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Dalla Corsica a Brescia in DS

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Scrivere della Citroen DS è come scrivere di una bella donna: meglio uscirci a cena. Storia di un amore nato in Corsica e arrivato in Italia

Dalla Corsica a Brescia in DS

Della Ds si scrive moltissimo, nei modi più svariati e comunque non è mai abbastanza. La Ds non lascia sazio nessuno, non è mai sufficiente il tempo che le si dedica a guardarla e si vorrebbe scoprire ad ogni nuovo scritto un inedito aneddoto. L'anniversario dei 60 anni è dunque è l'ennesimo blasonato pretesto per sognare e far sognare la Dea: e per festeggiarla ci siamo messi al volante.

Sia chiaro, per scrivere una nuova avventura DS e non per fare la passeggiatina della domenica con un esemplare da passerella che non ha mai conosciuto La Strada.

La premessa

Intimamente volevo provare che molto di ciò che si racconta della DS fosse vero. Da piccolo ricordavo le immagini della Traction che veniva spinta giù da un burrone, per poi farle riprendere la strada ancora funzionante. Bertoni che riesce a disegnare gli esecutivi sempre della Traction in 56 ore senza dormire e spedirli in America per far stampare le prime carrozzerie. Citroen era costellata di aneddoti quasi mitologici nella storia dell'auto. La Ds ne fu l'apice.

L'occasione

Passando davanti ad un benzinaio in mezzo ai monti della Corsica vedo il tetto della Ds emergere tra diverse auto abbandonate in un camposanto di vecchie glorie. Golf GTI 1°serie, Renault 11 turbo ed altre piccole chicche. Ds 20 Pallas, interni in pelle e vetri azzurrati. Vernice nera anche sul tettuccio, abbastanza patita. Il benzinaio è un brav'uomo e sta' mettendo mano ad una seconda R11 turbo con cui gareggia. Sostiene che la Ds possa ancora andare, ma dice che il semiasse destro è fuori uso e dunque non si possa viaggiare. 

Il dubbio

Il semiasse della DS è un pezzo che generalmente non cede.

L'idea

E' ovviamente quella di partire dallo sfasciacarrozze e raggiungere la Franciacorta - Brescia con la DS sulle sue ruote.

L'avventura abbia inizio!

Ci sono 40 gradi, un silenzio meraviglioso e le cromature che brillano irresistibili. Striscio tra i rottami come un rettile e raggiungiamo la Dea con batteria e cavi. I vetri chiusi e l'interno in pelle. Un ghibli bollente soffia fuori dalla portiera aperta dopo tanto tempo e l'odore di auto anni '60 mi pervade con il suo gusto unico di libertà. 

Armeggiare per far ripartire la DS ti fa sentire un personaggio da film anche se non sei nessuno e questo è appagante... Poi in questi casi devi saper parlare all'auto e quando giri la chiave devi metterti in moto con lei, è un rito d'altri tempi, meraviglioso!

La chiave è a sinistra come è elegante che sia, il pedale del gas è a paletta come solo le migliori.

Accendo il quadro, chiudo l'aria e tiro la leva del cambio con due dita. Bisogna pedalare sul gas prima che arrivi la benzina appena messa e riempia le cannette. 

Piccolo campo santo d'elite in Corsica, Ponte Leccia
Piccolo campo santo d'elite in Corsica, Ponte Leccia

L'accensione ha un suono pieno e delicato. Le valvole della Ds cinguettano in duetto col vortice della ventola montata sempre in presa. Momento magico tutto Citroen mentre partono i ticchettii della magica pompa Hp che alza rapidamente muso e coda da terra.Pronti al decollo! 

Il test ha solo un fattore d'obligo: revisione francese severissima e controllo attento dei freni che si rivelano in efficienza sui banchi a rulli. Batteria usata, gomme usate, sostituito il filtro della benzina e relativa cannetta. In un attimo eseguiamo il passaggio di proprietà ed ottengo il libretto nuovo spendendo 17,5 € . Per me italiano vittima di Pra e Aci questo è stato un miraggio frutto del peyote.

Si Parte!

La sensazione di grandiosità e classe è impagabile: la DS andava bene in campagna o in centro a Parigi, d'estate e d'inverno, era un mezzo pensato insomma per appagare a 359° gradi il suo proprietario (il grado residuo lo teniamo per parlare poi di affidabilità...). Ora tutto è settorializzato: le gomme estive non vanno bene d'inverno, l'auto bassa rovina la schiena, il suv fa venire la cervicale perchè sobbalza. La via di mezzo poi è volutamente offerta in salsa anonima e meschina.

Nulla di tutto cio' con la Ds: le sue gomme Michelin X sono pronte ad umiliare in frenata sulla neve diverse auto moderne e resistono alle temperature estive. Insomma, una volta si voleva che il cliente fosse davvero soddisfatto! 

Verso il terribile Control Tecnique...carro attrezzi o galera, qui non si scherza. Mai esportare un veicolo prima di aver effettuato la revisione nel paese di provenienza, si rischia la mancata reimmatricolazione in Italia e grosse spese aggiuntive.
Verso il terribile Control Tecnique...carro attrezzi o galera, qui non si scherza. Mai esportare un veicolo prima di aver effettuato la revisione nel paese di provenienza, si rischia la mancata reimmatricolazione in Italia e grosse spese aggiuntive.

Attraverso Bastia seguito dalla nostra Subaru Legacy IV blu. I cuscinetti dei bracci anteriori sono rumorosi ma gli ammortizzatori funzionano alla perfezione. La pompa hp perde un pochino ma spero che andando le guarnizioni tornino a fare il loro dovere. Il clacson bitonale (112 db) è meraviglioso ed il cambio semi-automatico quanto di più elegante abbia mai usato su di un auto. Guidare senza una centralina di un cambio automatico che sulla carta fa miracoli ma che nella realtà cambia sempre in un modo odioso e annichilente è pura libertà: manca il pedale della frizione ma decido io quando cambiare. Il cambio agisce subito ed in modo meccanico puro. Agli stop mi fermo in prima semplicemente frenando. Non c'è nessuna centralina elettronica dotata di “rampe” che si starano a seconda del clima, l'altitudine, l'elettrosmog, sabotando gli attuatori del cambio: il cambio fa quello che gli dici e si attua con le tue due dita quando vuoi.

...proseguiamo col motore...

Scopro poi una meraviglia: vite del minimo, regolazione dello spinterogeno ed una simpatica levetta su un compensatore idraulico sincronizzano il minimo – necessariamente attorno ai 750 giri/min per innestare la folle – e come conseguenza la presa del cambio affinchè questo non si innesti bruscamente dando il cosiddetto “effetto canguro”. Bastano 2 cacciaviti e tanta sensibilità. L'aperitivo a Bastia si rivela migliore della cena. Un piccolo bistrot offre insalate con chevre caldo e diversi aperitivi di compagnia. Tutto intorno diversi giovani dall'aria poco trendy e molto fresca. Siamo nella patria di Letitia Casta e molte giovani ne difendono il nome con le loro grazie. Si fa notte ed un perfido albergo ci attende con nostro pochissimo entusiasmo. 

Pronti per partire e per un ultimo tuffo au bord de la Ds ! Le portiere alte facilitano l'utilizzo della Ds come cabina da spiaggia, elegante, e molto chic
Pronti per partire e per un ultimo tuffo au bord de la Ds ! Le portiere alte facilitano l'utilizzo della Ds come cabina da spiaggia, elegante, e molto chic

Penso a come erano nate le cose di questra gustosa avventura: alcune sere prima ci fermiamo a Corti nell'entroterra. La Corsica è una sorpresa: il mare e le sue coste sono bellezze rinomate, ma il suo interno è la vera rivelazione: il panorama è quasi alpino, ricamato di boschi strepitosi di cui non si ha l'abitudine nostrana di incendiare ad ogni estate. Il risultato è una natura verginale incantevole, con fiumi in cui si fanno meravigliosi e tonificanti bagni. Pullulano poi i parchi attrezzati per attività sportive ed arrampicata. Insomma, all'interno della Corsica sembra quasi esserci più vitalità che in spiaggia sotto il sole.

Ma i Corsi?

Corti è romana e medievale. Un bel borgo con una solida fortezza, ricchissima di storia. Ebbe addirittura un università, tornata in auge negli anni ottanta dopo che venne chiusa alla fine del '700.

Una taverna piccolissima in una unica stanza malandata tutta in pietra con il soffitto a volta. Due uomini grossi, forse anziani suonano la chitarra ad un ritmo indemoniato, passando da pezzi di Compay Segundo a musiche italiane arcaiche. Hanno un repertorio vastissimo. Non c'è nessun altro. L'oste ci porta da bere, ha birra corsa o alcolici pesanti. 

Qui c'è dentro un po' di tutto ma funziona eppur si muove. L'impianto elettrico è inguardabile quanto inaffidabile. Miriadi di spinette da due lire si ossidano, si tranciano o semplicemente si sfilano. E'forse l'unica tradizione veramente imperitura delle auto francesi questa. Amen
Qui c'è dentro un po' di tutto ma funziona eppur si muove. L'impianto elettrico è inguardabile quanto inaffidabile. Miriadi di spinette da due lire si ossidano, si tranciano o semplicemente si sfilano. E'forse l'unica tradizione veramente imperitura delle auto francesi questa. Amen

Ottima la birra corsa. Ora i nostri arrangiano su un Deguello ripetendo pezzi velocissimi a mantra per poi separare le due chitarre in duetti che sembrano rincorrersi. Penso gli si incendieranno le dita dalla loro velocità e se vi fosse qui Ozzy Osborne si sarebbe già mangiato un'altro pipistrello dall'emozione. Alla fine di questa magia applaudo con trasporto. Si crea il gelo: il barista ferma lo straccio sporco sul suo bancone sporco e mi fissa immobile. I vecchi si voltano e le loro camice a scacchi del colore del brutto tinello maron di Paolo Conte pare una pelle di rettile attorno a quei colli tozzi. Mi fissano con sdegno ed uno sguardo di gelo.

Lo sguardo è su di me quel tanto da farmi capire di smettere di esistere. Riparte la musica, sempre meravigliosa. Finisce e ci si guarda tutti e quattro di nuovo. Avevo avuto un tacito, silenzioso, benvenuto corso. Scorrono fiumi di qualsiasi alcolico, ora che potevano esser certi che non fossi francese, non inglese ma italiano. Giungono due coppie, ragazzini e due ex prostitute vestite in modo imbarazzante che ora si limitavano a badare ai bimbi del paese. La follia regnava totale, ma gioiosa. 

No, motociclista non pensare a quelle curve lì...troppo spesso dietro vi è una famiglia di maiali neri che mangiano ( ma che cosa mi dico, che cosa nell'asfalto?!!) a dispetto degli ettari di bosco in cui possono mangiare al meglio. Le fette di salame che vi trovereste tra le pinze dei freni non vi saranno di alcuna consolazione . Correre in Corsica è sempre pericoloso, più che altrove
No, motociclista non pensare a quelle curve lì...troppo spesso dietro vi è una famiglia di maiali neri che mangiano ( ma che cosa mi dico, che cosa nell'asfalto?!!) a dispetto degli ettari di bosco in cui possono mangiare al meglio. Le fette di salame che vi trovereste tra le pinze dei freni non vi saranno di alcuna consolazione . Correre in Corsica è sempre pericoloso, più che altrove

La serata termina con un “Bella ciao”in coro, di cui anche gli storici sanno il grande valore che riveste nel cuore dei Corsi. Penso alla resistenza corsa contro i nazi, all'Unione corsa e a lei, la Dea, che rapisce dalle zampacce della morte De Gaulle inseguito dai sicari della Cia. Una storia che ancora non si vuol raccontare ma si sa che fu l'unione corsa a proteggere Le President, che si salvò dal celeberrimo attentato anche grazie alle doti della DS ( e del suo autista!). La storia mi sta scorrendo davanti agli occhi, e si sta ripetendo nei tremendi fatti della Francia odierna...ma ora siamo senza Ds... 

Il giorno dopo avrei conosciuto la proprietaria della mia futura Ds: “ma che te ne fai di quella roba lì in italia, pensi di arrivarci?” - “vede signora, non si preoccupi di cosa ci farò, il problema semmai è che qui non ho i soldi per pagarle la macchina!”. Ci fissiamo per una veloce eternità: lei mi porge la mano. “tu sei italiano...io sono corsa...ci dobbiamo fidare. So che mi pagherai...i miei cugini stanno a Bergamo semmai ti vengono a trovare loro ”. Siamo vicini alla Ds nera con le cromature che riflettono il sole ed i vetri azzurrati...Tarantino sei qui nascosto vero? 

Legacy IV insegue Ds: non centrano nulla l'un l'altra. Entrambe hanno tenuta di strada eccezionale, entrambe le portiere elegantissime prive di cornici ai finestrini, entrambe hanno muso a frccia tondeggiante. In comune? Entrambe sono solo un ricordo per le proprie case costruttrici
Legacy IV insegue Ds: non centrano nulla l'un l'altra. Entrambe hanno tenuta di strada eccezionale, entrambe le portiere elegantissime prive di cornici ai finestrini, entrambe hanno muso a frccia tondeggiante. In comune? Entrambe sono solo un ricordo per le proprie case costruttrici

La batteria della DS è a poli invertiti: per forza mi devo affidare ad una Varta recuperata. Se di notte in nave si scaricherà, l'auto rimarrà abbassata e bloccherò mezza nave. Mi fanno parcheggiare davanti al portello di prua dove la nave è stretta, nonostante gli avessi spiegato il problemino di quest'eventualità. Sedersi in DS in nave è unico: in genere le auto qui sballonzolano sulle gomme ai movimenti della nave. La Ds abbassata a terra è una pietra solidale allo scafo. Devo ancora farci la mano: giro la chiave e si accende il quadro, tiro l'aria a metà e poi tiro a me la leva del cambio con un dito: l'auto si avvia, si alza ed usciamo. Brava la batteria, siamo in Toscana e l'avventura può proseguire. Fino a Viareggio si va, scortati dalla Subaru con la mia santa e paziente fanciulla al volante. 110 km/h al massimo. Muore il motore in corsa allo svincolo di Viareggio, fine dell'avventura.

Due passi verso Albi in riga gialla e facciamo due chiacchiere. “Che si fa?- Nulla tesoro, in questi casi non si fa nulla perchè ora la Ds si è abbassata e non la porta più via nessuno.”Si fa solo quello che ho sermpre fatto in questi casi: guardo di lontano le cave di Carrara, ci stiracchiamo e pensiamo a cosa fare stassera. Quando si torna in Italia hai sempre la consolazione che mangerai bene.

Ok, fine della sosta ci diciamo. L'auto riparte, si alza e si arriva in Versilia. Perchè è avvenuto tutto ciò? Non mi interessa, sentivo che non sarebbe potuta finire lì e basta. In Versiglia capita quella che è la più diffusa brutta esperienza che può darti la Ds: l'assistenza. Metto il naso da un “guru” della Ds, di quelli che iniziano a spiegarti tutto su quel mezzo. 

Al minimo fuma nero dalla partenza e speravo di eliminare l'odioso problema. Inquinare non va bene. Mi viene diagnosticato un problema alla pompa della benzina del serbatoio, sporco nel serbatoio e anomalie di accensione. Incenerisco per nulla 100 euro e riparto con l'auto che va peggio di prima. All'antica libero lo spinterogeno e inizio a muoverlo finchè il motore mi sembra trovare il giusto anticipo.

Della Ds odio davvero questo problema: non sembra ma è un'auto molto semplice, logica e tutto sommato robusta. Basta ragionare e non toccarla per niente. Non è così: vi sono centinaia di espertissimi del mezzo che si pavoneggiano di saper prionunciare alla francese tutti i nomi dei suoi colori e di conoscere tutte le serie dei motori. Queste persone vi metteranno le mani sulla macchina devastandola, le modificheranno l'impianto elettrico creando danni irreversibili e, alla fine, anche voi come molti direte che la Ds è inaffidabile. La Ds è invece un macigno, ma teme più i meccanici che i kilometri. 

Ds e Legacy IV: hanno fatto la strada inseme, si sono rispettate. Non esistono più e le rimpiangiamo tutti tranne le vertebre fratturate dalla scomodità nipponica
Ds e Legacy IV: hanno fatto la strada inseme, si sono rispettate. Non esistono più e le rimpiangiamo tutti tranne le vertebre fratturate dalla scomodità nipponica

Se poi qualcuno vi si avvicinerà dicendo “Il Ds...”allora siete fortunati. Saprete che dovrete fuggire prima ancora che vi mettano le mani sul cofano. Ds è un gioco di parole sulla pronuncia della sigla - déesse – che significa in francese “dea”. Un auto che un vero appasionato sa che si chiama “Dea”, da qualcuno viene detta “il Dea”. Meglio costui si dedichi ai camion!

Inizia la Cisa Vecchia

E per diversi motivi ora si è aggiunta anche Daphne al manipolo. Così oltre ad Albi nella Subaru si intravvedono la testolina e le orecchie del Jack Russel agitarsi dal finestrino. Cisa Vecchia vuol dire tornanti. E qui inizia la vera prova: il motore della Ds in salita spinge, e in basso è evidente che prenda prima della Subaru. Il motore boxer non ha coppia. Il problema è il radiatore: è disastrato. Il bottone rosso centrale del disco delle spie di servizio si accende, l'acqua bolle. Non ci si può fermare subito, calo la media e faccio attenzione. La spia va e viene. Per grazia si accende anche un cartello “cucina nostrana” a lato strada. Nulla di meglio per la Ds di un po' di ombra nel bosco e per noi di un signor piatto di tortelli fatti in casa. E' tutto bellissimo, con anche una Ds. Si prosegue dunque tra bollite ed osterie d'obbligo per raffreddare il motore e stare in pace noi. E' tutto discreto, vero, gustoso ed elegante. 

Il portamento meraviglioso della Ds anche in curva: non è chiaro di che mezzo terrestre si tratti anche se è evidente che non si tratta di un'automobile
Il portamento meraviglioso della Ds anche in curva: non è chiaro di che mezzo terrestre si tratti anche se è evidente che non si tratta di un'automobile

Le moto

La cisa vecchia appartiene a tre categorie: le moto, i trattorini coi rimorchi colmi di legna e la Ds.

Il panorama lo si aggiudica ovviamente dal sellino del motocoltivatore a rimorchio pieno di legna. In moto ci si può consolare rispetto al primo, ma in quanto a pieghe e danze cosmiche da eseguire attaccati al manubrio qui si è in paradiso. Se avete un auto, per favore, non venite qui a rovinare le feste: il traffico della domenica è ben peggio dei tanto odiati rombi di marmitte, qualunquista e annichilente. Venite in bici piuttosto!

Le moto dunque ci fanno da scorta man mano che ci addentriamo sempre di più lungo la Cisa. Ci sorpassano ma non sembrano farlo con la tipica irrequietezza del motociclista disturbato dall'andatura di intralcio di un auto. Sembrano quasi salutare. Non so se son più motociclista o barcaiolo, certo è che vedere le moto scomparire pennellando sulle curve mi rapisce. La Ds affronta anche lei le curve meravigliosamente, cercando quasi un dialogo con le moto: la carreggiata posteriore è più stretta dell'anteriore ed il motore è opposto al cambio, quasi in posizione centrale. 

Le sospensioni fanno il resto: si entra in curva con grande rollio ma sollecitata la Ds sembra acquattarsi e divenire un coltello. Sono magie scomparse nella trazione anteriore. IL portamento che ne consegue è bello a vedersi e sono tante le foto degli anni suoi che ritraevano la Ds a ruote sterzate aggredire i tornanti del Monte Carlo o le strade parigine nei polizieschi dell'epoca.

Come mettiamo il motore

Nessuno potrà mai togliermi la certezza che un motore anteriore o è longitudinale o l'automobile in questione è di serie B. La Cx seguì alla Ds, aveva il motore “di traverso” come le utilitarie più umili, ma ruotato in avanti di 30°, teneva un profilo frontale bassissimo e aerodinamico. Ma non ebbe più il comportamento stradale sincero della Ds e il sottosterzo era forte. La Ds è stata ispirata dall'ippopotamo, che Bertoni ha ritratto a carboncino con altri animali in una serie bellissima e sembra più un sommergibile che un auto. La sua cabina svetta dal suo corpo a siluro. 

 Allacciare le cinture, si scende!
Allacciare le cinture, si scende!

Il portamento su strada è coerente alla linea e la bellezza della Ds si gusta appieno solo quando è in movimento, con le ruote che sterzano ed il telaio che si muove sotto gli impulsi del suo magico sistema oliopneumatico. Adorabile per me la frenata: sono dell'idea che i freni servano più alle auto sportive. L'autista intelligente prevede e frena poco. Il freno della Ds è un bottone a terra, fatto così perchè non vi possa finire nulla sotto ad ostruirlo. Davanti è omologata per tre ed oggetti possono rotolare sul pavimento perfettamente piatto.

La corsa del freno è cortissima e alle prime è inevitabile sobbalzare in frenata. Una frenata lunga sulla Ds sarebbe fuori luogo. E' un'auto pesante e la sua inerzia al rotolamento non è delle migliori dato l'assorbimento di energia dei diversi servizi sempre connessi. Togliendo gas rallenta molto. Il pedale corto sembra servire nelle emergenze, caso in cui è difficilissimo che si blocchino le gomme. Specialmente poi se si hanno le sue Michelin radial X e se queste non sono vecchie . Se obsolete tendono a conservarsi intere ma induriscono moltissimo la mescola le rende inaffidabili.

Ora la Cisa scende e i freni la fanno da protagonisti. Freni e sterzo - e si può generalizzare su tantissime auto francesi - non danno certo l'idea di essere figli delle competizioni. Allungano e gli spazi di frenata non sono cortissimi. Ma sono valori più che accettabili. Lo sterzo se sferzato un po' da' quella sensazione strana che il piantone sia elastico. Ma non tradisce, ti fa solo quel tanto basta di paura per farti desistere dall'avvicinarti a situazioni di pericolo. Questo tipo di comportamento ha reso sempre sicure le ammiraglie francesi, con pochi incidenti nella media rispetto ad auto più performanti. Anche questo faceva parte dell'equilibrio generale del progetto. 

Il cruscotto dell'ultima serie della Ds, il peggiore della serie Ds con i quadranti nascosti dal volante. Non in armonia con la linea dell'auto, la sua durezza formale stride rispetto alle versioni precedenti . Ci se lo fa andare bene ma è un vero rammarico. Senza cambio semi-automatico non state guidando una DS
Il cruscotto dell'ultima serie della Ds, il peggiore della serie Ds con i quadranti nascosti dal volante. Non in armonia con la linea dell'auto, la sua durezza formale stride rispetto alle versioni precedenti . Ci se lo fa andare bene ma è un vero rammarico. Senza cambio semi-automatico non state guidando una DS

Il pomeriggio ci vede un po' provati dalle ore che iniziano a farsi sentire e poi chi riesce a dormire bene in un traghetto di liena alzi la mano! Vogliamo ricordare la pulizia ed il servizio delle navi Adriatica quando esistevano? Un ricordo lontano ormai...

Siamo in piscina da amici nella campagna di Cremona. Nulla di meglio, non c'è che dire. La dea aveva dato segno di soste con spegnimenti fantasma in un paio d'occasioni facendomi pensare ad un condensatore dello spinterogeno e dunque una sosta lunga stava bene anche a lei.

Vedersi in costume da bagno è bello, si è giovani e sullo sfondo, sotto gli alberi c'è una Ds nero lucida. E' tutto molto bello e lo si sente sulla pelle. Provai a sostituire la Ds con un X6 magari bianca...lascio a voi l'immaginazione. 

Ultima tappa

Panini, succhi, chiacchiere...perchè ripartire? Perchè dobbiamo vincere una scommessa che va controcorrente. Fare una mascalzonata con un pezzo da museo, senza fare troppe fisime da simil – professionisti e senza nemmeno maltrattare la Dea.

Poi la notte ormai non ci aspetta più! La bassa bresciana, la sua campagna ricca che vede le montagne da lontano. Proseguiamo andanti con brio.Il rumore della Ds a media velocità è fantastico, sembra di entrare in sintonia con quelle valvole dal suono caratteristico. Il volante emana tutti i suoi sibili oleopneumatici che allontanano l'idea di guidare un'auto. La vista dal parabrezza dritto è stupenda. I consumi fuori dall'autostrada sono accettabili. La comodità a bordo è totale e infastidiscono solamente non avere i poggiatesta ( fatto grave per la sicurezza). Tutto ha funzionato o forse rifunzionato a dovere. Intimamente penso già a come raccontare questa piccola storia da ricordare, stiamo arrivando. 

Ce l'abbiamo quasi fatta, tutto sembra in perfetta forma e grande bellezza. Abbiamo ancora targhe corse e quel buco tra le cifre mi giurano non fosse di arma da fuoco. Io non sono De Gaulle...
Ce l'abbiamo quasi fatta, tutto sembra in perfetta forma e grande bellezza. Abbiamo ancora targhe corse e quel buco tra le cifre mi giurano non fosse di arma da fuoco. Io non sono De Gaulle...

Man mano che la Franciacorta si rende visibile qualcosa mi si muove dentro, mi sento come un capitano che giunge in porto. Non rallento, non diminuiscono i giri ma tutto mi sembra si stia fermando attorno a me. E' l'arrivo, ce l'abbiamo fatta.

Ce l'ha fatta la Ds, la mia ragazza mi ha supportato e sopportato ed anche il cane non si è lamentato del salame passato di sottobanco alle osterie della Cisa.

Comprate la Tesla, fate il car sharing, usate la bici ma un giorno andate ad accarezzare il parafango anteriore di una Ds e fateci un giro.

Ne vale la pena, per ricordare come sarà il futuro.

Epilogo

La mattina dopo sguscio fuori dal letto con le maledizioni della mia ragazza e scappo. Mi sento in forma, mentre lei ha subito i medesimi kilometri incastrata nel sedile della Legacy ed è con la schiena ko. Perchè fare un auto magnifica...scomoda? Non si sa. D'altronde hanno fatto anche l'Arna, la Thesis e la C6...succede. Prendo la Ds e volo come un forsennato da Angelo. Lo tiro letteralmente fuori dal cofano di una XJS v12 che stava preparando da gara. Mi guarda e come molti meccanici bresciani mi fissa perplesso. "Perchè hai preso una Citroen, hanno solo problemi , ne ho seguite due per vent'anni e..." .

Veniamo interrotti dal brontolio del vecchio padre di Angelo: ”a come chela del dutur xxx, gliela facevo andare solo io, non si è mai rotta”. La macchina fuma nero ed io saccentissimo ripeto a ruota quanto riferitomi in Toscana. Il vecchio mi guarda impietrito e libera un silenzio che implora altro silenzio a seppellire le fandonie. Toglie il gigler del minimo dal carburatore, scompare e ne monta un altro. Poi lo sfila e lo lima un pochettino. Mi fissa e nel mentre accende il motore dal cofano senza distogliere lo sguardo dal mio. Il motore ha un tichettio da favola, il minimo pare un respiro. Dietro non si vede un filo di fumo. E' perfetta. “Ala chi la pompa de drè?!”(cos'ha la pompa di dietro?!-senza doppi sensi ovviamente) e sghignazzando se ne torna verso la colossale 600 pullmann da cui si era staccato.

Non credete a tutto ciò che vi dicono sulla Ds, correte a viverla!!

Alessandro Sammartini

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