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C’è un momento, per le tecnologie “impossibili”, in cui smettere di essere ipotesi e avvicinarsi a diventare realtà. Nel caso delle auto volanti la domanda, oggi più che mai, non è più “se arriveranno", ma "quanto a breve arriveranno", visto che molto presto potremo comprarne le azioni.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, Aridge — la divisione di Xpeng dedicata alla produzione di auto modulari volanti — avrebbe depositato in via confidenziale la documentazione per quotarsi a Hong Kong, con JPMorgan e Morgan Stanley coinvolte nell'operazione come advisor. Insomma, pare proprio che l'azienda cinese dovrebbe "spiccare il volo" — in borsa e con i suoi velivoli, letteralmente — già entro la fine del 2026.
Se il nome Aridge non vi dice nulla, sappiate che fino a pochi mesi fa la società si presentava come Xpeng AeroHT. In seguito è arivato il rebranding in Aridge (“Air” + “Bridge”, il “ponte” tra cielo e terra) con l’obiettivo dichiarato di spingere su un’identità più autonoma e internazionale.
Sul piano societario, Aridge nasce come start-up nel 2013, ma è nel 2020 che prende vita 'formalmente' come divisione tecnologica con sede a Guangzhou, controllata a maggioranza da Xpeng e dal suo presidente e CEO He Xiaopeng. Azienda che secondo CnEVPost avrebbe già raccolto un finanziamento esterno da 250 milioni di dollari nel 2025.
La strategia di Aridge non è quella di "vendere" ai mercati una semplice "dimostrazione tecnologica", per quanto interessante possa essere, ma un pacchetto che comprende una filiera produttiva che — una volta a pieno regime — promette di realizzare decine di migliaia di velivoli nei prossimi anni.
Il prodotto simbolo è l'auto volante Land Aircraft Carrier, un sistema modulare composto da:
un veicolo “madre” su ruote, che trasporta e ricarica.
un modulo eVTOL a decollo/atterraggio verticale che si stacca e vola.
La fabbrica a Guangzhou che — nelle intenzioni della società cinese — unisce processi automotive e requisiti aeronautici, pare avrà una capacità produttiva fino a 10.000 unità/anno e una cadenza dichiarata di un esemplare ogni 30 minuti a regime, con le prime consegne dell'"auto volante" previste per fine 2026.
Nel frattempo Aridge sta sviluppando anche un velivolo denominato A868, un eVTOL “long range” pensato per viaggi più lunghi e multi-occupante: si parla di 6 posti, autonomia oltre 500 km e velocità massima oltre 360 km/h, con prototipo già in fase di test. Numeri che — al netto di verifiche, certificazioni e contesto operativo — spiegano perché il mercato inizi a fiutare qualcosa di più di un mero esercizio di stile.
L'ingresso nel listino titoli della borsa di Hong Kong porterebbe vantaggi per la società controllata da Xpeng: dall'ottenimento di liquidità da investire per certificazioni, industrializzazione e R&D (che in aeronautica costano e richiedono tempi lunghi); al misurarsi con la disciplina dei mercati (trimestrali, trasparenza, guidance), oltre a cavalcare l’onda di un settore strategico per la Cina, quello della cosiddetta low-altitude economy, che include droni, air taxi e mobilità a bassa quota.
Certo, nel caso specifico delle “auto volanti”, lo spartiacque rimarrà l'impiego operativo, visto che Aridge dovrà confrontarsi con problematiche non di poco conto: le già citate certificazioni e regolamentazioni dello spazio aereo, lo sviluppo di infrastrutture dedicate, le questioni di sicurezza e assicurabilità, e, soprattutto, i costi reali d’acquisto e d’esercizio.