Crisi nera in Volkswagen: Lamborghini e Ducati a rischio, oltre a 100.000 esuberi

Crisi nera in Volkswagen: Lamborghini e Ducati a rischio, oltre a 100.000 esuberi
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Il colosso di Wolfsburg è ingolfato dai debiti, dai dazi americani e dalla concorrenza cinese. La "cura da cavallo" del CEO Blume prevede tagli sanguinosi in Germania e la possibile rinuncia ai capolavori della Motor Valley.
30 giugno 2026

Il motore del più grande gruppo automobilistico europeo è in panne, e per evitare il grippaggio totale a Wolfsburg si preparano a sacrifici senza precedenti. Nelle ultime ore, le indiscrezioni sui mercati finanziari hanno riacceso i riflettori su uno scenario che tocca da vicino il nostro Paese: per salvare i bilanci e finanziare la transizione, Volkswagen starebbe valutando concretamente la cessione di Ducati e la quotazione in Borsa di Lamborghini, i due gioielli assoluti della Motor Valley emiliana.

I numeri che arrivano dalla Germania dipingono un quadro clinico severo. L'utile del 2025 si è quasi dimezzato, fermandosi a 6,9 miliardi di euro, mentre il debito monstre è lievitato a quota 196 miliardi. In Borsa, il titolo ha bruciato oltre il 20% del suo valore in un anno, crollando a 71,70 euro.

Ma come si è arrivati a questo punto? Il gruppo sta pagando un mix letale di fattori esterni e ritardi strategici:

  • I dazi di Donald Trump: Le politiche protezionistiche americane costano a VW circa 4 miliardi di euro l'anno.

  • L'avanzata cinese: In Cina (storicamente il bacino d'oro di VW), i costruttori locali stanno cannibalizzando le quote di mercato tedesche a suon di design accattivanti e prezzi molto più abbordabili.

  • Costi di ristrutturazione: Mantenere in piedi la complessa macchina industriale teutonica è diventato insostenibile di fronte al calo delle consegne in Nord America e Asia.

 

La "cura da cavallo": fabbriche chiuse e 100mila licenziamenti

Di fronte a questa emorragia, l'Amministratore Delegato Oliver Blume ha tirato fuori il bisturi pesante. Le indiscrezioni parlano di un piano lacrime e sangue che prevede il taglio di 100.000 posti di lavoro sui 625.000 totali a livello globale. Un sesto della forza lavoro, un numero pari quasi agli abitanti dell'intera città di Wolfsburg.

A questo si aggiungerebbe la chiusura di ben quattro storici impianti sul suolo tedesco: Hannover, Zwickau, Emden e l'impianto Audi di Neckarsulm. Parallelamente, gli investimenti per i prossimi cinque anni verranno sforbiciati del 15%, scendendo a 130 miliardi.

 

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Ducati e Lamborghini: i gioielli sul banco dei pegni

Per finanziare i licenziamenti e le riconversioni, Volkswagen ha un disperato bisogno di liquidità. Un primo segnale è arrivato in queste ore con la vendita a Bain Capital del 51% di Everllence (ex MAN Energy Solutions, specializzata in motori marini). L'operazione ha fruttato un'iniezione vitale di 7,4 miliardi di euro, dimostrando che gli asset del gruppo fanno molta gola agli investitori.

È qui che entrano in gioco i marchi italiani. Forti dell'asta milionaria appena conclusa, i vertici tedeschi stanno sfogliando la margherita:

  • Ducati: Si valuta la cessione totale del marchio di Borgo Panigale. Un'ipotesi che era già sul tavolo nel 2017, ma che all'epoca venne bloccata dal potente sindacato tedesco IG Metall. Oggi, con l'acqua alla gola, le resistenze sindacali potrebbero cedere.

  • Lamborghini: Per la casa del Toro di Sant'Agata Bolognese la strada maestra sarebbe quella dello scorporo e della quotazione in Borsa (IPO), ricalcando il modello di successo già visto con Ferrari e, più recentemente, con Porsche.

Negli Stati Uniti, il Financial Times riporta che l'interesse per i brand del lusso è altissimo, sebbene alcuni analisti frenino sulle probabilità di un'operazione immediata. Tuttavia, a Wolfsburg nulla è più considerato intoccabile. I tedeschi stanno cercando compratori anche per le divisioni PowerCo (batterie) e ADMT (guida autonoma), persino per il rilanciato marchio americano di fuoristrada Scout.

I nodi verranno al pettine a brevissimo: nelle prossime settimane il CEO Oliver Blume presenterà i suoi piani definitivi al consiglio di sorveglianza. Sarà il momento della verità per capire se il futuro di Ducati e Lamborghini parlerà ancora tedesco, o se la Motor Valley si preparerà a un nuovo, storico ribaltone azionario.

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