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Ogni anno, il Festival di Sanremo è come una macchina del tempo. Cinque serate in cui l'Italia si ferma davanti alla televisione, si divide sui social, discutendo di look, performance ed eventuali gaffe. Ma le auto? Abbiamo provato ad abbinare ad alcuni dei principali protagonisti della kermesse le quattro ruote che ne incarnano al meglio lo spirito. Il risultato è un garage immaginario che va dalla Lancia Gamma alla Lamborghini Urus, dalla Volkswagen Golf GTI degli Anni '80 alla Xpeng P7+ progettata dall'IA.
La manifestazione sanremese e il mondo dell'automobile si sono sempre "parlati". Negli Anni 60', quella del boom economico e dell'Italia in piena motorizzazione di massa, le quattro ruote venivano celebrate come simbolo di libertà, progresso e romanticismo attraverso canzoni come "Andavo a 100 all'ora" di Gianni Morandi del '63 o "Torpedo Blu" di Giorgio Gaber del '68. In un passato molto più recente — era il 2019 — Achille Lauro portava sul palco "Rolls Royce", intitolando il brano con il nome del marchio inglese come metafora di eleganza e lusso.
Da 13 anni poi, Suzuki è lo sponsor ufficiale del Festival di Sanremo. E proprio in occasione dell'edizione 2026 il marchio giapponese ha svelato una serie speciale limitata della best-seller Swift. Un'auto dedicata ai fiori (di ciliegio) nella Città dei Fiori (Sanremo).
Oltre 120 milioni di dischi venduti lungo una carriera iniziata negli Anni '60, vedremmo bene l'artista veneziana sull'originale Lancia Gamma. Presentata nel 1976 nelle versioni berlina e coupé, era il tentativo del marchio di Chivasso di scalare la fascia alta del mercato europeo con un'ammiraglia dal carattere spiccatamente italiano.
La coupé, in particolare, disegnata da Aldo Brovarone e prodotta da Pininfarina, con le sue forme eleganti e classiche, ha un'estetica che si fa ancora apprezzare anche a distanza di 50 anni. Per equipaggiare il modello, il Gruppo Fiat optò per una gamma motori completamente nuova da 2 e 2,5 litri — quest'ultimo dotato dal 1980 di iniezione elettronica Bosch — a 4 cilindri boxer con alberi a camme in testa e completamente in lega d'alluminio.
Non era una macchina perfetta — il motore aveva qualche difetto di gioventù, come spesso accade alle prime serie di propulsori — ma aveva un'anima che le sue rivali tedesche faticavano a imitare. Inimitabile come la presenza scenica di Patty Pravo che ritorna all'Ariston dopo 7 anni di assenza con "Opera", un brano scritto da Giovanni Caccamo.
La nipote del fondatore della Casa di Sant'Agata Bolognese ha sempre avuto un rapporto molto stretto con il marchio che porta il suo cognome. Scontato dire che l'automobile più affine al suo stile originale e vistoso sia la Lamborghini Urus — il SUV del costruttore emiliano — magari proprio nelle variante Performante, la più estrema in termini di design e aerodinamica, con il 4.0 V8 aspirato potenziato fino a 666 CV e 850 Nm di coppia.
Una vettura sufficientemente pratica per la vita quotidiana, ma con un look, ad esempio scegliendola nei colori verde Mantis o arancio Atlas, aggressivo e riconoscibile, come quello di Elettra Lamborghini, in gara a Sanremo 2026 la canzone "Voilà", un pezzo pop ritmato che punta sulla leggerezza e sulla voglia far ballare il pubblico.
Il rapper milanese, presente con il pezzo "Male necessario" cantato insieme a Marco Masini, è un appassionato di supercar, in generale e — a giudiciare dall'acquisto nel 2024 di uno dei primi esemplari consegnati in Italia della Roma Spider — pure delle vetture di Maranello. E come Fedez ci ha abituato, almeno in passato, a mostrarsi esagerato sui social, se c'è un modello della Rossa che può incarnare a pieno questo spirito è la SF90 XX Stradale.
Versione più estrema e potente della SF90 e prima vettura del Programma XX ad essere omologata per l'uso su strada, si fa notare sia per le performance del suo V8 biturbo abbinato a tre motori elettrici per 1.030 CV complessivi e uno 0-100 km/h in soli 2,3 secondi e per l'aerodinamica avanzata che porta con sè un'enorme ala posteriore fissa capace di generare 530 kg di carico aerodinamico a 250 km/h, qualcosa di difficile di vedere, anche su una Ferrari.
Il cantautore pugliese torna all'Ariston nel 2026 con "Ora e per sempre", ma impossibile dimenticare il suo debutto nel 1989 con il singolo "Cosa resterà degli anni '80"?, diventato nel tempo uno dei più rappresentativi del periodo storico e dello stesso artista. Per questo l'associazione con la Volkswagen Golf GTI di seconda generazione— quella prodotta tra l'84 e il '91 — appare perfetta.
Equipaggiata con il motore da 1.8 litri a otto o sedici valvole (che in quest'ultima configurazione sviluppava fino a 139 CV), la versione del 1989 si caratterizzava, oltre per i paraurti maggiorati, anche per il design compatto e l'equilibrio tra usabilità e prestazioni. Un'auto tuttora molto ricercata perché si posiziona a cavallo tra le "hot hatch" analogiche degli Anni '80 e le più affidabili vetture moderne.
Per l'artista in gara a Sanremo 2026 con il pezzo "Ai ai" — che esplora con ironia il rapporto tra l'uomo e le nuove tecnologie con il titolo acronomino di intelligenza artificiale — quale migliore auto di quella che il suo costruttore definisce la prima "AI-defined" al mondo? Si tratta della Xpeng P7+, l'elettrica che integra l'intelligenza artificiale non solo come assistente, ma come elemento centrale della progettazione, della guida e dell'efficienza energetica.
Ad esempio, la Casa cinese se ne è avvalsa per ottimizzare le forme della carrozzeria e raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica molto basso, migliorando così l'autonomia, oppure per potenziare le funzionalità di guida assistita o, ancora, per massimizzare le doti di consumo della vettura.