Bye Bye Germania, perché le case automobilistiche cinesi puntano sulla Spagna

Bye Bye Germania, perché le case automobilistiche cinesi puntano sulla Spagna
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La Spagna sta diventando il nuovo hub europeo delle auto cinesi. Tra costi più bassi, infrastrutture consolidate e dazi sulle importazioni dalla Cina, sempre più costruttori scelgono Madrid e Barcellona invece della Germania per produrre e vendere auto in Europa. Ecco perché
28 giugno 2026

Per decenni la Germania è stata considerata il cuore pulsante dell'industria automobilistica europea. È qui che sono nati alcuni dei marchi più importanti del mondo ed è sempre qui che si concentra ancora una parte significativa della produzione continentale delle quattro ruote. Eppure qualcosa sta cambiando, o meglio, è già cambiato. Sempre più case automobilistiche cinesi stanno infatti scegliendo la Spagna come base industriale per la loro espansione in Europa, ridisegnando gli equilibri del settore e rendendo questo Paese un nuovo epicentro continentale dell'automotive. Il caso più avanzato è quello di Chery, che ha siglato una partnership con il marchio spagnolo Ebro per rilanciare l'ex stabilimento Nissan di Barcellona. L'obiettivo? Avviare la produzione tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027, con una capacità prevista fino a 150.000 auto all'anno entro il 2029. Ma Chery non è sola. Anche SAIC Motor, il gruppo proprietario di MG, starebbe lavorando alla realizzazione della sua prima fabbrica europea in Galizia, mentre Geely ha rafforzato la propria presenza attraverso accordi industriali con operatori locali. Il messaggio è chiaro: la Cina non guarda più soltanto alla Germania come porta d'ingresso nel mercato europeo delle auto. La Spagna sta emergendo come una destinazione sempre più strategica per investimenti, produzione e sviluppo industriale.

Perché le case automobilistiche guardano alla Spagna

Dietro questa tendenza, ha scritto il portale Dao Insight, ci sono motivazioni economiche e industriali molto precise. La Spagna dispone già di uno dei più grandi ecosistemi automobilistici d'Europa, con una lunga tradizione manifatturiera, una rete consolidata di fornitori e infrastrutture logistiche particolarmente sviluppate. Secondo i dati dell'associazione europea ACEA, il Paese è tra i principali produttori di auto del continente, con milioni di veicoli assemblati ogni anno e decine di impianti produttivi distribuiti sul territorio. A rendere ancora più attraente la Spagna rispetto alla Germania contribuiscono costi del lavoro generalmente inferiori e una posizione geografica favorevole. I grandi porti spagnoli, da Barcellona a Valencia fino ad Algeciras, rappresentano infatti un vantaggio logistico importante per distribuire veicoli in tutta Europa e nei mercati del Mediterraneo. A questo si aggiunge il tema dei dazi. Dopo la decisione dell'Unione Europea di introdurre tariffe aggiuntive sulle auto elettriche importate dalla Cina, produrre direttamente all'interno dell'Ue è diventato molto più conveniente per i costruttori cinesi. Detto altrimenti, realizzare auto in Spagna permette di aggirare parte delle barriere commerciali, ridurre i costi di trasporto e avvicinarsi ai clienti europei. 

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La strategia della Cina passa anche dalla logistica

 

A confermare il crescente peso della Spagna arriva anche il settore della logistica. Stando a un'indiscrezione rilanciata da Bloomberg, il gruppo cinese Cosco Shipping Holdings utilizzerà principalmente per l'importazione di automobili il nuovo terminal acquisito nel porto di Tarragona, sulla costa orientale spagnola. Il progetto dovrebbe portare all’arrivo di circa 300.000 veicoli all'anno, facendo crescere il peso delle auto dal 5% al 12% dei volumi movimentati dallo scalo. Tarragona, situata a circa 100 chilometri da Barcellona, è diventata il terzo porto spagnolo controllato da Cosco dopo Valencia e Bilbao. La concessione, valida per 50 anni, prevede investimenti per circa 116 milioni di euro e comprende anche un terminal ferroviario collegato ai principali hub logistici di Saragozza e Guadalajara, oltre a connessioni dirette verso la Francia attraverso la rete ferroviaria europea. Non è un caso che la Spagna stia consolidando il proprio ruolo di hub continentale per l'automotive cinese: almeno cinque marchi della Cina hanno annunciato piani per produrre auto nel Paese o hanno già avviato attività industriali, mentre il colosso delle batterie CATL sta sviluppando un importante impianto produttivo sul territorio. E, per gli analisti di S&P Global Mobility, questa trasformazione potrebbe accelerare ulteriormente nei prossimi anni. Sia chiaro: la Germania continua a rappresentare il principale mercato automobilistico europeo e resta un punto di riferimento tecnologico e industriale. In ogni caso, quando si tratta di scegliere dove costruire nuove fabbriche e sviluppare infrastrutture logistiche, la Spagna offre oggi vantaggi che pochi altri Paesi possono garantire contemporaneamente. Per Madrid significa attrarre miliardi di euro di investimenti, creare occupazione e rafforzare il proprio ruolo nell'industria dell’auto europea. Per la Cina, invece, significa ottenere una presenza stabile all'interno dell'Unione Europea e consolidare la propria espansione nel mercato occidentale. 

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