Carburanti, il taglio delle accise prorogato fino al 1° maggio: stanziati 500 milioni di euro

Carburanti, il taglio delle accise prorogato fino al 1° maggio: stanziati 500 milioni di euro
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Il Consiglio dei ministri ha prorogato lo sconto sulle accise di benzina e diesel fino al 1° maggio, con una copertura da 500 milioni di euro. Giorgetti non nasconde la preoccupazione per l'evoluzione della guerra in Iran e apre alla possibilità di sforare il limite del 3% di deficit.
3 aprile 2026

Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga del taglio delle accise su benzina e diesel, originariamente in scadenza il 7 aprile, fino al 1° maggio 2026. Il provvedimento rientra in un decreto con "disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali", varato in risposta alle tensioni sui mercati energetici legate al conflitto in Iran.

La copertura finanziaria del taglio delle accise ammonta a 500 milioni di euro, come spiegato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa: 200 milioni derivano dall'autocopertura generata dall'incremento del gettito IVA, mentre i restanti 300 milioni provengono da risorse ETS non ancora utilizzate.

La premier Giorgia Meloni ha definito il provvedimento "una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata", precisando che "il quadro resta complesso" e che il governo continuerà a monitorare l'evoluzione dello scenario internazionale "a lavorare su ogni intervento necessario a proteggere famiglie, imprese e lavoro".

Oltre alla proroga del taglio delle accise sui carburanti, il decreto contiene altri interventi. Viene esteso alle aziende agricole il taglio delle imposte del 20% già adottato per il settore della pesca. Il provvedimento recepisce inoltre l'accordo con le associazioni di categoria su Transizione 5.0 e prevede un intervento su Simest - la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti per l'internazionalizzazione delle imprese - a favore delle aziende orientate all'export.

Giorgetti apre allo sforamento del 3% di deficit

La nota più rilevante sul piano macroeconomico arriva sempre da Giorgetti, che non ha nascosto la preoccupazione per gli scenari futuri. Se la guerra in Iran dovesse prolungarsi, il ministro apre alla possibilità di ricorrere alla clausola di deroga prevista dal nuovo regolamento europeo di governance economica per sforare il limite del 3% del rapporto deficit/PIL

"Il quadro che è stato rappresentato è un quadro oggettivamente preoccupante per le ricadute economiche", ha aggiunto il ministro. "Tutti correlano alla durata del conflitto le misure da assumere. Il tema della durata produrrà conseguenze sia sulla politica monetaria sia sulla politica fiscale dei diversi Paesi. Chi più chi meno, credo che tutto il globo ne sia colpito."

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