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Fare il pieno continua a pesare sul bilancio degli automobilisti italiani, soprattutto per chi percorre molti chilometri ogni settimana. In un contesto caratterizzato dal caro carburanti e da prezzi del gasolio ancora elevati, arrivano però nuove conferme sul fronte delle misure per contenere i rincari. Dopo l'annuncio di Eni, anche Q8 ha deciso di prorogare il proprio tetto ai prezzi di benzina e diesel fino al 31 dicembre 2026. Le due compagnie, infatti, mantengono margini di intervento legati all'evoluzione del mercato e alle condizioni di approvvigionamento.
La prima conferma è arrivata da Eni, che ha annunciato il mantenimento del price cap fino alla fine dell'anno. I valori di riferimento comunicati dalla compagnia sono attualmente pari a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 euro al litro per il diesel. Si tratta di un tetto massimo, non di un prezzo obbligatorio per ogni singolo rifornimento: dove le condizioni commerciali lo consentono, il carburante può costare anche meno.
L'azienda ha inoltre precisato che i livelli potranno essere rivalutati periodicamente, considerando le dinamiche di mercato e la disponibilità delle forniture. Anche Q8 ha confermato la proroga della misura fino al 31 dicembre 2026. In questo caso, però, il sistema resta modulare: non è stato indicato un unico prezzo massimo nazionale e le modalità applicative potranno variare in funzione dei diversi modelli operativi della rete. Q8 si riserva inoltre di adeguare l'iniziativa all'evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento.
Il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self service si è attestato intorno a 2,26 euro al litro, mentre la benzina si è posizionata poco sopra i 2 euro. In autostrada i valori medi risultano ancora più alti, con il diesel oltre 2,30 euro al litro. Le medie nazionali, naturalmente, non descrivono ogni singolo distributore: il costo effettivo cambia in base alla zona, alla tipologia di impianto e alla modalità di erogazione, self service oppure servito.
È utile ricordare anche che un tetto al prezzo non equivale necessariamente al rifornimento più conveniente: un distributore indipendente o appartenente a un'altra rete potrebbe applicare un prezzo inferiore. Per individuare le alternative più economiche si può consultare l'Osservaprezzi carburanti del MIMIT, che consente di verificare i prezzi comunicati dai gestori. In una fase in cui anche pochi centesimi al litro incidono sulla spesa complessiva, confrontare le tariffe resta una delle strategie più efficaci per risparmiare.
Le iniziative di IP e Tamoil risultavano confermate fino alla fine di ottobre, senza una proroga a dicembre già annunciata. Il quadro potrebbe quindi cambiare nei prossimi giorni, in base alle decisioni delle singole società. Le misure di contenimento dei prezzi coinvolgono una parte significativa della rete italiana, ma la durata e le condizioni non sono uniformi.
Sul fronte dei costi, Eni ha stimato in circa 700 milioni di euro l'impatto complessivo delle iniziative adottate da marzo alla fine del 2026. Resta poi aperto il tema delle accise sui carburanti e dell'eventuale intervento del Governo: la proroga dei tetti commerciali non elimina infatti il peso della componente fiscale sul prezzo finale. Per gli automobilisti, dunque, il prolungamento del price cap di Eni e Q8 è una notizia positiva, ma non risolve da solo il problema del caro carburanti. Molto dipenderà dall'andamento dei mercati energetici, dalle future decisioni delle compagnie e dalle eventuali misure pubbliche.