Cosa c'è dietro al boom delle auto in Corea del Nord (e cosa c'entra la Cina)

Cosa c'è dietro al boom delle auto in Corea del Nord (e cosa c'entra la Cina)
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23 maggio 2026

In Corea del Nord, un Paese storicamente associato a strade quasi vuote e mobilità rigidamente controllata, è in corso una curiosa trasformazione. Nelle vie della capitale Pyongyang le auto sono sempre più numerose e il traffico, un tempo quasi inesistente, sta diventando una realtà quotidiana.

Il boom riguarda soprattutto principale città della nazione, dove parcheggi saturi, nuove aree di sosta e persino infrastrutture di ricarica iniziano a comparire per rispondere alla crescita improvvisa del parco circolante. A sorprendere è la composizione di questo nuovo traffico: molte delle vetture sono auto cinesi, provenienti dalla vicina Cina, che sta diventando il principale snodo di approvvigionamento automobilistico del Paese. Nonostante le sanzioni internazionali vietino formalmente l’esportazione di veicoli verso Pyongyang, la diffusione di auto Made in China e componenti suggerisce un mercato parallelo in forte espansione.

La rivoluzione automobilistica della Corea del Nord

Il fenomeno è stato documentato da Reuters attraverso immagini satellitari, testimonianze e dati commerciali che mostrano un cambiamento strutturale nella mobilità urbana della capitale nordcoreana. Secondo l’inchiesta, il traffico è aumentato al punto da generare i primi veri ingorghi e una domanda crescente di parcheggi, soprattutto vicino a hotel e mercati.

Le autorità hanno anche avviato una timida apertura alla proprietà privata: negli ultimi due anni sono state introdotte norme che permettono ai nuclei familiari di possedere un veicolo registrato, un cambiamento decisivo in un sistema tradizionalmente collettivista. Parallelamente, i dati doganali cinesi evidenziano un aumento significativo delle esportazioni verso la Corea del Nord di beni legati all’automotive: pneumatici (+88% rispetto alla media pre- pandemia, circa 193.000 unità), lubrificanti (+150%) e componenti vari.

Proprio le auto cinesi, insieme a  marchi europei presenti in modo informale, stanno ridisegnando il paesaggio urbano di Pyongyang, pur in un contesto di restrizioni internazionali. Reuters sottolinea anche come la crescita sia sostenuta da canali non ufficiali lungo il confine con la Cina, dove traffici e rivendite multiple alimentano l’arrivo dei veicoli.

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Il boom delle auto cinesi

Il boom delle auto in Corea del Nord non è solo un fenomeno urbano, ma anche geopolitico ed economico. L’apertura selettiva alla proprietà privata ha creato una nuova domanda interna che si intreccia con la dipendenza dalla Cina, oggi principale fornitore di fatto del mercato automobilistico nordcoreano.

Le auto cinesi rappresentano la quota dominante, grazie a prezzi più accessibili e a una rete di distribuzione informale che aggira le sanzioni Onu in vigore dal 2017. Alcuni osservatori stimano che il numero di vetture private possa superare le 20.000 unità nel breve periodo, con una crescita accelerata anche di veicoli elettrici e taxi urbani. Tuttavia, la rete infrastrutturale resta fragile: le colonnine di ricarica sono poche e la gestione del traffico ancora rudimentale. Il risultato è una trasformazione evidente del volto di Pyongyang, dove la presenza crescente di auto, soprattutto auto cinesi, segna un cambiamento sociale oltre che economico, e conferma il ruolo centrale della Cina nel sostenere, direttamente o indirettamente, questa nuova fase della mobilità nordcoreana.

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