazione, pronte a proteggere gli ospiti dalle repentine oscillazioni del meteo locale.
A sollevare più di un interrogativo alla vigilia era stata però la concomitanza strategica con altri colossi dello sport. Il posizionamento a fine maggio ha inserito il GP del Canada nella stessa finestra temporale della leggendaria 500 Miglia di Indianapolis, oltre a collocarlo a ridosso dei Mondiali di calcio che il paese ospiterà a breve. Un incrocio pericoloso che inizialmente ha spaventato gli organizzatori, soprattutto sul fronte della copertura mediatica, ma i numeri hanno subito smentito i timori. "Quando è uscito il calendario per la prima volta, Indy è stata un elemento che abbiamo guardato con attenzione", ha confessato Garneau. "Eravamo preoccupati soprattutto che la nostra copertura mediatica potesse essere penalizzata dalla Indy. Fortunatamente, siamo felici di poter dire che finora ci sono molti più media in arrivo in Canada per questo GP di quanti ne abbiamo visti negli ultimi anni". Anche la potenziale collisione commerciale con la FIFA per la Coppa del Mondo, che vedrà Toronto tra le città ospitanti insieme a Stati Uniti e Messico, non ha scalfito l'appeal della Formula 1 a Montreal. "Dal punto di vista della FIFA, l'evento si terrà a Toronto. Noi come promotori non abbiamo riscontrato alcun impatto", ha precisato la COO. "Per i tifosi è stato talmente difficile trovare i biglietti per la FIFA che non abbiamo visto ripercussioni sulla nostra biglietteria".
Anzi, la convivenza ravvicinata con il Mondiale di calcio promette di lanciare la Formula 1 verso un 2027 ancora più redditizio sul piano degli sponsor e degli investimenti aziendali. Jean-Philippe Paradis ha analizzato lo scenario con una chiara visione di business: "È vero che se sei un'azienda e vuoi fare attivazione quest'anno hai molte scelte. C'è la FIFA, ovviamente, che rappresenta una novità. Ci si può aspettare che le grandi aziende abbiano aumentato il loro budget complessivo proprio perché la FIFA arriva in Nord America. Abbiamo avvertito implicazioni o impatti negativi su dollari che venivano dirottati altrove? Sinceramente no. Ciò che mi rassicura è che se queste aziende manterranno alti i loro livelli di investimento, come hanno fatto quest'anno, l'anno prossimo penso che ci saranno grandi cose per la F1. La FIFA non ci sarà l'anno prossimo, mentre noi sì. Non vedo l'ora di costruire su queste basi".
Montreal si avvia così a registrare un nuovo primato di pubblico, avendo già venduto tutte le tribune e le aree hospitality. "Al momento siamo proiettati verso un altro record quest'anno", ha confermato Garneau, precisando che i pochissimi biglietti rimasti riguardano esclusivamente il prato. Anche i timori di una concorrenza commerciale interna sono stati spazzati via dall'enorme ritorno di interesse degli sponsor globali che quest'anno attiveranno importanti campagne direttamente sul circuito. Il mercato americano è in una fase di crescita dirompente e, come sintetizzato perfettamente dai promoter, non si tratta di una guerra intestina ma di una spinta sinergica: "Miami fa un lavoro eccezionale, ha quell'atmosfera tipica di Miami. Las Vegas è un immenso spettacolo. Il Texas è il Texas. Ma il Canada è il Canada".