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Il paddock della Formula 1 a Montreal è un concentrato di novità tecniche e tensioni di mercato. Tra lo sbarco dell’atteso pacchetto di aggiornamenti McLaren - che completa quello di Miami - e le prime, caldissime indiscrezioni sulla griglia che verrà, Andrea Stella si muove con la consueta lucidità analitica. Il Team Principal della scuderia di Woking non si nasconde dietro un dito: la stabilità interna è il vero tesoro da difendere, mentre fuori infuria la tempesta delle voci di corridoio.
Dopo la massiccia iniezione di novità introdotta a Miami, la McLaren ha completato il primo grande ciclo di evoluzione della MCL40 in Canada, portando al debutto una nuova ala anteriore e profonde modifiche alla carrozzeria. I riscontri cronometrici e i dati raccolti sono incoraggianti, ma la Mercedes, saldamente leader in questo avvio di 2026, continua a fare paura. Con quattro tappe archiviate e un distacco di 86 punti dal team di Brackley, la rincorsa si preannuncia lunghissima. "È positivo essere così impegnati, perché significa che stiamo portando in pista componenti per rendere la vettura più veloce", ha spiegato Stella analizzando il lavoro svolto nei box. "Il primo grande pacchetto era previsto per Miami, e qui in Canada abbiamo completato l'opera. Siamo contenti di ciò che abbiamo misurato in Florida e dell’impatto sulla nostra competitività. Ora stiamo completando la revisione dei test effettuati a Montreal, specialmente sull'ala anteriore. Era un aggiornamento significativo, c’è ancora del lavoro da fare per analizzarlo a fondo, ma finora siamo soddisfatti. Guardando i documenti di presentazione della FIA stamattina, si vede quanto ogni squadra stia spingendo: la lista è lunghissima per tutti. Ci vorranno alcune gare per capire come questo influenzerà i valori in campo. Il Canada in passato è sempre stato un tracciato ostico per noi, quindi per valutare la nostra reale competitività dovremo guardare ai prossimi GP, non solo a questo".
La rincorsa al vertice, tuttavia, deve fare i conti con una Mercedes che sembra aver azzeccato la quadra perfetta con i nuovi regolamenti. Ma Stella preferisce guardare il quadro generale di un campionato lunghissimo. "Vedo una stagione ancora molto lunga. Abbiamo disputato solo quattro eventi, ce ne sono almeno altri 18 davanti a noi. Sarà, come sempre, una battaglia di sviluppo. È quello che tutti dicevano alla vigilia di questo 2026. Finora la Mercedes mantiene una solida leadership e qui ha portato ulteriori aggiornamenti che sembrano funzionare bene. A Miami, anche quando non erano in testa, il problema era legato a una loro sottoottimizzazione passeggera piuttosto che a una mancanza di potenziale della macchina. Non c'è dubbio che abbiano la vettura più veloce. Dietro di loro, però, la sfida è incredibilmente interessante. Per la Formula 1 è fantastico vedere McLaren, Ferrari e Red Bull così vicine tra loro. Ovviamente il nostro obiettivo è trovare quel briciolo di prestazione in più per lanciare la sfida diretta alla Mercedes".
Se in pista si lotta sul millesimo, fuori i rumors stanno già infiammando il mercato piloti e tecnici, con voci che vedrebbero Oscar Piastri nel mirino della Red Bull e lo stesso Stella accostato alla Ferrari. Uno scenario che il manager italiano liquida con un sorriso, blindando la squadra e accogliendo a braccia aperte Gianpiero Lambiase, il cui clamoroso passaggio a Woking ha scosso il paddock. "Siamo già pienamente entrati nella Silly Season", taglia corto Stella. "Quando pensiamo a Oscar, non potremmo essere più felici. Stiamo vedendo la sua versione migliore, sia nell'abitacolo che fuori: è felice, ha una dinamica e un rapporto eccellenti con Lando, e credo che la squadra sia nella sua forma più forte da quando sono diventato Team Principal. La direzione della McLaren è chiaramente quella della massima stabilità. Per quanto mi riguarda, sono totalmente impegnato in questo progetto. Una delle cose che mi rende più orgoglioso della mia esperienza qui è che siamo riusciti a riempire la bacheca dei trofei al McLaren Technology Centre, tanto da dover creare una nuova area espositiva. La mia missione è chiarissima: dobbiamo riempire anche quella nei prossimi anni".
L'innesto di Lambiase, storico ingegnere di pista di Max Verstappen, rappresenta un colpo da maestro che ridisegna l'organigramma tecnico di Woking, un'operazione che Stella paragona ai fasti della sua passata esperienza in rosso. "Il fatto che GP abbia deciso di unirsi a noi parla da sé della credibilità del nostro team. Vogliamo assumere le migliori persone, le migliori competenze e i migliori leader in Formula 1. Ho fatto parte della Ferrari nei primi anni 2000 e so perfettamente quale livello di esperienza e leadership serva per vincere oggi e in futuro. L'ingaggio di Lambiase fa parte di questa visione: creare una leadership aggiuntiva che possa integrarsi con quella attuale per rinforzare la squadra. Ho voluto fortemente che si unisse a noi. Io stesso sono molto sotto pressione nel mio ruolo di Team Principal e ho bisogno di un forte gruppo di leader che lavori al mio fianco. Il piano è lineare, tutto il resto è speculazione da Silly Season".
Nel weekend canadese tiene banco anche la spinosa questione delle multiproprietà dei team e delle scuderie "satellite", un tema caro all'amministratore delegato Zak Brown, che ha recentemente espresso forti perplessità alla FIA. Stella ribadisce la linea dura della scuderia, invocando una totale indipendenza tra i costruttori. "La posizione espressa da Zak fa parte di un processo che vogliamo sia costruttivo e salutare, ma anche estremamente chiaro. Parliamo di un principio cardine: sarei davvero curioso di vedere se qualcuno degli stakeholder della Formula 1 non sia d'accordo sul fatto che questo debba essere un campionato tra costruttori indipendenti. Crediamo fermamente che questo principio vada applicato nella sua totalità. Dal punto di vista pratico c'è ancora molto da fare. Siamo felici di come la nostra posizione sia stata recepita, c'è un accordo filosofico di base da parte di tutti. Ora è il momento che la comunità della F1 pensi a come implementarlo pienamente, affinché l'equità nella competizione sia raggiunta e il vero spirito dei regolamenti tecnici, sportivi e finanziari venga rispettato".
Infine, uno sguardo alle discussioni tecniche sul futuro e sui nodi regolamentari legati al bilanciamento dell'energia tra motore termico ed elettrico (il discusso split 60/40), che sta complicando la delibera dei telai per la prossima stagione. "Dal punto di vista del telaio è assolutamente possibile intervenire, ci sono elementi in questa proposta che la rendono realizzabile. Si tratta di una modifica pensata per il bene dello sport. Credo che in questo momento l'interesse generale debba prevalere su quello particolare dei singoli team, ed è un'opportunità importante per la comunità della Formula 1 per assicurarsi che lo sport rimanga in una posizione di forza. Speriamo che questo processo di revisione vada a buon fine".