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Checa e Picco. Due “Macchinine” Speciali all’Italian Baja di Primavera

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È italian Baja… versione “Artugna”, prova generale del Mondiale di Settembre. Vince Galletti, davanti a Zapletal e all’asso Codeca’. Tra gli SSV è Ventura, ma c’è molta attenzione per il debutto di due Campionissimi, Carlos Checa e Franco Picco

Checa e Picco. Due “Macchinine” Speciali all’Italian Baja di Primavera

Pordenone, 20 Marzo. Itaian Baja, sinonimo e aria di Mondiale. Sin dalla… seconda edizione, cioè dopo che Edi Orioli vinse la prima nel 1993. Poiché il Campionato del Mondo Cross-Country Bajas italiano va in scena a Settembre, allora c’è una versione Primavera, per farsi le ossa e per definire meglio e subito il Campionato Italiano con una gara di lusso. È la “National” dell’Italian Baja, confidenzialmente detta Artugna dal nome dell’unica prova speciale che caratterizza l’edizione di Marzo e cui gli organizzatori di TOP, leggi Mauro Tavella, hanno voluto dedicare il “soprannome” della versione “Compact” della “classica”.

Artugna 1, Artugna 2 e Artugna 3. Tre volte l’unica Speciale di circa 30 Chilometri. Assistenza tra una prova e l’altra, cerimonia e podio dopo l’ultima. Il terreno scelto per questa edizione è diverso dalla “storia”. Meno sassi, pietre e trappole per motori, più sterrati e terreno scorrevole, per buona pace degli appassionati del “duro”. Anche la formula di “esecuzione” è cambiata. Si corre non più “frecciati”, bensì con un più consono Road Book. Questo non toglie che le strade siano segnalate, o meglio limitate, magari anche e solo per non far sbagliare troppo. Bello spettacolo, garantito, e anche una buona dose di agonismo.

Soprattutto se all’Italian Baja incrociano i “ferri” i migliori specialisti di casa nostra, affilati dalla motivazione di rincorsa ai Titoli nazionale, e se scendono anche i semidei internazionali della specialità. Se poi arrivano anche le “star”, quei personaggi che richiamano memoria e passione, allora il gioco è fatto e la riuscita è assicurata. E così è stato.

Bene, parliamo di Campionato Italiano ACI Sport Cross-Country e SSV. Nome lungo, ma sottintende una discreta gamma di veicoli e categorie. Sono le 4x4 “classiche” e le piccole, rampanti “macchinine”, gli SSV o Side by Side che dir si voglia. Che poi le piccole crescono, e magari diventano temibili, un destino di competitività, divertimento e accessibilità ormai annunciato. Il vincitore assoluto è ancora una “grossa”, e del “gestore” europeo ufficiale, ovvero la Toyota Hilux Overdrive di Federico Galletti e Daniele Fontana Sacchetti, R Team. L’Equipaggio aveva chiuso in bellezza la tormentata stagione 2020 ed è ripartito a manetta. O per meglio dire con un crescendo incontenibile visto che, alla fine della prima Artugna, in testa c’era l’Equipaggio “stranieri” composto da Miroslav Zapletal e Marek Sykora, uno ceco e l’altro slovacco, ai comandi di una Ford F150. Il secondo passaggio sul settore selettivo sancisce il duello, e il terzo, vinto da Galletti, è la giusta apoteosi. Terzi i Campioni in carica, Lorenzo Codeca’ e Mauro Toffoli, costretti a una spettacolare rimonta in conseguenza di una prima Prova non particolarmente esaltante, “solo” quinti.

Poi arrivano gli SSV, subito alle spalle del Podio delle “grosse” T1. A vincere è l’Equipaggio Amerigo Ventura e Mirko Brun con un SSV Yamaha Quaddy YXZ 1000R. Impeccabili, il Torinese accompagnato dall’”autoctono” al debutto hanno messo alle loro spalle un altro “veicolo” Yamaha, quello di Alessandro e Emiliano Tinaburri. Anche in questo caso arrivi ravvicinati e margini ridotti, buon segno di grande bagarre. E quindi vengono le sorprese.

Al terzo posto Carlos Checa e Paolo Ceci. Al settimo Franco Picco e Camillo Dal Zotto. Vediamo meglio. Checa è proprio lui, il fenomenale Campione del Mondo Superbike 2011, Ceci il vincitore di un’Africa Eco Race, Dakariano D.O.C., “coach”, “designer” di Rally e “redattore” di Road Books. Checa è un appassionato di… Italia. Da noi ha corso il Primo Rally-Raid Mondiale, il leggendario Sardegna Rally Race, da noi ha debuttato nel Motorally. E in Friuli eccolo al debutto con un Side by Side. Il 48enne catalano è e resta un fuoriclasse, che prenda in mano un manubrio o, come ora, un volante. Quindi il terzo posto non è un caso. Ovvero forse lo è, perché se al MaverickX3 di Can-Am non fosse partita la cinghia (un danno frequentissimo) la sorpresa avrebbe anche potuto essere totale. Inutile recriminare (nessuno l’ha fatto) il risultato è eccellente e… chissà che, come altri Campioni, Checa non ceda alle lusinghe di un mezzo indubbiamente divertente, competitivo e dotato di un certo fascino.

Settimi, si diceva. Picco e Dal Zotto. Franco, classe 1955, è la leggenda… bis rilanciata dalla Dakar di quest’anno, Camillo (Cami’o se non sbaglio”), è l’amico fenomenale partner di un passato del Picco “dakariano” con le 4 ruote (un precursore?) nella fattispecie una “Toyotona” verde un po’ di anni fa.

Checa e Picco si sono divertiti, e hanno messo in mostra qualità ed eclettismo. “Certo la Moto…” dice Picco, ma il commento non fa testo, soprattutto dopo che l’eroe di Yamaha e Gilera ha fatto di tutto e di più (anche con un Quad).

Paolo Ceci. “Ciao a tutti, buongiorno. È stata un’altra bellissima esperienza. Beh, questa Italian Baja è diversa, cambiata molto rispetto a quelle che ero abituato a correre in moto nei primi anni 2000. È evidente che hanno mille limitazioni. È una gara diversa anche per la navigazione, niente a vedere per esempio con la Dakar, però mi sono trovato bene subito. Con Checa, feeling immediato e ottimo. Fare da copilota a uno come Carlos è un vero piacere. Prima di tutto è una persona eccezionale. Umile, disponibile, un vero Campione. E poi vedi subito di che pasta è fatto, che capacità ha uno che è abituato a viaggiare a 300 all’ora! Per me è stato un onore. Vederlo guidare così, naturalmente come guidava la moto, preciso, pulito, efficacissimo, mai una pazzia e metodo assoluto. Spettacolo. Tanto gas, pochissime sbavature, il risultato non può essere che estremamente redditizio. Grande peccato perché nella seconda prova abbiamo rotto la cinghia. Sono saltato giù al volo e l’ho cambiata “staccando” un tempone anch’io, tre minuti e mezzo. L’ultima prova l’abbiamo vinta benissimo e abbiamo recuperato qualcosa, ma due minuti e mezzo sono rimasti… Senza quel problema credo che non ci sarebbe stata storia, ma naturalmente non c’è niente da recriminare, non serve a niente. Un bell’inizio, adesso Carlos deciderà se fare anche la Sardegna. Comunque molto, molto soddisfatto!”

 

Classifica Italian Baja: 1 Galletti – Fontana Sacchetti (Toyota Hilux Overdrive) in 1h04’40”0; 2 Zapletal – Sykora (Ford F150 Evo) a 27”; 3 Codecà – Toffoli (Suzuki Gran Vitara) a 3’07”0.
SSV: 1 Ventura – Brun (Quaddy Yamaha YXZ1000R) in 1h07’12”0; 2 Tinaburri – Tinaburri (Quaddy YXZ1000) a 1’36”0; Checa – Ceci (Can AM Maverick) a 2’41”0; 7° Picco - Dal Zotto (Polaris RZR Turbo) a 9’24”

 

© Immagini Italian Baja, ACI Sport, Ceci Media

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