Alex Fiorio, addio grande, venerabile perfetto imperfetto, umano

Alex Fiorio, addio grande, venerabile perfetto imperfetto, umano
Pubblicità
Alex Fiorio se n’è andato. La malattia tremenda e implacabile, la decisione di rendere pubblica la sua ultima gara impossibile da vincere, un’ingiustizia che non si può correggere, l’eredità che nessuno vorrebbe, quella del genitore. E una storia personale su cui riflettere
17 agosto 2026

Ceglie Messapica, 17 Agosto. Di e su Alex Fiorio s’è detto e s’è scritto molto, un fiume sempre in piena. Eppure Alex non era tipo da stare al centro dell’attenzione. C’era stato ancora prima di conquistare il suo spazio e la sua notorietà. Ora si deve tacere per un momento e riflettere profondamente. Sulla vacuità di gloria e sconfitte, sull’infinito che sta di guardia e che ci aspetta oltre quello che siamo, su quello che mancherà e a chi, il giorno in cui ci si deve soffermare sulla scomparsa di Alex Fiorio.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Un male incurabile, la “liquidazione” in voga da troppi dei nostri giorni, il colpo al cuore per chi resta, soprattutto per chi gli era e gli stava vicino, la morte dell’anima per Cesare e Francesca che devono soffire un’eredità innaturale e insopportabile come la morte del figlio. A 61 anni e dopo mesi di una lotta che era persa in partenza, ma che non lo ha visto per questo arrendersi, se non all’inesorabilità del fatto. Qui non si parla di marche e di campionati, di risultati e di ambizioni. Si parla di un uomo.

Alex Fiorio è stato un grande. Campione di sci, campione di rally, manager di successo. L’ho incontrato una volta, di quella e da quella volta posso dire che era persona gentile, sensibile, intelligente, acuta. Sono stato suo tifoso, in delirio quando emergeva sull’élite di uno sport che non puoi raggirare, incavolato tutte le volte che c’è mancato un soffio che… quanti di noi vorrebbero accarezzare uno solo dei successi e per quello essere felici per la vita? Quanti di noi sono disposti ad accettare che un grande non deve essere per forza il più grande di tutti, sempre e per sempre?

 

Anche per questo sono triste, come lo sono tutti quelli che identificano in Alex Fiorio la storia di una grandezza al di sopra degli eventi, dei ruoli, degli almanacchi pieni di numeri e vuoti di memoria. La sua è una storia di cui si conosce fin troppo il corollario della superficialità e delle cronache affamate e mai paghe, per quelle c’è un’infinito di wiki, poco il valore dello spirito della persona, emergente, combattuta e combattente, Alex vincitore e, soltanto oggi, sconfitto.

Un abbraccio, a tutti nel calore della nostra vicinanza ai suoi cari.

Pubblicità