Dopo le auto elettriche la Cina scommette sulle auto volanti. Da Xpeng a Ehang: a che punto siamo?

Dopo le auto elettriche la Cina scommette sulle auto volanti. Da Xpeng a Ehang: a che punto siamo?
Pubblicità
Dopo il boom delle auto elettriche, la Cina guarda al cielo e accelera sulle auto volanti. Da Xpeng a Ehang, tra IPO, fabbriche e primi numeri di mercato, la mobilità del futuro prende forma. Ma tra promesse e incognite, la sfida è appena iniziata.
25 gennaio 2026

Dopo aver conquistato il primato globale nelle auto elettriche, la Cina sta accelerando su una nuova frontiera della mobilità: quella delle auto volanti e dei velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVTOL).

Non si tratta più di prototipi futuristici da salone, ma di un settore che inizia a strutturarsi industrialmente, con investimenti miliardari, fabbriche dedicate e prime road map commerciali. In un mercato dell’auto sempre più affollato e segnato dalla guerra dei prezzi, puntare sul cielo è così diventata per molti costruttori d’oltre Muraglia una strategia di differenziazione e, allo stesso tempo, una scommessa sul lungo periodo sostenuta direttamente dal governo centrale (ovvero Xi Jinping e la leadership del Partito Comunista Cinese) attraverso lo sviluppo della cosiddetta “low-altitude economy”, l’insieme delle attività economiche legate all’uso dello spazio aereo sotto i 1.000 metri

Xpeng apre la strada (anche in Borsa)

Il caso simbolo è quello di Xpeng, uno dei principali marchi Ev cinesi, che attraverso la sua controllata aerospaziale AeroHT - oggi ribattezzata Aridge - sta preparando il debutto in Borsa a Hong Kong. Secondo Bloomberg, il gruppo ha incaricato colossi come JPMorgan e Morgan Stanley per lavorare all’IPO, che potrebbe arrivare già nel corso del 2026.

Aridge dispone di una fabbrica intelligente a Guangzhou da 120.000 metri quadrati, progettata per arrivare a produrre un velivolo ogni 30 minuti, con le prime consegne commerciali previste nella seconda metà del 2026. Come ha evidenziato anche il South China Morning Post, l’azienda punta a diventare il primo grande player cinese delle auto volanti quotato a Hong Kong, con una valutazione che in precedenti round di finanziamento ha già superato i 2 miliardi di dollari.

Il prezzo annunciato per i primi modelli destinati a clienti privati dovrebbe restare sotto i 2 milioni di yuan (circa 280 mila dollari), segno che Xpeng guarda inizialmente a un mercato premium e corporate.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Non solo Xpeng: Ehang, Geely e GAC puntano al cielo

Xpeng, però, non è sola. La Cina è oggi il mercato più dinamico al mondo per gli eVTOL. Ehang, già quotata al Nasdaq, è stata la prima azienda cinese a ottenere certificazioni per voli autonomi con il suo EH216 e ha avviato progetti pilota per taxi aerei in diverse città. Il gruppo Geely, attraverso la controllata Aerofugia, sta sviluppando l’AE200, un’auto volante pensata per trasportare fino a cinque passeggeri, mentre il colosso statale GAC lavora su due modelli, GOVY AirCab e GOVY AirJet.

Anche FAW (con il marchio Hongqi) e Chery hanno annunciato programmi di ricerca nel settore. E ancora: secondo stime di mercato citate da analisti internazionali e riprese dal Financial Times, il comparto cinese della low- altitude economy potrebbe superare i 500 miliardi di yuan entro il 2030, includendo auto volanti, droni e servizi di mobilità aerea urbana.

Un mercato promettente, ma ancora tutto da costruire

Nonostante l’entusiasmo, la strada verso la diffusione di massa delle auto volanti in Cina resta però complessa. I costi di sviluppo sono elevati, le normative sul traffico aereo urbano sono ancora in fase di definizione e la domanda reale deve essere testata fuori dai contesti dimostrativi.

Come sottolinea ancora il Financial Times, per Xpeng e per gli altri costruttori il ritorno economico non sarà poi immediato: nel breve periodo il valore delle auto volanti è soprattutto strategico e di immagine. Tuttavia, le tecnologie sviluppate - dalle batterie leggere ai sistemi di guida autonoma - possono ricadere direttamente sulle auto elettriche tradizionali, rafforzando la competitività complessiva dei gruppi coinvolti.

Pubblicità