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Il paddock del Gran Premio del Canada bolle, non solo per il meteo sempre indecifrabile del Circuit Gilles Villeneuve, ma per una silly season che, invece di placarsi, cambia continuamente pelle. Al centro della tempesta c’è sempre la Red Bull, divisa tra la rincorsa tecnica intrapresa dopo un inizio di stagione tutt’altro che lineare e i continui rumors di mercato che toccano i suoi uomini chiave. A fare il punto della situazione è il team principal Laurent Mekies.
Il primo argomento sul tavolo è una suggestione che ha fatto tremare i muretti box nelle ultime ore: Oscar Piastri in orbita Red Bull. Mekies, tuttavia, spegne l'incendio sul nascere, blindando la propria line-up. "Onestamente, la scelta dei piloti non è una domanda che ci stiamo ponendo in questo momento. Abbiamo Max, e nessuno ha bisogno di presentarlo: ci sta trascinando fuori da un inizio di stagione abbastanza complicato. E poi c'è Isack, che sta facendo un ottimo lavoro. Ha gestito estremamente bene una vettura difficile nelle prime tre gare, restando vicinissimo a Max. A Miami ha avuto un weekend più complesso, ma qui ha ritrovato subito il giusto ritmo fin dal mattino. Siamo super felici dei due ragazzi che abbiamo al volante".
C'è poi il capitolo legato alle figure chiave della squadra, in particolare Gianpiero Lambiase, che approderà in McLaren dal 2028. Le voci sul ruolo di Team Principal si fanno sempre più insistenti, tanto che lo stesso Mekies non si tira indietro nel confermare lo scenario già delineato in Florida. "Sì, la mia idea resta quella: GP andrà in McLaren per diventare Team Principal. È quello che vi ho detto a Miami, sulla base delle conversazioni che abbiamo avuto prima che prendesse la sua decisione. Ora non chiedetemi i tempi, non sono affari miei, ma il contenuto dei nostri colloqui è questo”. A correggere il tiro Andrea Stella, che ha ribadito che Lambiase arriverà a Woking per supportarlo, non per sostituirlo.
La vera domanda, però, è se questo addio possa spingere Max Verstappen a seguire il suo storico ingegnere di pista. Mekies scuote la testa con un sorriso: "No, non sono preoccupato che Max segua GP. Ormai ci scherziamo su. Non possiamo chiedere a Max ogni settimana se rimarrà con noi. Ci dice che è felice alla Red Bull, è coinvolto in ogni decisione strategica che prendiamo, è al cuore del progetto. Spinge insieme a noi e vogliamo la stessa cosa: tornare ad avere un pacchetto più competitivo. Lui è centrale in tutto questo".
Un Verstappen che non smette mai di stupire per la sua fame di corse, tanto da aver corso la scorsa settimana la 24 Ore del Nürburgring. Una passione totalizzante che il team non ha intenzione di frenare, nonostante i comprensibili brividi sul murettto. "Avevamo un accordo – confessa Mekies divertito – ovvero che quando esagerava con i rischi, doveva nascondermi l'onboard per farci stare tutti più rilassati! Ma a parte gli scherzi, è stato spettacolare. Ha mancato la vittoria per un soffio, ma la sua velocità era incredibile. È tornato con un gran sorriso e pieno di motivazione per questo Gran Premio, ed è questo che conta. Sosteniamo sinceramente Max in quello che fa. È fantastico che sia così innamorato di questo sport a 360 gradi. Certo, quando la gara è finita e sappiamo che sta per salire sull'aereo per raggiungerci siamo un po' sollevati, ma nel complesso è un fattore molto positivo per tutti".
C'è poi la politica che guarda al futuro regolamentare. Il dibattito sullo split 60/40 tra motore termico ed elettrico per il 2027 tiene banco, così come l'introduzione del sistema ADUO (Additional Development Upgrade Opportunity). Sui rapporti di forza attuali legati ai propulsori, Mekies traccia una griglia molto chiara, che vede la Red Bull Ford Powertrains in prima linea come esordiente ma consapevole del divario da colmare. "I ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario per portarci in griglia partendo da zero, in quello che fino a pochi anni fa era solo un prato sul retro di Red Bull Racing. Detto questo, se guardiamo al distacco dai migliori, riteniamo che l'ordine gerarchico veda la Mercedes chiaramente davanti a tutti in termini di power unit, ed parliamo di ben otto vetture, un dato significativo. Dietro di loro c'è un gruppo in cui vediamo noi stessi, Ferrari e Audi. C'è un divario costante rispetto alle motorizzate Mercedes. Più staccata, invece, vediamo la Honda".
Sulle modifiche alle regole per il 2027, fortemente caldeggiate anche da Verstappen per evitare una Formula 1 troppo dipendente dalla gestione della batteria a scapito della guida pura, Mekies si dice fiducioso: "Max parla così perché ci tiene sinceramente alla Formula 1, vuole che resti il culmine del motorsport. Vuole vedere qualifiche a tavoletta, vuole che i piloti più veloci possano spingere in curva senza perdere tempo per colpa della gestione energetica. È stato ascoltato. C'è stata una fantastica apertura da parte della FIA, di F1 e di tutti i team nel dire 'sì, dobbiamo fare qualcosa'. È incoraggiante".
Infine, una battuta sulla "pantomima" andata in scena ieri fuori dall'hospitality Mercedes, con Jos Verstappen immortalato in una fitta conversazione con Toto Wolff. Un gioco psicologico per mettere pressione alla Red Bull? Mekies minimizza con grande pragmatismo: "Se devo essere sincero, per quanto possa sembrare eccitante dall'esterno, non credo ci sia una reale intenzione dietro. Se questi ragazzi vogliono fare due chiacchiere, diventa comunque una storia per i media. Parliamo continuamente con Max e con Jos, è del tutto naturale che possano parlare anche con Toto. Max ha corso con una Mercedes proprio la scorsa settimana nel GT3. Non credo proprio faccia parte di un piano strategico per mandare questo o quel messaggio".