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La crisi geopolitica in Medio Oriente, legata al conflitto in Iran e alle tensioni nello Stretto di Hormuz, sta producendo effetti a catena ben oltre il settore energetico tradizionale. Dopo il rialzo dei prezzi dei carburanti e le difficoltà nel mercato del bitume, ora l’allarme riguarda un elemento meno visibile ma cruciale per la mobilità quotidiana: i lubrificanti e l’olio motore. La progressiva riduzione delle materie prime necessarie alla loro produzione sta generando un contesto di forte instabilità per l’intera filiera automotive europea e globale.
Il cuore del problema risiede nelle cosiddette basi oleose, componenti fondamentali nella produzione dei lubrificanti moderni. In particolare, le basi di Gruppo III e le PAO (polialfaolefine) sono essenziali per gli oli sintetici ad alte prestazioni utilizzati nei motori di ultima generazione. Una quota significativa della produzione mondiale di queste materie prime proviene dall’area del Golfo Persico, oggi fortemente condizionata dal conflittoe dalla crisi logistica legata allo Stretto di Hormuz. Le interruzioni delle rotte commerciali e il blocco parziale delle esportazioni stanno riducendo la disponibilità globale, facendo aumentare rapidamente i prezzi. Alcune analisi di settore indicano incrementi fino al 50% e un progressivo svuotamento delle scorte in Europa già entro la fine della primavera 2026.
Le conseguenze di questa situazione non riguardano solo i prodotti premium, ma potenzialmente l’intero mercato della manutenzione automobilistica. Anche le basi meno raffinate, utilizzate per veicoli commerciali e flotte, risultano sotto pressione a causa della riallocazione delle risorse produttive verso altri segmenti industriali più redditizi. Le officine europee iniziano a segnalare difficoltà nel reperimento di alcuni lubrificanti specifici e diversi operatori del settore parlano di politiche di contingentamento delle forniture. Secondo gli analisti, la situazione potrebbe tradursi nei prossimi mesi in rincari generalizzati dei cambi olio e in una riduzione della disponibilità di alcune referenze, soprattutto per i motori moderni ad alte prestazioni. Anche se per ora non si registrano blocchi diffusi, il settore resta in una fase di forte instabilità, con un equilibrio sempre più fragile tra domanda e offerta.