Stop allo sconto sulle accise: da oggi fare il pieno costa fino a 3 euro in più

Stop allo sconto sulle accise: da oggi fare il pieno costa fino a 3 euro in più
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Scade il taglio temporaneo delle accise sui carburanti introdotto dal Governo per contenere i rincari legati all'impennata del petrolio. Da oggi benzina e diesel tornano ai livelli fiscali ordinari e per gli automobilisti il conto alla pompa aumenta di circa 6,1 centesimi al litro, con un pieno che può costare fino a 3 euro in più
3 luglio 2026

Brutte notizie per gli automobilisti italiani. Con la scadenza della proroga del taglio delle accise sui carburanti, da oggi benzina e diesel tornano a costare di più. Il Governo ha deciso di non rinnovare la misura che negli ultimi mesi aveva alleggerito il prezzo alla pompa grazie all'utilizzo dell'extragettito IVA generato dall'aumento delle quotazioni del petrolio. Il risultato è un rincaro immediato di circa 6,1 centesimi al litro IVA inclusa, che si traduce in un aumento di circa 3 euro per un pieno da 50 litri.

Il taglio delle accise era stato introdotto a marzo 2026 come misura straordinaria per contrastare gli effetti dell'impennata dei prezzi energetici causata dalle tensioni geopolitiche internazionali. Nel corso dei mesi il provvedimento è stato prorogato più volte, fino all'ultima estensione valida dal 7 giugno al 3 luglio 2026. Durante questo periodo lo sconto era stato fissato a 5 centesimi al litro sia per benzina sia per gasolio, pari a circa 6,1 centesimi considerando anche l'IVA. Con la scadenza della misura, le accise ritornano ai livelli ordinari e i listini alla pompa sono destinati a riflettere integralmente il venir meno dello sconto fiscale. Il prezzo medio della benzina self service supera nuovamente quota 1,86 euro al litro, mentre il diesel torna vicino a 1,95 euro al litro, con valori ancora più elevati lungo la rete autostradale.

L'aumento può sembrare contenuto se osservato sul singolo litro, ma diventa più evidente al momento del rifornimento. Per un'auto con un serbatoio da 50 litri il rincaro è di poco superiore ai 3 euro, mentre chi percorre molti chilometri o possiede veicoli commerciali dovrà mettere in conto una spesa sensibilmente maggiorenell'arco del mese. La scelta del Governo è legata anche all'andamento delle quotazioni internazionali del greggio, diminuite rispetto ai picchi registrati nelle settimane precedenti. Secondo l'esecutivo, il calo del prezzo del petrolio rende meno necessario un intervento straordinario sulle accise, mentre il Ministero delle Imprese ha invitato le compagnie petrolifere a trasferire rapidamente ai consumatori gli eventuali ribassi delle quotazioni internazionali per evitare aumenti superiori a quelli derivanti dalla sola fine dello sconto fiscale. Resta quindi da capire come evolveranno i prezzi nelle prossime settimane, soprattutto in vista delle partenze estive, periodo in cui la domanda di carburante cresce sensibilmente.

 

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