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Dopo un'attesa che aveva tenuto col fiato sospeso l'intero comparto, il Governo ha sbloccato il decreto dedicato all'industria automobilistica e, con il via libera al DPCM Automotive annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si apre formalmente la cassaforte degli aiuti statali: sul piatto ci sono 1,343 miliardi di euro, una cifra superiore di circa 250 milioni rispetto agli stanziamenti ipotizzati a inizio anno.
L'obiettivo è chiaro: dare una boccata d'ossigeno a un settore in piena tempesta perfetta, stretto tra l'obbligo di un rapido passaggio all'elettrico e l'offensiva sempre più aggressiva dei costruttori asiatici. Se vi aspettavate una pioggia di bonus a pioggia per l'acquisto di nuove auto da parte dei privati, la rotta scelta dall'Esecutivo è un'altra. La vera priorità di questo provvedimento è salvaguardare e riconvertire il tessuto produttivo.
Le linee guida del DPCM confermano infatti che più del 70% delle risorse sarà assorbito dall'industria attraverso strumenti specifici:
Accordi per l'innovazione.
Contratti di sviluppo.
Il debutto dei "Mini Contratti di sviluppo", pensati per rendere i fondi accessibili anche a realtà aziendali più agili.
Come ha sottolineato il Ministro Adolfo Urso, si tratta di una "grande spinta" per favorire la ricerca e la nascita di nuove tecnologie per la mobilità all'interno dei nostri confini. Un piano che non viaggia da solo, ma che va a sommarsi ai 9,8 miliardi di euro del Piano Transizione 5.0 già previsti per il prossimo triennio.
Cosa ne sarà del restante 30% del plafond? Il ministero ha deciso di puntare su micro-settori spesso rimasti ai margini delle maxi-campagne di incentivazione. I fondi rimanenti serviranno a finanziare la mobilità sostenibile in senso lato e il lavoro quotidiano dei professionisti.
Tra gli interventi coperti dal fondo figurano:
Veicoli commerciali: incentivi cruciali per svecchiare un parco circolante destinato al trasporto merci, spesso obsoleto e inquinante.
Infrastrutture: bonus per l'installazione di colonnine di ricarica.
Retrofit: aiuti per chi decide di convertire a gas il proprio veicolo endotermico.
Due e quattro ruote leggere: sconti per l'acquisto di ciclomotori, motocicli e quadricicli (i cosiddetti "quadricicli leggeri" che spopolano nelle aree urbane).
Leasing sociale: un'agevolazione pensata per rendere la mobilità accessibile alle fasce di reddito più basse.
C'è però un retroscena contabile che ha tenuto banco fino all'ultimo. Nelle scorse settimane, le necessità impellenti legate al caro carburanti e agli aiuti urgenti per l'autotrasporto avevano costretto il Governo a prelevare 251 milioni di europroprio dal Fondo Automotive.
Un ammanco che aveva fatto storcere il naso ai vertici della filiera, ma che il Ministro Urso ha promesso di sanare a stretto giro. Le risorse "dirottate" verranno ripristinate integralmente nel mese di luglio e andranno ad aggiungersi all'attuale miliardo e trecento milioni, portando la dote complessiva dell'Automotive a un livello ancora superiore.